Test rapidi e abusivismo professionale, Mnfl: sentenza Cassazione è primo passo decisivo
Mnlf: la sentenza delle Corte di Cassazione è un primo decisivo passo contro una legislazione che riserva alle farmacie l'esecuzione dei test Covid
La sentenza della Corte di Cassazione (22434/2022) che stabilisce che il farmacista che esegue un tampone rapido per la diagnosi di Covid in parafarmacia non commette reato di abusivismo professionale, "è un primo decisivo passo contro una legislazione autoreferenziale e contraria agli interessi generali dei cittadini". Questa la posizione espressa dal Movimento nazionale dei liberi farmacisti (Mnlf) e dal Coordinamento nazionale delle parafarmacie (Culpi), sulla sentenza della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso di un farmacista nel merito della questione dell'esercizio abusivo della professione del farmacista, con riferimento al Codice penale (art. 348).
Mnlf e Culpi: legislazione sui tamponi crea nuovi monopoli
Secondo le due sigle dopo questo "primo decisivo passo" altri passi "dovranno arrivare" con riferimento alla questione di legittimità della legge 178/2020 posta dal tar Marche alla Corte Costituzionale, nella parte che riserva alle farmacie la possibilità di effettuare test Covid (art.1 comma 418 e 419). In particolare, affermano, nella sentenza "si dice con estrema chiarezza l'irrilevanza del luogo in cui la professione sia svolta e si sottolinea la mancanza di una differenza oggettiva tra la prestazione erogata nella farmacia rispetto a quella erogata nella parafarmacia, con ingiustificata compressione della libertà di iniziativa economica". Secondo Mnlf e Culpi "tutta la legislazione sui tamponi, ma più in generale sui servizi è un tentativo palese di creare nuovi monopoli in capo alle farmacie, basti pensare che in parafarmacia non è possibile misurare la pressione perché tale "servizio" è riservato alle farmacie. Con questa sentenza tali riserve vacillano. La partita non è conclusa, ma è chiaro che la posta in gioco è alta: la difesa dell'interesse generale, ovvero quello dei cittadini, contro l'interesse particolare, quello dei titolari di farmacia".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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