Farmacisti specializzandi, Renasfo: ancora disparità a fronte di un impegno nell’emergenza Covid-19
Anche in emergenza sanitaria da Covid-19, agli specializzandi farmacisti, e di altre professioni sanitarie, non è riconosciuta l'accessibilità a contratti di incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa
Ancora una volta, anche in emergenza sanitaria da Covid-19, agli specializzandi farmacisti, e di altre professioni sanitarie, non è riconosciuta l'accessibilità a contratti di incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, in risposta all'aumentato bisogno assistenziale. A denunciare la disparità è la Rete nazionale degli Specializzandi in farmacia ospedaliera (Renasfo) sottolineando che il recente Decreto-Legge del 9 Marzo 2020, rende accessibili tali contratti ai medici al penultimo e ultimo anno di specialità.
Farmacisti Ssn garantiscono logistica e distribuzione
Questo, sottolinea l'associazione in una nota, a fronte di un "innalzamento dei livelli assistenziali ospedalieri e territoriali erogati dal nostro Sistema sanitario nazionale" e in cui "i farmacisti del Ssn stanno garantendo in primis una adeguata logistica dei beni sanitari, punto nevralgico per un sistema che amplia di giorno in giorno la propria capacità assistenziale, ma svolgono un ruolo non trascurabile anche nella gestione delle sperimentazioni cliniche sui nuovi farmaci per la cura dell'infezione, nell'allestimento di terapie personalizzate per i pazienti Covid come forme farmaceutiche alternative per i pazienti intubati, nella produzione di gel disinfettanti". Inoltre hanno "riorganizzato il sistema di erogazione dei farmaci in ospedale, ma soprattutto sul territorio, per favorire il distanziamento sociale senza compromettere l'assistenza farmaceutica ai pazienti cronici". Alla tenuta della rete assistenziale "stanno contribuendo in prima persona anche gli specializzandi in Farmacia ospedaliera la cui presenza all'interno dei nostri ospedali è stata garantita dal Dpcm 4 Marzo 2020, al pari dei colleghi delle altre professioni sanitarie".
Permangono le disparità: nessun accesso a contratti
Gli specializzandi farmacisti, continua la nota "contribuiscono a garantire per tutti i cittadini il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione, tuttavia non viene loro riconosciuta l'applicazione dell'articolo 36 ("Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro..."). Infatti, nonostante gli specializzandi in Farmacia Ospedaliera frequentino a tempo pieno le strutture della rete formativa, come i colleghi specializzandi medici, non è previsto un contratto di formazione specialistica ex D. Lgs n. 368, 17/08/1999, e vengono quindi ad operare per lo più a titolo gratuito. La disparità rispetto agli specializzandi medici, "è stata segnalata, oggi come in passato, al Ministero della Salute e alla Presidenza del Consiglio dei ministri dalla Conferenza dei Direttori delle Scuole di specializzazione in Farmacia ospedaliera, dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani e dal Sinafo, senza però ottenere una equiparazione delle tutele contrattuali con i colleghi medici". La Renasfo, "esprime il rammarico dei propri associati e chiede che si ponga l'attenzione anche su chi cura, riconoscendo la preziosa ricchezza di un Sistema Sanitario che per essere universale e di qualità deve continuare a coinvolgere un'ampia gamma di professionisti sanitari che, contribuendo alla sua efficacia ed efficienza vanno tutelati, senza distinzioni tra camici". E al Governo chiede "il coraggio di cambiare rotta e riconoscerci, come parte integrante e fondamentale nella tutela della salute: oggi con l'accesso ad incarichi straordinari per la gestione della pandemia e in futuro con la tutela contrattuale del nostro percorso di specializzazione".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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