Covid, Oms: verso gestione simile a influenza. Fofi: bene zero ricoveri in terapie intensive in Lombardia
In Lombardia, dopo tre anni di pandemia non ci sono pazienti ricoverati in terapia intensiva. Oms: nel 2023 verso gestione simile a influenza stagionale
In Lombardia, dopo tre anni di pandemia non ci sono pazienti ricoverati in terapia intensiva. Lo ha annunciato nei giorni scorsi l'assessore al Welfare Guido Bertolaso che attribuisce il merito alla campagna vaccinale, che "ha permesso di tornare alla vita, ma anche il segno che sono migliorate le cure che consentono di evitare che i malati si aggravino al punto da finire in terapia intensiva".
Mandelli: lasciarci alle spalle la pandemia
Anche a livello globale i dati positivi vengono interpretati nella prospettiva di "guardare al Covid-19 nello stesso modo in cui guardiamo all'influenza stagionale: una minaccia per la salute, un virus che continuerà a uccidere, ma un virus che non sta sconvolgendo la nostra società" come ha commentato il direttore delle emergenze dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Michael Ryan.
L'aggiornamento è stato commentato positivamente da Andrea Mandelli presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI): "Zero ricoverati nelle terapie intensive in Lombardia una bella notizia per il Paese che si aggiunge all'annuncio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulla possibile imminente fine della pandemia. Dopo tre anni di sofferenze, in quella che è stata la regione più colpita dalla prima ondata dell'emergenza sanitaria, finalmente possiamo guardare al futuro con rinnovata fiducia - continua Mandelli. Se possiamo lasciarci definitivamente alle spalle la pandemia, lo dobbiamo agli scienziati e ricercatori di tutto il mondo che hanno sviluppato vaccini e terapie efficaci, al senso civico e alla responsabilità dei cittadini, e al lavoro straordinario del personale sanitario che, ciascuno per la propria parte, ha operato senza sosta in tutti i presidi del SSN per combattere una malattia nuova e sconosciuta, prestando cure e assistenza, ma anche vicinanza e conforto ai malati e alle loro famiglie. Determinante, per uscire dall'emergenza e far ripartire il Paese, è stata la massiccia adesione degli italiani alla campagna vaccinale anti-Covid, il cui successo è stato possibile grazie a uno straordinario lavoro di squadra, coordinato dalla Struttura Commissariale guidata dal Gen. Figliuolo, che si è avvalso anche dell'importante contributo dei farmacisti di comunità. La categoria è stata fondamentale per rendere le vaccinazioni un servizio di prossimità, come testimoniano gli oltre quattro milioni di vaccini inoculati nelle farmacie di tutta Italia, di cui oltre un milione nella sola Lombardia". "La pandemia - conclude il presidente FOFI - ha messo al centro il valore della salute quale bene comune che investe tutti gli ambiti della nostra esistenza, sottolineando l'importanza di tornare a investire sulla sanità quale settore strategico per il futuro del nostro Paese. Dobbiamo proseguire nell'opera di potenziamento del territorio e della medicina di prossimità, senza dimenticare l'esigenza di rafforzare gli ospedali, per garantire la tutela del diritto alla salute ed evitare che un'altra emergenza ci travolga in futuro".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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