Mascherine, Federfarma Verona: non siamo speculatori ma subiamo le accuse dei cittadini
di Lara Figini
Anche se Arcuri ha confermato che la responsabilità dell'emergenza non può essere attribuita ai farmacisti, che hanno lavorato sempre anche senza Dpi, continuiamo a subire le accuse dei cittadini. Il commento di Federfarma Verona
Anche se nelle scorse ore il commissario Arcuri ha confermato che la responsabilità di questa emergenza non può essere in alcun modo attribuita ai farmacisti, i farmacisti categoria che non ha "chiuso" un giorno, anche senza le necessarie protezioni, continuano a subire le illazioni della gente su comportamenti scorretti: va tutelare la nostra dignità professionale e umana ristabilendo il rapporto con i cittadini. È quanto sottolinea la presidente di Federfarma Verona Elena Vecchioni che "si fa portavoce del forte disagio dei farmacisti veronesi che in questi mesi sono rimasti sempre e comunque a fianco della popolazione anche quando venivano, e vengono ancora, "insultati" senza motivo".
Rispetto per una categoria che non ha "chiuso" un giorno
In una nota sottolinea: «Chiediamo rispetto per una categoria che non ha "chiuso" un giorno, anche senza le necessarie protezioni, dall'inizio dell'emergenza Covid-19 quando i Pronto soccorsi erano blindati e gli ambulatori dei Medici di medicina generale a ritmo ridotto». E aggiunge: «Ritengo che sia doveroso il rispetto alle farmacie e a tutti coloro che vi lavorano perché stiamo operando alacremente per fare il nostro dovere anche quando dalla sera alla mattina apprendiamo, e dagli organi di informazione, notizie fondamentali, come quella del 27 aprile relativa alla calmierazione dei prezzi delle mascherine chirurgiche a 50 centesimi dimenticandosi dell'Iva al 22%. La mattina dopo abbiamo dovuto difenderci noi dagli utenti infuriati che ci accusavano di ladrocinio, spiegando, ovviamente non creduti vista la rabbia ingiustificata che montava nei nostri riguardi, che per la legge antiriciclaggio, non potevamo vendere sotto costo un prodotto acquistato a prezzo superiore, ma lo abbiamo potuto legalmente fare subito dopo, solo a seguito di un provvedimento in deroga emanato dal Governo».
Va recuperato il rapporto di fiducia con i cittadini
«Anche se nelle scorse ore il commissario per l'emergenza Arcuri ha confermato come la responsabilità di questa emergenza non possa essere in alcun modo attribuita ai farmacisti, siamo ancora noi a subire le illazioni della gente su comportamenti scorretti e su guadagni illeciti. Noi abbiamo sempre cercato di supportare e aiutare i nostri pazienti nella loro richiesta di farmaci e di consulenza andando anche di casa in casa, finito il lavoro in farmacia, recandoci nei luoghi più disparati dalla città agli estremi confini della provincia lago e monti inclusi, per consegnare non solo un farmaco, ma il più delle volte per dare una parola di conforto a chi si trovava e si trova tuttora in difficoltà, come gli anziani o gli ammalati spesso soli e impossibilitati a muoversi e a uscire di casa. Tutelare la nostra dignità professionale e umana - conclude Vecchioni - significa anche ristabilire i giusti rapporti con il cittadino, per il suo bene, spiegandogli nel dettaglio quali sono i complessi e anche per noi deleteri meccanismi che regolano un mercato sicuramente alterato, ma sicuramente non dai farmacisti che mentre la normativa continua a cambiare, continuano a morire contando oggi a livello nazionale 17 decessi e 1.000 contagiati nell'assolvimento del proprio dovere».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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