Stato di emergenza, Green pass, mascherine: tappe e misure di uscita dalla crisi
Green Pass, mascherine e obbligo vaccinale sono le misure su cui si basa la strategia del Governo per allentare progressivamente le restrizioni per uscire dallo stato d'emergenza
Green Pass, mascherine e obbligo vaccinale. Sono questi i punti attorno cui si snoda la strategia del Governo per allentare progressivamente le misure di contenimento dal Covid-19 e far transitare il Paese oltre la crisi emergenziale. Una vera e propria roadmap che si articolerà in varie tappe.
Fine stato emergenza: primi allentamenti in un decreto
Si avvicina la fine dello stato di emergenza, fissata a fine marzo, e gli orientamenti del Governo su come gestire il prossimo periodo stanno definendosi, articolandosi in step progressivi. Un primo provvedimento - che dovrà confluire, insieme ad altre misure, all'interno di un decreto che potrebbe essere discusso dal Governo a stretto giro - è quello di eliminare il Green Pass per le attività all'aperto, quali locali e ristoranti, e l'intenzione è che non sia più obbligatorio dal primo aprile. Anche per le attività sportive, sempre, all'aperto via la carta verde, che tuttavia rimarrà per quelle al chiuso. Il percorso attorno al Green Pass, va detto, a differenza di altri Paesi, vede più che altro una sua rimodulazione, che si snoda progressivamente nelle prossime settimane e che vede un abbandono a tappe anche del Green Pass rafforzato. Tra le altre misure trapelate in questi giorni c'è il superamento della carta verde nei ristoranti al chiuso, così come per concerti, cinema e così via. La data sul tavolo è il primo maggio. Le pressioni sono forti poi per una ripresa del turismo, che tanto ha sofferto in questo periodo, e che verrebbe favorito da un abbandono della carta verde anche negli alberghi.
FFP2, mascherine, sistema a colori: cosa succederà nei prossimi giorni
Per quanto riguarda le mascherine, le misure potrebbero interessare l'uso delle FFP2 nelle scuole - insieme a una rimodulazione delle quarantene -, così come per trasporto e cinema. Ieri il ministro della salute Roberto Speranza ha comunque ribadito che "le mascherine sono ancora elemento molto importante e vanno usate nel momento in cui c'è bisogno: al chiuso sono ancora obbligatorie e all'aperto dove non sono obbligatorie, sono necessarie quando si possono verificare assembramenti". A ogni modo, tra le conseguenze della fine dello Stato di emergenza va comunque annoverato lo stop a funzioni e strutture che hanno accompagnato questi due anni di pandemia, salvo diversi interventi: il coordinamento della campagna vaccinale, per fare un esempio, dovrà essere gestito da Ministero della salute e Regioni, ma anche la struttura commissariale, così come, di rimando, la protezione civile, subiranno un cambiamento. Il Cts nelle intenzioni verrà sciolto, anche se Franco Locatelli resterà come consulente. Con la fine dello stato di emergenza, poi, decade il sistema di classificazioni delle Regioni basato sui colori.
Obbligo vaccinale e GP sul lavoro: si discute su tappe e date
Ma un tema su cui si sta discutendo riguarda i controlli sul lavoro. Da quanto emerge al momento, dalle agenzie, l'intenzione è quella di allungare l'utilizzo del Green Pass sul lavoro almeno fino al 15 giugno, quando verrà meno l'obbligo vaccinale per gli over 50. Ma un alleggerimento potrebbe essere quello di richiedere l'esibizione del solo green pass base - da tampone - per questa fascia di lavoratori. Al momento torna a preoccupare la recrudescenza del virus, con l'aumento dei contagi, anche se per ora non si vedono effetti sulla tenuta degli ospedali ma, ha detto oggi Fabrizio Pregliasco, docente all'università Statale di Milano, all'Adnkronos, "per valutare il destino di questa inversione della curva serviranno 10-15 giorni". Intanto, la Conferenza delle Regioni convocata per mercoledì pomeriggio affronterà anche le proposte al Governo sui contenuti del provvedimento per l'uscita dall'emergenza.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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