Covid-19: test sierologici nelle farmacie in Umbria. Accordo nelle Marche in via di definizione
Marche e Umbria puntano sulle farmacie per i test sierologici. In via di definizione l'accordo con la Regione Marche
Ad attivarsi per l'esecuzione dei test sierologici per la ricerca degli anticorpi Sars-CoV-2 nelle farmacie, sono anche la Regione Umbria e la Regione Marche dove è stato siglato o è in via di definizione, l'accordo con i farmacisti.
In Umbria test per popolazione scolastica
In Umbria l'accordo raggiunto con la Federfarma regionale, prevede l'avvio della campagna dalla prima settimana di novembre e riguarda i genitori dei bambini e degli studenti (0-19 anni), gli alunni stessi, i loro fratelli e sorelle, nonché i familiari conviventi e gli assistiti che frequentano corsi universitari. "In un contesto di peggioramento della pandemia - spiega Federfarma Umbria - trovano particolare rilevanza le attività mirate all'ulteriore sostegno dello svolgimento in sicurezza delle attività scolastiche, attraverso la ricerca della presenza di anticorpi anti Sars-CoV-2 nelle persone che non sono oggetto dello screening promosso dal livello nazionale per il personale scolastico". Nelle farmacie umbre aderenti, quasi un centinaio, sono previste le procedure di sicurezza previste dai protocolli. Il cittadino in possesso di prescrizione medica può effettuare il test e il risultato che sarà poi inoltrato dal farmacista al medico curante ed ai servizi di sanità pubblica dedicati.
Marche, farmacie disponibili. Attesa la messa a sistema con l'Asur
Nelle Marche l'accordo è in via di definizione, come riporta al stampa locale: i farmacisti delle Marche hanno incontrato nei giorni scorsi l'assessore alla sanità regionale Filippo Saltamartini per arrivare a una intesa. L'esecuzione dei test sierologici nelle farmacie permetterebbe di «alleggerire il sistema sanitario nazionale già in affanno» ha dichiarato il presidente Federfarma Marche, Andrea Avitabile, evitando che tante persone «finiscano per riversarsi nei pronto soccorso della regione o negli ambulatori dei medici di famiglia in preda ad un dubbio. Si tratta di test utili a tutta la popolazione, specie per chi si trova per motivi di lavoro a dover stare in mezzo alle persone» osserva Avitabile. L'accordo a cui si sta lavorando nelle Marche, prevede «l'adesione delle farmacie su base volontaria» spiega Avitabile, sottolineando che tutte possono fare questo tipo di test, anche le farmacie di più piccole dimensioni, perché si tratta di un esame che può essere eseguito anche negli orari di chiusura e su appuntamento, per evitare file. Secondo Federfarma Marche «più della metà delle farmacie potrebbe aderire. Una volta che la Giunta regionale avrà varato l'accordo, saranno necessarie un paio di settimane per mettere il sistema a regime». Indicativamente, «già dalla metà di novembre si potrebbe partire» dopo la messa a sistema con l'Asur per il tracciamento. In caso di sierologico positivo, infatti, le farmacie dovranno notificare la positività al Dipartimento di Prevenzione dell'Asur che si dovrà attivare per predisporre la verifica con tampone molecolare, e in caso di positività anche di questo, attivare la quarantena. «Per partire - conclude - serviranno circa 10mila test sierologici, ma in un paio di settimane, la parte tecnica sarà conclusa». La Regione dovrà indicare per quali categorie della popolazione intende rendere il test gratuito e per poi far partire la campagna di screening.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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