Vaccini anti-Covid, Gimbe: efficacia stabile al 94% in riduzione decessi e forme gravi
L'efficacia della vaccinazione anti-Covid rimane stabile e superiore al 94% nel ridurre decessi e forme severe che richiedono ospedalizzazione. L'analisi della Fondazione Gimbe
L'efficacia della vaccinazione anti-Covid, da aprile ad oggi, rimane stabile e superiore al 94% nel ridurre decessi e forme severe che richiedono ospedalizzazione e terapia intensiva, per quanto riguarda le diagnosi, l'efficacia si riduce dall'88,5% al 79,7% a seconda della fascia di età considerata. L'analisi dei dati è della Fondazione Gimbe e si inserisce nel dibattito sull'opportunità della terza dose innescato dalla "scadenza" del green pass per le persone vaccinate all'inizio dell'anno.
Efficacia su nuove diagnosi dipende da fascia età
«La Fondazione Gimbe - commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - ha analizzato l'efficacia vaccinale e la durata della copertura sulla base dei dati resi disponibili dall'Istituto superiore di sanità (Iss)». Ne è emerso che da aprile ad oggi l'efficacia è rimasta stabile e superiore al 94% nel ridurre i decessi e le forme severe di malattia che richiedono ospedalizzazione e ricovero in terapia intensiva. Per quanto riguarda le diagnosi di Sars-CoV-2, l'efficacia si riduce dall'88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 79,7% (periodo 4 aprile-22 agosto). In altri termini si rileva una progressiva riduzione dell'efficacia delle coperture vaccinali nei confronti di infezioni asintomatiche e forme lievi di malattia che non necessitano di ricovero. Tale riduzione, tuttavia, risulta inversamente proporzionale all'età: al 22 agosto l'efficacia è del 67,4% nella fascia 12-39 anni e del 77,1% in quella 40-59 anni (al 4 luglio erano rispettivamente 79,8% e 80,8%); visto che negli over 60 l'efficacia sulla diagnosi si mantiene superiore all'85% è verosimile che tra i più giovani abbiano influito durante il periodo estivo la maggiore occasione di contatti sociali e una minore attenzione ai comportamenti individuali, che restano fondamentali per prevenire il contagio anche nelle persone vaccinate. Infine, il numero di operatori sanitari positivi al Sars-CoV-2, dopo un netto calo dall'inizio della campagna vaccinale, nei mesi di luglio e agosto fa registrare una lieve risalita. Tuttavia, è ancora presto per affermare con certezza se il fenomeno sia attribuibile ad una perdita di efficacia della copertura vaccinale o rifletta l'aumentata circolazione virale nella popolazione generale.
Stabilità in nuovi casi Covid
Secondo il monitoraggio indipendente effettuato dalla Fondazione nella settimana 25-31 agosto 2021 c'è una sostanziale stabilità, rispetto alla settimana precedente, dei nuovi casi (45.134 vs 45.251) e dei decessi (366 vs 345). Lieve aumento di casi attualmente positivi (137.925 vs 135.325), persone in isolamento domiciliare (133.129 vs 130.785), ricoveri con sintomi (4.252 vs 4.036) e terapie intensive (544 vs 504). In particolare, in 9 Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, mentre sono 12 le Regioni in cui crescono gli attualmente positivi. In Basilicata, Emilia-Romagna, Marche, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto tutte le Province raggiungono o superano tale soglia. Sono 11 le Province con oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Enna (310), Siracusa (270), Caltanissetta (261), Ragusa (252), Cagliari (210), Catania (191), Palermo (172), Reggio di Calabria (167), Messina (164), Trapani (162), Sud Sardegna (156) (tabella 2). Stabili i decessi: 366 di cui 42 relativi a periodi precedenti. «Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - frena l'aumento dei posti letto occupati: rispetto alla settimana precedente +5,4% in area medica e +7,9% in terapia intensiva». In termini assoluti, il numero di pazienti Covid in area medica è passato da 1.088 del 16 luglio a 4.252 del 31 agosto (+291%) e quello nelle terapie intensive da 151 del 14 luglio a 544 del 31 agosto (+260%). A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (7% in area medica e 6% in area critica), ma si rilevano notevoli differenze regionali: per l'area medica si collocano sopra la soglia del 15% Sicilia (23%) e Calabria (17%); per l'area critica sopra la soglia del 10% Sicilia (13%) e Sardegna (13%). «Si registra un lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe - con una media mobile a 7 giorni di 43 ingressi/die rispetto ai 40 della settimana precedente».
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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