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14 Febbraio 2023

Bronchiolite da Rsv. No a cortisone, antibiotici e broncodilatatori: aggiornate linee guida


Per trattare i casi di bronchiolite da virus respiratorio sinciziale nei bambini si utilizzano spesso farmaci senza evidenze di efficacia. Le nuove linee guida Sip/Sin/ Simri


Per trattare i casi di bronchiolite da virus respiratorio sinciziale nei bambini si utilizzano spesso farmaci cortisonici, antibiotici e broncodilatatori per i quali non vi sono evidenze di efficacia e pertanto non dovrebbero essere usati. Non ci sono né antivirali né vaccini disponibili quindi bisogna gire sulla prevenzione. Sono le indicazioni contenute le nuove linee guida, realizzate dalla Società Italiana di Pediatria (Sip), dalla Società di Neonatologia (Sin) e dalla Società per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri) e di altre 13 società scientifiche pediatriche, pubblicate sull'Italian Journal of Pediatrics che aggiornano quelle del 2014, alla luce delle ultime evidenze scientifiche. Le linee guida puntano all'uniformità e alla standardizzazione dei trattamenti e alla corretta informazione ai genitori.

Pandemia Covid ha cambiato la curva epidemica del virus sinciziale

L'aggiornamento arriva in una fase, quella post pandemica Covid, c'è una recrudescenza del virus respiratorio sinciziale (Rsv), principale agente eziologico della bronchiolite, che si stima, infetti più del 60% dei bambini durante il primo anno di vita. Negli ultimi 2 anni in Italia e nel mondo ci sono state pesanti epidemie di bronchiolite che hanno messo in difficoltà i sistemi sanitari per saturazione dei posti letto nei reparti e nelle terapie intensive. La maggior parte dei ricoveri riguarda lattanti nel primo anno di vita. La pandemia Covid ha comportato cambiamenti drastici nella curva epidemica di questo virus: le misure di sanità pubblica imposte dai vari Paesi tra cui l'Italia, in particolare i lockdown e la chiusura delle scuole, il distanziamento sociale, il lavaggio più frequente delle mani e l'utilizzo delle mascherine, hanno portato prima a una drastica riduzione del numero di casi di bronchiolite, e quindi delle ospedalizzazioni in tutto il mondo, e poi ad una recrudescenza del virus respiratorio sinciziale. Quando tali misure sono state revocate abbiamo assistito ad un drastico aumento della circolazione del virus, con picchi in periodi atipici dell'anno e un impatto considerevole sui servizi sanitari.

Cortisone, antibiotici e broncodilatatori possono avere effetti collaterali

"Questo documento - sottolinea la presidente della Società Italiana di Pediatria Annamaria Staiano, tra le autrici del paper - viene pubblicato in un momento in cui il servizio sanitario è stato messo a dura prova a causa di questo virus. È quindi importante fornire ai pediatri che lavorano sul territorio, in ospedale e nei Pronto Soccorsi, un aggiornamento sulle migliori pratiche per la gestione della bronchiolite con l'auspicio di arrivare ad un comune e condiviso approccio medico".
Nella pubblicazione, spiega Eugenio Baraldi, direttore del Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino dell'Azienda-Ospedale Università di Padov, si ribadisce che "si utilizzano spesso farmaci per i quali non vi sono evidenze e che questi farmaci possono anche causare effetti collaterali. Farmaci come il cortisone, gli antibiotici i broncodilatatori non dovrebbero essere usati, mentre questo ancora accade spesso. Le Linee guida enfatizzano l'importanza di dare informazioni ai genitori dei bambini piccoli per prevenire l'infezione, perché nella bronchiolite uno degli aspetti fondamentali è quello della prevenzione, dal momento che, oltre all'ossigeno, non vi sono né antivirali né vaccini disponibili", aggiunge l'esperto.

Comportamenti, precauzioni e nuove terapie preventive

Il primo consiglio che viene dato ai genitori è non baciare i piccoli se si è raffreddati e di usare la mascherina in caso di raffreddore quando ci si avvicina al bambino e se l'adulto ha il raffreddore deve astenersi dal baciarlo ed evitare di toccarsi la faccia. Lavarsi le mani con acqua e sapone o con un gel alcolico prima di toccare il bambino e chiedere di fare altrettanto ad altre persone in contatto con il piccolo e tenere lontano il bimbo da altri bambini o adulti con il raffreddore. Non bisogna fumare in casa.
Il latte materno ha un effetto protettivo: contiene anticorpi contro numerosi agenti infettivi e riduce il rischio di infezioni gravi da VRS e di ospedalizzazione per bronchiolite.
Se il bambino è prematuro o affetto da malattie cardiache o polmonari bisogna chiedere al pediatra se vi sono le indicazioni all'utilizzo degli anticorpi monoclonali per la prevenzione farmacologica delle infezioni da Rsv. È già a disposizione palivizumab, che si usa da tanti anni per proteggere i lattanti nati prematuri. Una novità che si sta affacciando sul mercato è un nuovo anticorpo monoclonale che potrebbe essere dato a tutti i lattanti per una profilassi universale. Tale strategia potrebbe contenere le epidemie stagionali da Rsv e il numero di ricoveri. Vi sono poi diversi vaccini in fase di studio, ma sono più distanti nell'arrivare alla clinica, all'applicazione.

TAG: LINEE GUIDA, VIRUS RESPIRATORI, SOCIETà ITALIANA DI PEDIATRIA (SIP)

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