Test e tamponi rapidi in farmacia: inquadramento contrattuale dell’infermiere. Ecco come fare
Nelle Regioni dove le farmacie possono effettuare tamponi antigenici rapidi e test sierologici si apre il tema dell'inquadramento contrattuale per organizzare il rapporto con gli infermieri
Nelle Regioni dove le farmacie possono effettuare tamponi antigenici rapidi e test sierologici per Covid‑19 a carico del cittadino, si apre il tema dell'inquadramento contrattuale per regolare e organizzare il rapporto tra farmacia e infermiere per l'erogazione del servizio sul territorio. A questi dubbi arriva una risposta dai commercialisti dello Studio associato Bacigalupo/Lucidi in una trattazione a firma di Stefano Lucidi e Stefano Civitareale, che prende spunto dagli accordi vigenti nella Regione Lazio che "stanno ispirando anche altre Regioni".
Le tipologie di accordi e inquadramenti
Secondo l'accordo, l'erogazione del servizio si svolge all'interno della farmacia in spazi separati da quelli dedicati alla vendita con entrata e uscita esclusive per i pazienti che devono effettuare i test; in orario di chiusura della farmacia, qualora non fosse possibile organizzare spazi dedicati separati per i pazienti che devono effettuare i tamponi oppure, anche se non tutte le Regioni parlano di adiacenza, in una struttura esterna in prossimità della farmacia, mantenendo ovviamente gli indispensabili parametri di sicurezza per i cittadini e per il personale sanitario dedicato al servizio. Tenuto conto di questo, le prestazioni dell'infermiere, o anche più di uno, possono essere generalmente inquadrate in una delle seguenti tipologie: - uno o più rapporti di lavoro dipendente, non molto diffuso per via degli oneri che i farmacisti dovrebbero sostenere e "per le criticità che nel concreto possono presentare i rapporti di lavoro subordinato pur quando siano a tempo determinato". - lavoro autonomo con partita iva, che consente al farmacista più elasticità nell'erogazione del servizio (fasce orarie) e minori oneri, soprattutto previdenziali. Importante sarà "conferire per iscritto l'incarico professionale, anche per convenire con l'infermiere, oltre naturalmente al compenso [a giornata, ad ora, a tampone/test, ecc.], anche i periodi di sua disponibilità/indisponibilità e, sia pure nella piena autonomia, delle prestazioni da lui svolte, quel che d'altronde caratterizza per lo più i rapporti libero-professionali". A questo punto l'infermiere dovrà versare direttamente i propri contributi alla "Gestione Principale Enpapi" e rilasciare alla farmacia una fattura elettronica esenta da iva addebitando anche, a sua discrezione, il contributo integrativo del 4% alla già citata "Gestione Enpapi"; - contratto con cooperativa, che si sintetizza in un accordo "formalizzato con una cooperativa di lavoro che fornirà alla farmacia l'infermiere, o gli infermieri, con modalità anche "aperte" e/o "a chiamata": le intese con la cooperativa dovrebbero quindi garantire di massima la messa a disposizione di un infermiere anche in caso, poniamo, di indisponibilità di quello abitualmente fornito". Spiegano i commercialisti che, al netto di oneri un po' più elevati, trattasi di una modalità elastica, che consentirebbe alla farmacia, a seconda delle sue esigenze, di poter organizzare al meglio gli orari stabiliti per l'erogazione del servizio ai cittadini; - collaborazione coordinata e continuativa, le cui modalità di prestazioni devono essere concordate fra farmacista ed infermiere. Dal punto di vista previdenziale l'infermiere deve essere iscritto alla Gestione Separata Enpapi, mentre sotto l'aspetto fiscale i compensi vengono considerati redditi da lavoro dipendente. La farmacia, spiegano i dottori commercialisti, "sarà tenuta a versare la ritenuta Irpef e relative addizionali, nonché i contributi pari complessivamente al 33,72% di quanto liquidato all'infermiere (la quota a carico di quest'ultimo è dell'11,72% e quella a carico della farmacia del residuo 22%). La farmacia, quindi, trattiene l'11,72% del compenso all'atto della sua liquidazione ed è tenuta ai connessi obblighi dichiarativi". Lo Studio tende a sottolineare come il rapporto di co.co.co. sia più oneroso dal punto di vista economico che con riguardo agli adempimenti previdenziali, con un costo però totalmente deducibile nel bilancio dell'esercizio; - lavoro autonomo occasionale, che presuppone l'assenza di partita iva da parte dell'infermiere, ha l'obbligo di "versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata Enpapi, che non è condizionato da alcun limite reddituale (quindi è un obbligo che insorge anche per redditi inferiori ai 5.000 euro, che invece nella Gestione separata Inps non darebbero luogo ad assoggettamento a contribuzione), e dunque la farmacia sarà tenuta a versare sia la classica ritenuta d'acconto irpef del 20%, che anche i contributi alla Gestione- con la stessa percentuale del 33,72% prevista per la co.co.co., e perciò con il 22% a effettivo carico della farmacia e l'11,72% a carico, previa trattenuta, del prestatore di lavoro occasionale - entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione del pagamento della prestazione mediante Mod. F24". Andrà anche consegnata all'infermiere la Certificazione unica dei compensi annuali. Inoltre, i dottori commercialisti spiegano che per questa tipologia di inquadramento, sarebbe opportuno formalizzare la liquidazione del compenso, interamente deducibile per la farmacia, con una o più ricevute sottoscritte dall'infermiere.
Secondo nuove linee guida l’alitosi può avere origini diverse, incluse alcune terapie farmacologiche, e richiede un approccio terapeutico mirato alla causa. Centrale il ruolo dell’igiene orale...
La prevalenza dello svapo con nicotina tra i giovani è diminuita tra il 2020 e il 2024, ma tra chi continua a svapare è aumentato in modo significativo l’uso quotidiano. Cresce anche la quota di...
Segnali precoci di sofferenza cardiaca, anche in assenza di sintomi evidenti, possono anticipare di oltre vent’anni un rischio maggiore di sviluppare demenza
Il vaping durante la gravidanza incrementa il rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita e ritardo di crescita fetale, con effetti che possono compromettere la salute neonatale e lo...
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Smantellata a Reggio Emilia l’organizzazione criminale che nei mesi scorsi ha messo a segno una serie di furti di farmaci ad alto costo nei depositi dell’Ausl, per un valore complessivo stimato...