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Pharma

08 Maggio 2020

Clorochina e idrossiclorochina, studio ribadisce cautela nel trattamento del Covid-19


Secondo un nuovo studio pubblicato su Faseb Journal è necessario che i medici procedano con molta cautela nell'utilizzare clorochina e idrossiclorochina come trattamento nei pazienti affetti da Covid-19

Secondo uno studio pubblicato su Faseb Journal, è necessario che i medici procedano con molta cautela nell'utilizzare clorochina e idrossiclorochina come trattamento nei pazienti affetti da Covid-19. «Durante il mio lavoro nella terapia intensiva del Massachusetts General Hospital è stato evidente a me e ai miei colleghi che l'uso di idrossiclorochina nel contesto dell'infezione Covid-19 fosse legato anche a rischi oltre che a qualche beneficio» spiega Mark Poznansky, della Harvard Medical School autore senior dello studio.

I dati dello studio

I ricercatori hanno voluto approfondire la situazione e hanno cercato di capire quali aspetti delle attività antivirali e modulatorie dell'immunità possedute dall'idrossiclorochina potessero potenzialmente avere un effetto positivo o negativo sulla risposta al virus da parte del paziente. A questo scopo hanno esaminato precedenti rapporti aneddotici e studi clinici scarsamente controllati che avevano sollevato notevole ottimismo sull'adozione diffusa di questa terapia. Gli autori, però, sottolineano che i dati di tali documenti si basano sul fatto che i farmaci hanno ridotto l'assorbimento virale da parte di cellule coltivate in laboratorio, e non in vivo. Inoltre, nessuno dei lavori esaminati ha tenuto in debito conto la potente azione immunosoppressiva di questi farmaci, che è alla base del loro utilizzo nell'artrite reumatoide e nel lupus. Questi medicinali, tra l'altro, non hanno dato buoni risultati quando sono stati somministrati in passato nei focolai di altri virus respiratori, come quello dell'influenza.

Cautela nell'utilizzo delle terapie sperimentali

Gli esperti ipotizzano che questi farmaci inibiscano le reazioni immunitarie innate fondamentali per la difesa contro il virus, così come la generazione di immunità adattativa mediata dalle cellule, che è necessaria anche per controllare Sars-CoV-2. Secondo i ricercatori, dunque, bisogna adottare tutte le dovute cautele nell'utilizzo di terapie con questi farmaci nell'ambito di Covid-19, tenendo conto del fatto che gli esiti delle sperimentazioni cliniche sull'uomo stanno portando a una rapida diminuzione della percezione della loro utilità.

Fonti

Faseb Journal 2020. Doi: 10.1096/fj.202000919
https://doi.org/10.1096/fj.202000919

TAG: FARMACI IN SPERIMENTAZIONE, FARMACI INNOVATIVI, CORONAVIRUS, COVID-19, SARS-COV-2

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