Gestione dolore cronico, in Uk testato programma di intervento ridurre l’uso di oppioidi
Nel Regno Unito è stato sperimentato con successo un programma di intervento per ridurre l'assunzione di oppioidi e gestire il dolore con tecniche alternative
Nel Regno Unito, ci sono oltre 1 milione di persone sotto prescrizione di oppioidi, oltre 50.000 delle quali li assumono da 6 mesi o più. Un team di ricercatori e clinici ha sviluppato e sperimentato con successo un programma di intervento per aiutare le persone a ridurre l'assunzione di oppioidi e imparare a gestire il dolore utilizzando tecniche alternative.
Una persona su 5 ha smesso di assumere oppioidi entro un anno
Lo studio, intitolato I-WOTCH (Improving the Wellbeing of people with Opioid Treated Chronic Pain), ha rilevato che il programma di intervento ha aiutato 1 persona su 5 a smettere di assumere oppioidi entro un anno, senza un peggioramento del dolore. Tra il 2017 e il 2020 hanno preso parte allo studio, controllato randomizzato, oltre 600 persone, che all'inizio della sperimentazione assumevano regolarmente oppioidi forti da almeno tre mesi. Lo studio ha confrontato due trattamenti, dividendo i partecipanti in modo casuale in due gruppi. Un gruppo ha avuto accesso alle cure mediche convenzionali, oltre a un opuscolo di auto-aiuto e un CD di rilassamento; il secondo gruppo ha invece preso parte a un programma di intervento, appositamente sviluppato dal gruppo di studio.
Tecniche di gestione dello stress, del controllo del dolore e dei sintomi di astinenza
Il programma di intervento comprendeva sessioni sulle tecniche di coping, sulla gestione dello stress, consigli sulla postura e sul movimento, vademecum su come gestire eventuali sintomi di astinenza e indicazioni sulla gestione e controllo del dolore. I partecipanti hanno compilato questionari sul loro funzionamento quotidiano e sull'assunzione di antidolorifici a intervalli regolari durante lo studio. Dopo un anno, il 29% delle persone che hanno preso parte al programma di intervento, è stato in grado di abbandonare completamente i propri oppioidi, rispetto al 7% del gruppo controllo.
Interventi individuali e di gruppo aiutano a migliorare la qualità di vita dei pazienti
Harbinder Kaur Sandhu, professore di psicologia della salute presso l'Università di Warwick e autore dello studio, ha dichiarato: "Molte persone che assumono antidolorifici, prescritti per un lungo periodo di tempo, soffrono di effetti collaterali dannosi ma possono sentirsi riluttanti a interromperli perché pensano che potrebbe peggiorare il dolore o non sanno come affrontarlo. Il nostro studio ha trovato un trattamento che potrebbe aiutare le persone a liberarsi dagli oppioidi, in modo sicuro, di supporto e in maniera graduale. Il programma aiuta le persone a conoscere modi alternativi per gestire il proprio dolore e a superare le sfide dell'astinenza, offrendo alle persone una qualità di vita complessivamente migliore."
Dott. Paolo Levantino Farmacista clinico e giornalista scientifico
La disfunzione erettile può rappresentare un segnale di patologie cardiovascolari, diabete, disturbi metabolici e criticità della salute mentale. Una campagna di sensibilizzazione di Viatris...
L'indagine dell'Iss evidenzia che quasi uno su sei presenta almeno un comportamento a rischio legato a gaming, gioco d'azzardo o uso problematico dei social media. In Francia è stato approvato il...
In occasione della Giornata mondiale del Self-Care, l'attenzione si concentra sul valore della prevenzione e sull'importanza della salute orale come componente del benessere generale. Il farmacista...
Pianificare il viaggio, verificare vaccinazioni e profilassi, proteggersi da zanzare e infezioni alimentari e adottare comportamenti sessuali sicuri. La Simit diffonde un decalogo con le principali...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Uno studio pubblicato sul BMJ ha rilevato un aumento del rischio di alopecia associato ai farmaci Glp-1, gli autori sottolineano che il rischio assoluto resta basso. Il possibile effetto indesiderato...