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01 Giugno 2023

Farmaci galenici. Procedure standard, rimborsabilità e corretta prescrizione: nodi da sciogliere e leve per aumentare utilizzo


Confronto tra medici e farmacisti su opportunità della galenica e nodi da sciogliere webinar "Galenica, dai farmacisti la risposta personalizzata ai bisogni di salute dei cittadini"


La pandemia, prima, l'aumento di fenomeni di carenza di alcuni farmaci, poi, hanno fatto emergere, ancora di più, l'importanza della galenica come risposta alle esigenze di prescrittori e pazienti. Cruciale, in questo, è stata la diffusione di procedure standardizzate, che hanno garantito omogeneità in termini di qualità ed efficacia, ma per uno suo sviluppo ulteriore, in particolare nell'ambito della personalizzazione delle cure, permangono ancora diverse criticità, dalle difformità regionali nella dispensazione, alla rimborsabilità, alle complessità nella fase della prescrizione. Sono queste alcune delle riflessioni emerse dal webinar "Galenica, dai farmacisti la risposta personalizzata ai bisogni di salute dei cittadini" ideato da Farmacista33 e PuntoEffe in collaborazione con Edra, che si è tenuto ieri.

Standardizzazione è requisito per aumentare utilizzo della galenica

"Tra gli ambiti di utilizzo del preparato galenico - ha detto Paola Minghetti, presidente Sifap in apertura lavori - c'è la mancanza, per varie motivazioni, del prodotto industriale. Durante la pandemia, abbiamo dovuto gestire diverse emergenze, con la preparazione, per esempio, di gel alcolici o il frazionamento dei vaccini anti-Covid". Mentre, al momento, "la principale esigenza riguarda la gestione delle carenze di alcuni farmaci che, a differenza del passato, si stanno presentando con maggiore frequenza e per periodi di tempo più prolungati". Un elemento fondamentale, che ha permesso alla galenica di rappresentare concretamente una risposta, è stata "la pubblicazione e diffusione da parte delle società scientifiche - Sifap e Sifo - di Istruzioni operative che, sulla base della letteratura scientifica, standardizzassero di fatto l'operatività del farmacista, omogeneizzando la qualità e l'efficacia del prodotto sul territorio".
"Sapere di poter trovare lo stesso farmaco indipendentemente dal territorio è per il prescrittore un requisito di garanzia indispensabile" - ha confermato Walter Marrocco, Direttore Scientifico di Metis-Fimmg. E, d'altra parte, ha aggiunto, "poter contare sulla disponibilità della molecola, anche nei momenti di carenza del prodotto industriale, consente di evitare interruzioni o eccessive modifiche alla terapia".
Sul fronte del paziente, ha riportato Marco Fortini, Farmacista di comunità e Segretario Sifap, "la fiducia è cresciuta" e anzi, come ha rilevato ancora Marrocco, "la galenica è una leva in grado di rafforzare la relazione di cura tra paziente e medico e tra paziente e farmacista. L'idea che il medico prescriva al paziente un prodotto che viene allestito appositamente dal farmacista è un elemento di fiducia che giova anche alla aderenza alla terapia".

Necessarie competenze ad hoc anche tra i medici

E questo è ancora più vero quando si parla di cure personalizzate, un ambito che ha detto ancora Minghetti "va ulteriormente potenziato. Le situazioni in cui la galenica può essere davvero di supporto sono molte. Pensiamo per esempio al neonato, in crescita progressiva e che richiede una revisione continua dei dosaggi. In generale, è ancora troppo frequente l'abitudine a richiedere ai genitori o ai pazienti di dividere o triturare la compressa, con una perdita non controllata di principio attivo. In questo, penso che sia necessaria una maggiore sensibilizzazione dei prescrittori, in tutte le varie specializzazioni". Su questo aspetto, Marrocco ha espresso il consenso dei medici: "Ritengo che siano auspicabili iniziative di comunicazione e informazione che coinvolgano anche i prescrittori, per migliorare la consapevolezza che il prodotto galenico non solo è un supporto nelle fasi di carenza, ma lo è anche per personalizzare la terapia". Al contempo, ha aggiunto, "c'è un tema di competenze dei medici che possono essere ulteriormente ampliate: penso per esempio all'ambito della compilazione della ricetta galenica, che nel nostro percorso di studi, nel corso degli anni, è andato parzialmente a perdersi, ma che andrebbe recuperato e potenziato".

Necessaria, poi, in generale, una maggiore collaborazione tra medico e farmacista: "E' fondamentale che gli operatori lavorino insieme al comune obiettivo che il farmaco venga effettivamente e correttamente assunto dal paziente" è la riflessione di Minghetti. "Un confronto costante tra farmacista e medico, per esempio, potrebbe essere importante anche per adattare il prodotto al gusto del bambino".

Tra le criticità rimborsabilità e disomogeneità regionale

Secondo Marrocco per stimolare ulteriormente la fase di prescrizione può essere utile "un'attività di informazione da parte delle farmacie dei singoli territori. Spesso il medico non sa se nelle vicinanze del suo studio ci sia o meno una farmacia che possa rispondere a questa esigenza". Su questo punto, anche per Fortini, "c'è la necessità di offrire a prescrittori e pazienti una funzione analoga a quella relativa alla ricerca della farmacia di turno. Si tratta, tuttavia, di una mappatura di una certa complessità: non basta dire dove si trova una farmacia che sia attiva nella galenica, occorre anche specificare che cosa fa. Preparare una capsula è ben diverso dall'allestire una formulazione parenterale, che richiede attrezzature complesse, oltre che costose, una lavorazione in contesto sterile e così via".
"Sul nostro sito - ha ricordato Minghetti -abbiamo già una prima mappatura e rispondiamo alle esigenze del medico, quando ci contatta. Su richiesta del Ministero della Salute, insieme a Fofi, stiamo procedendo, come si sa, a una ricognizione più ampia delle farmacie, andando a rilevare anche le forme farmaceutiche che vengono preparate. D'altra parte, c'è una difficoltà intrinseca nella galenica, che rappresenta una bassissima percentuale rispetto al prodotto industriale e, al contempo, soprattutto per determinate preparazioni, richiede attrezzature costose. Per questo, in parallelo, occorre continuare a lavorare sulle cosiddette "barriere regionali", quelle complessità, anche burocratiche, al passaggio del preparato da un territorio all'altro. Anche se, va detto, si tratta di un ambito che ha registrato molti miglioramenti".

Infine, tra le criticità rilevate un po' da tutti c'è quella della difformità regionale e della rimborsabilità: "Il problema - ha chiarito Minghetti - è legato alla copertura finanziaria, che non è ricompresa nel Fsn ma dipende da fondi regionali. Questo comporta che le scelte, da una realtà all'altra, siano diverse: allo stato attuale, ci troviamo ad avere a che fare con situazioni in cui la stessa formulazione è rimborsata e dispensata nelle farmacie di comunità, altre in cui è disponibile solo attraverso la rete ospedaliera, altre ancora in cui non è proprio rimborsata. Su questo sarebbe necessaria un'azione di pressione da parte di tutti gli operatori interessati".

Francesca Giani

TAG: INTERNET, FARMACISTI, MEDICI, RIMBORSABILITà FARMACI

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