Covid-19, Ifo di Roma: terapie oncologiche e farmaci biologici a domicilio. Farmacista consegna e fornisce istruzioni
I farmaci oncologici a somministrazione orale e i farmaci biologici vengono consegnati a domicilio da un farmacista che fornisce al paziente le istruzioni per l'assunzione e la conservazione dei farmaci
I farmaci oncologici a somministrazione orale e i farmaci biologici, che prima venivano ritiravano mensilmente presso la farmacia ospedaliera vengono consegnati a domicilio da un farmacista che fornisce al paziente le istruzioni per l'assunzione e la conservazione dei farmaci, adotta tutte le precauzioni di prevenzione del contagio e controlla che il trasporto avvenga in condizioni di temperatura ottimale. È quanto prevede un progetto avviato nell'Istituto nazionale Tumori Regina Elena (Ire), dove circa il 50% dei pazienti è in trattamento con i farmaci orali, e ora esteso a tutte le oncologie, all'ematologia e alla dermatologia per la consegna anche di farmaci biologici, per un totale di circa 450 consegne mensili. Lo rende noto un comunicato dell'Ifo la cui Direzione medica coordina il progetto.
Maggiore aderenza terapeutica, corretta conservazione dei farmaci
Il processo prevede che ci sia una valutazione da parte del medico fatta in base ai dati clinici e attraverso un consulto sulla piattaforma di telemedicina. Se non è necessario un controllo di persona il medico fa la prescrizione e la farmacia organizza la consegna contattando il paziente. «Il farmacista che esegue la consegna, - illustra Antonia La Malfa, direttore della Farmacia Ifo - fornisce istruzioni per l'assunzione e la conservazione dei farmaci, adotta tutte le precauzioni di prevenzione del contagio e controlla che il trasporto avvenga in condizioni di temperatura ottimale». Il servizio ha effetti molto positivi: consente un alleggerimento delle presenze dei pazienti negli ambulatori; garantisce il miglioramento della qualità della vita sia dell'assistito che dei suoi familiari; nonché una maggiore aderenza terapeutica. I pazienti rimangono inoltre in costante contatto con i medici curanti anche attraverso la piattaforma di telemedicina per porre quesiti, segnalare le proprie condizioni, ed eventuali problematiche.
Evitare circolazione di soggetti fragili e immunodepressi
L'obiettivo, nella fase di emergenza Covid-19, spiega la nota, è evitare lo spostamento di pazienti oncologici immunodepressi e a forte rischio di contagio da coronavirus, spesso anziani e con più patologie, per andare a ritirare le terapie: "Andiamo noi a casa loro e consegniamo farmaci orali sufficienti per la terapia di un mese o due a seconda della prescrizione del medico". In seguito all'emergenza, nel mese di marzo, l'Oncologia Medica 2, diretta da Patrizia Vici ha promosso un progetto pilota. Presso questa unità operativa il 15% di tutte le terapie è orale e in 2 settimane sono state consegnate l'80% delle terapie sul territorio di Roma e provincia. Il progetto coordinato e gestito dalla Direzione Medica Ifo ora è esteso a tutte le oncologie, all'ematologia e alla dermatologia per la consegna anche di farmaci biologici, per un totale di circa 450 consegne mensili. Il sistema non intende fermarsi alla fase di emergenza ma continuare anche dopo ripensando così i processi e le modalità terapeutiche a distanza ma in continuo contatto con i pazienti. «È un progetto che non si ferma all'emergenza ma intende rimodulare l'offerta dei servizi a tutela di tutti. Si aggiunge ai servizi attivati nel giro di un mese: dallo screening meticoloso al laboratorio per i tamponi, dalla telemedicina, alle linee di ascolto attivo anche nei giorni festivi e al supporto psicologico» - evidenzia Francesco Ripa di Meana, direttore generale Ifo.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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