Violenze su operatori sanitari e rapine in farmacie. I dati aggiornati e le iniziative intraprese
Violenze su operatori sanitari: un recente documento dell'Inail traccia il quadro del fenomeno, che, tuttavia, sembra essere ancora sottostimato. Nelle farmacie risale il numero delle rapine
Minacce e violenze contro gli operatori sanitari sono un fenomeno in crescita e, complice la crisi sanitaria e le proteste contro il Green Pass e il vaccino anti Covid che hanno attraversato l'intero Paese, in questo ultimo periodo hanno segnato un picco. Basta scorrere le pagine delle cronache per trovare casi di aggressioni nei pronto soccorso, negli ospedali, negli ambulatori o nelle farmacie, oggetto anche di rapine. Dall'Inail, un recente documento cerca di tracciare il quadro del fenomeno, che, tuttavia, sembra essere ancora sottostimato.
Episodi di violenza in aumento, ma fenomeno è sottostimato
I casi di violenza a danno degli esercenti le professioni sanitarie, riferisce l'Inail in una Fact Sheet recentemente pubblicata in cui cerca di tracciare i contorni del fenomeno, e rilanciata anche da Fofi, "sono diffusi e non sempre agevolmente inquadrabili dal punto di vista numerico. Gli episodi risultano essere sottostimati anche perché non sempre vengono denunciati: spesso la vittima soprassiede e in alcuni casi ha comunque paura di andare avanti". Non a caso, "nell'intero quinquennio 2016-2020, nella SanitaÌ e nell'assistenza sociale sono stati oltre 12mila i casi di infortunio sul lavoro accertati dall'Inail e codificati come violenza, aggressione, minaccia, e così via, con una media, quindi, di circa 2.500 casi l'anno".
Il quadro sulle professioni più colpite. Per tre quarti sono donne
A emergere poi è che "il 46% di tali infortuni eÌ concentrato nell'Assistenza sanitaria (ospedali, case di cura, studi medici), il 28% nei Servizi di assistenza sociale residenziale (case di riposo, strutture di assistenza infermieristica, centri di accoglienza, ecc.) e il 26% nell'Assistenza sociale non residenziale. Gli infortunati sono per quasi tre quarti donne: le donne vittime di episodio di violenza negli ospedali e nelle case di cura rappresentano il 64% dei casi e l'80% nelle strutture di assistenza sociale residenziale e non". Quanto alla professionalità "più colpita, eÌ quella dei tecnici della salute che concentra più di un terzo del totale dei casi: sono prevalentemente infermieri ma anche educatori professionali, normalmente impegnati nei servizi educativi e riabilitativi all'interno dei servizi sanitari o socio-educativi. Seguono, con il 25% dei casi, gli operatori socio-sanitari delle "professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali" e, con il 15%, le "professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati" (soprattutto operatori socio-assistenziali e assistenti-accompagnatori per disabili). Con sensibile distacco, pari al 5% dei casi di aggressione nella SanitaÌ, c'è la categoria dei medici, che però non comprende medici di famiglia e liberi professionisti". Per l'Inail a ogni modo "il fenomeno eÌ di tale rilievo da aver richiamato l'attenzione del Legislatore, con l'istituzione presso il Ministero della salute dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie - al quale partecipa, oltre all'Inail, anche la Fofi - e l'indizione di una Giornata nazionale".
Più aggressioni a farmacisti con proteste no green pass e no vax. Crescono le rapine
Nell'ambito delle farmacie, è soprattutto durante l'emergenza sanitaria che il fenomeno è diventato più presente anche nelle cronache dei giornali. Dai quotidiani, sono stati riportati casi di minacce e aggressioni a farmacisti anche in relazione alle proteste che hanno interessato il Paese contro il Green pass, i vaccini anti covid-19 e la necessità, per chi non era vaccinato, di sottoporsi a tampone ogni due-tre giorni. Sul punto da alcune Federfarma locali, tra cui Federfarma Roma in autunno, era stato segnalato con preoccupazione un clima di tensione sempre più acceso. Un altro fenomeno che riguarda il settore è quello delle rapine. Di recente Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo, in una nota, ha segnalato una crescita e invocato contromisure. «Sono aumentate con preoccupante accelerazione le rapine ai danni di farmacie a Palermo e provincia. Nell'ultimo mese Federfarma Palermo ha registrato una decina di casi, con un'escalation negli ultimi giorni. Forte la preoccupazione espressa dai farmacisti, che lamentano di operare in un clima di crescente incertezza e temono una recrudescenza del fenomeno, chiedendo rassicurazioni. Le farmacie sono presidi sanitari di prossimità, operano al fianco dei cittadini per rispondere a un bisogno di salute, anche nei momenti più difficili della pandemia. Proprio alla luce di questo, abbiamo scritto al prefetto, Giuseppe Forlani, e al questore, Leopoldo Laricchia, chiedendo un incontro per valutare insieme eventuali modalità di divulgazione di iniziative volte a fornire elementi rassicuranti per i farmacisti e per la cittadinanza e di porre in essere quanto necessario per arginare il fenomeno». Anche in Umbria, si è cercato di correre ai ripari con tre protocolli d'intesa antirapina sottoscritti, nella sede della Prefettura di Perugia, tra il prefetto e i presidenti regionali di Confcommercio, Confesercenti, Federfarma, AssoFarm e Confcommercio-Federpreziosi, mentre nelle scorse settimane, da Federfarma Roma - che ha organizzato un incontro con il questore "a seguito dei numerosi furti che hanno colpito le farmacie negli ultimi anni e che hanno ripreso a pieno ritmo da quando lo stato di pandemia si è ridotto" - era partita la richiesta rivolta alle farmacie di segnalare "ogni atto criminale di cui fossero stati oggetto, per monitorare il fenomeno, intraprendere iniziative e migliorare il coordinamento investigativo sul territorio".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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