Covid-19. In Gazzetta Determina Aifa su mix vaccini in under 60: disaccordo tra gli esperti
L'autorizzazione al mix di vaccini sotto i 60 anni per la seconda dose ha sollevato parecchio dibattito e un ulteriore disallineamento delle regioni. Le opinioni degli esperti a confronto
È in Gazzetta Ufficiale la determina dell'Aifa che autorizza la vaccinazione anti Covid "eterologa" dando il via libera alla somministrazione agli under 60, già vaccinati con Vaxveria (Astrazeneca), della seconda dose con il vaccino prodotto da Pfizer o di quello di Moderna, ambedue sviluppati con tecnica mRna a differenza di quello anglo-svedese che si basa su un vettore virale. Una scelta che ha sollevato parecchio dibattito e un ulteriore disallineamento delle regioni. Il Commissario per l'emergenza Figliuolo ha fatto sapere che è in corso una riprogrammazione della campagna con le Regioni a cui si sta provvedendo per il supporto nelle riprenotazioni e per il bilanciamento delle dosi con riserve strategiche. Ma anche che si lavora all'ipotesi di arrivi anticipati di dosi Pfizer e Moderna per rifornire i centri vaccinali.
Pani: una scelta pericolosa
La decisione ha aperto un dibattito. A esprimere perplessità è Luca Pani, ex direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, oggi docente alla University of Miami negli States e a Modena in Italia. In un intervento a sua firma su Il Foglio ha definito la scelta "pericolosa, incomprensibile e irrazionale". «Studi su tutto questo non ce ne sono - scrive - e la tendenza a usare quando conviene ricerche estemporanee, invece che sperimentazioni ufficiali con decine di migliaia di pazienti si rivelerà un pericoloso boomerang al primo effetto collaterale che sarà invece grave, gravissimo o potenzialmente fatale - avverte Pani -. A quel punto l'associazione con il mix vaccinale sarebbe difficile se non impossibile da difendere e nessuno avrà il coraggio di assumersi le proprie responsabilità che sembra veramente essere l'unica preoccupazione che guida certe scelte altrimenti incomprensibili». «La cosa è così complicata e illegittima (perché í vaccini li approva Ema e non Aifa) - aggiunge - che l'Agenzia nazionale è infatti costretta a usare un cavillo giuridico, invocando la legge 648 del 1996 perché, altrimenti, non sarebbe stato possibile attuare le sue decisioni - osserva -. Un semplicissimo ricorso urgente al Tar da parte di un cittadino che volesse esercitare il suo diritto di ricevere la seconda dose di un vaccino approvato, e per cui ha già espresso un consenso informato che resta valido, farebbe probabilmente saltare questa ennesima pezza. Mi sbaglierò, ma pare una reazione emotiva e scomposta in seguito alla tragica morte di Camilla Canepa - osserva - e alle preoccupazioni espresse dal generale Figliuolo che la campagna vaccinale potesse non ottenere i risultati sperati». Favorevole alla scelta è l'immunologo e membro del Cts, Sergio Abrignani, in un'intervista al Corriere della Sera si dice soddisfatto dei suggerimenti del Cts. «Probabilmente eviteranno almeno una quindicina di trombosi da vaccino considerando che le dosi sarebbero andate a una decina di milioni di persone». «Il mix per i vaccini anti-Covid prima che in Italia è stato approvato in Germania, Canada, Francia, Svezia, Spagna, Norvegia e Finlandia. Le evidenze di sicurezza ed efficacia sono state riaffermate da studi che riportano i dati raccolti su diverse centinaia di persone. - ha aggiunto - Confermano quello che ci aspettavamo e cioè che il mix è più potente a parità di sicurezza».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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