Consegna farmaci a domicilio, Utifar: non va indebolita la professionalità del farmacista
Il servizio di consegna a domicilio dei farmaci non deve indebolire la professionalità del farmacista. Il commento di Utifar
Offrire un servizio di consegna a domicilio dei farmaci e di gestione a distanza delle ricette elettroniche, «svolto non dalla farmacia, ma direttamente dal grossista», che consente di erogare medicinali al cittadino senza la necessità di passare attraverso la farmacia è come se a un gioco da tavolo, il cittadino vedesse erogati i propri medicinali «senza dover "passare dal via" e senza la necessità che il gioco preveda la casella "farmacia"». Così il presidente di Utifar, Eugenio Leopardi nell'editoriale a Nuovo collegamento, commenta l'iniziativa, recentemente intrapresa da Comifar, attraverso le farmacie del network Valore e Salute e su cui si è aperto un acceso dibattito nella categoria.
Leopardi: la nostra forza è il consiglio, non va indebolita
La posizione espressa da Leopardi è netta: «Si tratta di una iniziativa che somiglia più ad un parricidio». Il presidente di Utifar pone alcuni quesiti provocatori sui vantaggi di questo servizio: «Vendere qualche pezzo in più? Acquisire una banca dati di cittadini? Rubare qualche vendita al vicino, senza pensare che così si allontanano i cittadini anche dalla propria farmacia? Anticipare e contrastare un'eventuale evoluzione in questa direzione da parte di Amazon o di colossi simili?». «La sola risposta che ho trovato - scrive - è che questa novità non giova a nessuno e, di certo, non abbiamo bisogno di iniziative che indeboliscano la nostra vera risorsa: la professionalità. È su questa risorsa che dobbiamo lavorare e non possiamo certo farlo tenendo lontano il cittadino dalla farmacia. Rendiamoci conto che così facendo perdiamo ogni ruolo professionale» e aggiunge: «La nostra forza è il consiglio: una risorsa della quale i cittadini hanno sempre più bisogno, soprattutto da quando i medici di base hanno scelto di ridurre in modo significativo i contatti diretti con i propri assistiti». E lancia un invito ai colleghi: «Lavoriamo insieme per accrescere la nostra professionalità. Aumentiamo le nostre competenze, consolidiamo quel concetto di "squadra della farmacia", responsabilizzando chi ci lavora, gratificando e premiando chi si impegna di più, chiedendo a gran voce quel cambiamento del contratto di lavoro, che deve necessariamente passare da contratto del commercio a contratto del personale sanitario. Solo così sopravvivremo ai cambiamenti importanti che ci aspettano». La sostenibilità del comparto farmacia, conclude Leopardi passa «attraverso una professionalità al passo con i tempi, che dia sicurezza al cittadino e gli consenta di riconoscere nella farmacia il luogo dove poter esporre i propri problemi e trovare una risposta».
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A cura di Redazione Farmacista33
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