Rilascio Green pass, piccole farmacie in difficoltà. Chiarimenti su costi servizio: gratuito per il cittadino
I farmacisti segnalano un aumento repentino delle richieste di stampa del Green pass. Federfarma: servizio gratuito che non va fatto pagare
Continuano le criticità relative al rilascio del Green Pass, che ha visto un boom nelle farmacie. Dai farmacisti, a essere segnalato è un aumento repentino delle richieste che sta creando disagi nella gestione degli accessi di chi necessita assistenza o medicinali, mentre alcuni cittadini riferiscono che in alcuni casi viene applicato un costo. Aspetto quest'ultimo, su cui Federfarma rammenta la normativa che sancisce la gratuità della stampa e che va applicata in ogni caso, "nonostante il notevole carico di lavoro che tale attività comporta".
Difficoltà per le farmacie che non fanno vaccini o tamponi
In risposta ad alcune segnalazioni provenienti dal territorio, Federfarma ribadisce che le certificazioni verdi Covid-19 sono rilasciate da tutti i soggetti preposti, tra cui le farmacie, "senza oneri a carico del cittadino". Questo è previsto nel Decreto che lo ha introdotto e nei regolamenti europei, nonché ribadito nelle Faq del Governo. Un richiamo, questo, arrivato anche da Federfarma Roma, che rileva, al contempo, come più criticità ci siano per quelle farmacie "che non svolgono il servizio di tamponi e vaccini (che invece sono remunerati)". Anche perché "il servizio viene essere reso a priori da tutte le farmacie, anche se il vaccino o il tampone è stato eseguito presso strutture differenti". Il rilascio dovrà essere in ogni caso gratuito "nonostante il notevole carico di lavoro che tale attività comporta" e nonostante "non venga riconosciuta alcuna remunerazione specifica per le farmacie".
Il richiamo: il Pass non va fatto pagare. Ma alcuni cittadini denunciano costi
Il chiarimento è stato reso necessario a fronte "delle richieste pervenute da parte delle farmacie associate", ma anche delle segnalazioni di alcuni cittadini. Tra queste la Uil Pensionati Lazio, in una nota, riferisce che "in questi giorni ci sono giunte diverse segnalazioni da parte di nostri iscritti circa alcune farmacie di Roma che richiedono un compenso per l'emissione della Certificazione verde Covid", anche "di 5 euro". Ma il punto sottolineato è il rischio di "penalizzare ulteriormente tutti quei cittadini, soprattutto i più anziani, che non avendo dimestichezza con i mezzi digitali, si rivolgono alle farmacie per usufruire di un servizio che la normativa indica come gratuito".
Slitta la discussione su estensione. Tra i temi caldi utilizzo nelle aziende
Il Green Pass, lo si ricorda, è stato reso obbligatorio, dal 6 agosto, per svolgere alcune attività, tra cui musei, spettacoli, piscine al chiuso, ristoranti al chiuso, sagre, fiere, convegni, concorsi pubblici, ecc. Da qui un aumento delle richieste, legato anche alla stagione estiva. Intanto, la discussione in corso su una ulteriore estensione delle casistiche di utilizzo - in particolare si sta ragionando su scuola e mezzi di trasporto, come navi, aerei, treni - che dovrebbe convergere in un nuovo decreto, sembra rimandata alla prossima settimana, e, ugualmente, l'ipotesi dell'obbligatorietà su autobus e metro sarà affrontata ancora più avanti. E mentre sono in corso le proteste di una parte della popolazione, continua anche il confronto sulla eventualità di una applicazione del Green pass all'interno delle aziende, come strumento di tutela dei lavoratori. Un punto su cui il segretario Cgil, Maurizio Landini, ieri, al termine dell'incontro con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si è espresso: "Se si pensa a un obbligo, c'è bisogno di un provvedimento legislativo: quindi è una responsabilità che il governo si deve assumere e in ogni caso non credo si possa pensare né a licenziamenti né a una riduzione della retribuzione nel caso il lavoratore non assolva questo obbligo, ma anzi bisognerebbe lavorare perché la tutela, la sicurezza e l'applicazione dei Protocolli sia garantita dappertutto".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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