Glicemia: effetti positivi della Kombucha, bevanda ottenuta da fermentazione del tè
Kombucha è una bevanda di origine orientale, che si ottiene per fermentazione di tè zuccherato e altre piante aromatiche. È leggermente frizzante e contiene un mix simbiotico di batteri e lieviti, insieme ad una serie di molecole come acidi organici, polifenoli, etanolo (è infatti leggermente alcolica), aminoacidi, vitamine ed oligoelementi. Di recente uno studio del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell'Università di Pisa, pubblicato su International Journal of Food Microbiology, ha caratterizzato i lieviti presenti scoprendone almeno 58 tipi, molti dei quali benefici per il microbiota intestinale umano. Proprio questo interesse per i suoi potenziali effetti sulla popolazione microbica intestinale oltre ad altri benefici (su glicemia, colesterolo, pressione sanguigna e funzioni immunitarie, epatiche e dell'intestino) rendono necessari maggiori approfondimenti.
Ricaduta positiva sul microbiota intestinale, l'inibizione dell'infiammazione e della resistenza all'insulina
Mancano studi clinici controllati sulla salute umana, con la sola eccezione di un piccolo studio umano non controllato che ha rivelato un effetto normalizzante, in seguito ad assunzione quotidiana di kombucha, sui valori di glucosio nel sangue in soggetti con diabete mellito non insulino-dipendente. L'effetto del kombucha sul controllo del glucosio sembra invece ben documentato da studi controllati sugli animali. Si è vista una riduzione, in seguito ad assunzione di kombucha, dei livelli di glucosio nel sangue, un miglioramento dei profili lipidici e il supporto della funzionalità pancreatica, renale ed epatica, sebbene siano ancora poco chiari i meccanismi d'azione. Gli studiosi ipotizzano una serie di processi con una ricaduta positiva sul microbiota intestinale, l'inibizione dell'infiammazione e della resistenza all'insulina e la riduzione del danno alla barriera intestinale, probabilmente dovuti alla componente in acido acetico e gluconico di kombucha. Un recente trial (crossover, randomizzato, singolo-cieco, controllato con placebo) di un gruppo di ricercatori australiani, pubblicato su Frontiers in Nutrition ha voluto determinare la risposta postprandiale glicemica e dell'insulina di un pasto ad alto contenuto di carboidrati (riso) e ad alto indice glicemico quando consumato con kombucha, rispetto all'acqua gassata o ad una bevanda analcolica dietetica. Nelle condizioni dello studio si è osservata una riduzione della risposta glicemica ed insulinemica postprandiale nei 120 minuti successivi, con l'assunzione di kombucha. Anche in questo caso i ricercatori non sono riusciti a delinear i meccanismi d'azione ma l'appiattimento della curva di risposta ottenuta sembra suggerire un rallentamento della digestione e dell'assorbimento degli amidi, come tipicamente avviene con altri alimenti fermentati, compreso l'aceto (che comunque, da solo, non spiegherebbe l'effetto, visto che una delle bevande dello studio aveva un pH acido come quello di kombucha).
Necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi d'azione e il potenziale beneficio terapeutico
La natura dello studio, le piccole dimensioni del campione e la mancanza di contesto clinico "rendono difficile estrapolare i risultati al potenziale impatto del consumo a lungo termine di kombucha o alle persone con malattie specifiche", concludono i ricercatori. Inoltre, i risultati sono legati al tipo di kombucha usata (che può variare in funzione delle basi di tè, dei batteri e delle specie di lievito utilizzate come starter; anche le condizioni di fermentazione caratterizzano la composizione finale). Saranno necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi d'azione e il potenziale beneficio terapeutico di questa bevanda sul metabolismo degli zuccheri in diverse popolazioni, ma la ricerca ha messo in luce un'azione significativa di tè kombucha sulla glicemia postprandiale e sull'insulinemia in adulti sani, in un pasto ad alto indice glicemico a base di riso e quindi un effetto positivo sulla salute uomo.
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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