Pensioni, le opzioni dei dipendenti per l’uscita anticipata. I requisiti per Quota 102
Il sistema Quota 100 è stato superato, sostituito solo per il 2022, da Quota 102. Che cosa cambia e quali sono le nuove regole e quali i requisiti per i dipendenti? Ecco alcuni chiarimenti
Sono state 437mila le domande di uscita anticipata accolte da Inps dal 2019 al 2021 riguardanti e Opzione donna (57mila) e Quota 100 (380mila). Un istituto, quest'ultimo, che non ha convinto, tanto che, con l'inizio del nuovo anno, è stato superato, sostituendolo, solo per il 2022, da Quota 102, con l'intenzione, però, di rivedere, nel complesso, il sistema. Ma cosa cambia? Quali sono le nuove regole e quali i requisiti per i dipendenti?
Le novità per le pensioni Inps: proroga di Opzione donna e Quota 102
Il nuovo anno ha visto una serie di novità in termini di pensioni Inps, tra cui la proroga di Opzione donna, il superamento di Quota 100, che consentiva di andare in pensione al raggiungimento di almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi, e l'avvio, solo per il 2022 - in attesa di una riforma del sistema su cui è aperto il confronto tra Governo e sindacati confederali - di Quota 102. Un primo aspetto da sottolineare è che chi ha raggiunto il traguardo di Quota 100 entro la fine del 2021 vede cristallizzati i requisiti e può conseguire il trattamento pensionistico, nel 2022, dopo l'apertura della cosiddetta finestra. In merito invece ai nuovi requisiti, fissati con Quota 102, viene previsto un accesso alla pensione con 64 anni di età e 38 di contributi. Dal 7 gennaio è stata aperta la possibilità di presentare le domande all'Inps.
I requisiti per accedere. Ecco come cambia la prestazione
A parte il requisito legato all'età, l'insieme delle regole è sostanzialmente rimasto invariato rispetto a Quota 100: si prevede, infatti, il divieto di cumulo dei redditi da lavoro e da pensione, la facoltà di utilizzare la contribuzione mista per raggiungere il requisito di 38 anni di contribuzione - ma non quella presente nelle Casse professionali -, e viene confermato il regime della finestra mobile - vale a dire il periodo di tempo che deve trascorrere tra il momento di maturazione dei requisiti utili per il diritto alla pensione e l'effettivo pagamento dell'assegno da parte dell'Inps. Questo significa che la decorrenza della pensione è stabilita dal primo giorno del trimestre successivo a quello di maturazione dei requisiti per il settore privato e del semestre successivo per il pubblico impiego. Si conferma, inoltre, la cosiddetta cristallizzazione dei requisiti, cioè la possibilità di esercitare il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2022 anche successivamente. Come sottolineato in un approfondimento del Corriere della Sera, per chi utilizza l'istituto "non sono previste penalizzazioni, ma, dato che si lascia in anticipo, rispetto ai requisiti ordinari (67 anni di età per la pensione di vecchiaia, 42 anni e 10 mesi se uomini, e un anno in meno se donne, per la pensione di anzianità) la rendita risulterà inferiore in una misura variabile dal 5 al 25%".
Adeguamenti automatici congelati
Un altro punto riguarda la proroga di Opzione donna: le lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2021, un'anzianità contributiva minima di 35 anni e un'età anagrafica minima di 58 anni se dipendenti e di 59 anni se autonome, possono accedere al trattamento pensionistico di Opzione donna presentando domanda attraverso il servizio online Inps. Prorogata anche l'Ape sociale, a favore di chi compie nel 2022 63 anni e versi in situazione di disagio economico, con l'erogazione di un sussidio fino al raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia. In generale, va osservato che "nel 2022 il traguardo della pensione di anzianità resta invariato e rimarrà stabile fino al 2026: sono stati, infatti, congelati i previsti adeguamenti automatici alle speranze di vita. In questo periodo si maturerà il requisito per la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini e con 41 anni e 10 mesi se donne. Fino al 2024, poi, non ci sarà alcun aumento dell'età per avere diritto alla pensione di vecchiaia. Sono stati infatti sterilizzati gli adeguamenti previsti in base alle speranze di vita Di conseguenza l'età richiesta per la pensione di vecchiaia rimane ferma ancora per un triennio a 67 anni sia per gli uomini, sia per le donne".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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