Scotti (Fimmg): medici e farmacisti uniti nel rilancio del territorio. Dubbi su vaccinazioni in farmacia
La Federazione italiana medici di medicina generale: "collaborazione tra medici e farmacisti per rilanciare il territorio, decisivo per la strategia sul miglioramento delle coperture vaccinali"
«Apprezzamento per la posizione di Federfarma che chiarisce l'unica possibilità di coinvolgimento proponibile tra medici e farmacisti e che va nella direzione giusta, ovvero nell'ottica di una collaborazione che realizzi un vero "rilancio" del territorio, guardi alle esigenze essenziali di tutela della salute dei cittadini valorizzando il potenziamento dei soggetti convenzionati». Una sinergia, quella tra professionisti, che, in particolare, «può risultare decisiva per la strategia sul miglioramento delle coperture vaccinali, efficace in vista del prossimo autunno, quando alla pandemia si aggiungerà l'epidemia influenzale e non solo, ovvero anche le forme batteriche respiratorie, non trascurando quelle pneumococciche». Così, in una nota ufficiale, il segretario generale della Federazione italiana medici di medicina generale Silvestro Scotti, riguardo alla posizione assunta dal sindacato titolari sull'Ordine del giorno Mandelli che ipotizza la possibilità di praticare vaccinazioni in farmacia, alla presenza del medico. Si tratta, per Scotti, di dare maggior seguito all'articolo 8 comma 1 della Legge 421/92, che invita a «promuovere la collaborazione interprofessionale dei medici di medicina generale dei pediatri di libera scelta con i farmacisti delle farmacie pubbliche e private operanti in convenzione con il Servizio sanitario nazionale».
Resta incompatibilità attività medica nell'ambito di una farmacia
Cosa ben diversa il contenuto dell'Odg presentato alla Camera: «Non comprendiamo come un parlamentare di grande esperienza come l'onorevole Mandelli non tenga conto di una legge dello Stato, non si ponga il problema di rispettare il divieto, previsto dall'articolo 102 del Testo unico delle Leggi sanitarie, per il quale esiste una incompatibilità a determinare in maniera generica un ambulatorio medico nell'ambito di una farmacia. Tanto più considerando la carenza di medici per la quale tale previsione si presterebbe più al "prestanomismo" che alla reale presenza dei medici richiamati nell'ordine del giorno. Addirittura imbarazzante è poi il fatto che tali affermazioni provengano da un rappresentante di area deontologica, pronto a valorizzare in un provvedimento la farmacia, invece dei professionisti intellettuali che rendono il valore di quella struttura, quale spazio fisico con l'unico valore del rispetto delle norme igienico sanitarie e della privacy, condizioni oltretutto minime, a mio avviso, per le attività ordinarie, senza invece promuovere e valorizzare i professionisti, ovvero gli uomini rispetto alle mura. Siamo sicuri però che il ministro della Salute porterà razionalità e senso agli impegni presi dal governo, confrontandosi con gli attori coinvolti e con i fatti, certo non con le superficializzazioni di processi più complessi da cui deriva la tutela della salute dei cittadini».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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