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06 Marzo 2024

Salute ossa, prossimità ad aree verdi riduce rischio di osteoporosi. Lo svela uno studio

Lo svela un nuovo studio. Chi vive in zone verdi può presentare un aumento della densità ossea, con riduzione del rischio di osteoporosi

di Redazione Farmacista33


Salute ossa, prossimità ad aree verdi riduce rischio di osteoporosi. Lo svela uno studio

Vivere in aree con vicino con verde residenziale, giardini o a parchi, può aumentare la densità ossea e ridurre il rischio di osteoporosi. È il risultato di uno studio osservazionale pubblicato su 'Annals of the Rheumatic Diseases'. Inoltre, secondo gli autori, sono proprio i livelli più bassi di inquinamento atmosferico negli spazi verdi che rappresentano un fattore significativo che contribuisce alle associazioni trovate.

Esposizione a spazi verdi già collegata a minori rischi di salute
L'osteoporosi, condizione che rende le ossa fragili e soggette a fratture, causata da fattori genetici, ormonali e ambientali, può portare dolore cronico, mobilità ridotta e peggiore qualità di vita. La sua prevalenza globale è destinata ad aumentare con il rapido invecchiamento della popolazione e i cambiamenti nello stile di vita.
Partendo dal fatto che l'esposizione agli spazi verdi è stata collegata a minori rischi di cattiva salute, gli autori hanno voluto approfondire se ciò si estenda anche al rischio di osteoporosi. Per capirlo hanno analizzato i dati conservati nella Biobanca del Regno Unito su 391.298 persone, età media 56 anni, poco più della metà delle quali (53%) donne. Tutti avevano informazioni registrate sulla densità minerale ossea e fattori potenzialmente influenti tra cui etnia, reddito familiare annuo, livello di istruzione, stato lavorativo, zona residenziale, consumo di alcol, livelli di attività fisica, abitudine al fumo, dieta. Il loro rischio genetico di osteoporosi è stato calcolato utilizzando un punteggio e poi con un metodo di misurazione ampiamente utilizzato è stata determinata la quantità di spazio verde nella loro area residenziale.

Bassi degli inquinanti NO2 e Pm2,5 con presenza di zone verdi, minori rischi di osteoporosi
Le esposizioni medie annuali agli inquinanti ossido di azoto (NO2) e particolato Pm2,5 sono state stimate sulla base del codice postale residenziale e dei dati del progetto Escape, che sta esaminando gli effetti a lungo termine sulla salute dell'esposizione allo smog in Europa. Ogni partecipante è stato monitorato e durante un periodo medio di 12 anni si sono verificati nuovi casi di osteoporosi in 9.307 persone. Era più probabile che fossero anziani, donne, fumatori e pensionati e avevano anche maggiori probabilità di avere un livello di istruzione inferiore e di essere economicamente più svantaggiati. Ma è emersa anche un'associazione coerente tra la quantità di spazi verdi e i nuovi casi di osteoporosi.
Gli autori hanno stimato l'indice di vegetazione calcolando la distanza dal verde residenziale disponibile in un intervallo compreso tra 300 e 1.500 metri. Con aumenti di questo indice, sono stati riscontrati un aumento della densità minerale ossea e un rischio inferiore del 5% di sviluppare osteoporosi. I principali fattori nell'associazione osservata tra spazio verde e riduzione del rischio di sviluppare osteoporosi erano i livelli più bassi degli inquinanti NO2 e Pm2,5.

Alberi e piante come filtri naturali degli inquinanti dell’aria
Diversi studi - ragionano gli esperti - hanno dimostrato che l'esposizione allo smog può produrre stress ossidativo e infiammazione e alterare gli ormoni, fenomeni che aumentano il rischio di osteoporosi. Le persone che vivono nelle zone più verdeggianti saranno esposte a un rischio minore perché gli alberi e le piante agiscono come filtri naturali, rimuovendo le sostanze inquinanti dall'aria. Essere fisicamente attivi è stato anche associato a un minor rischio di osteoporosi, forse perché vivere in aree con spazi verdi offre maggiori opportunità di esercizio, suggeriscono ancora i ricercatori.
Questo è uno studio osservazionale, puntualizzano gli autori, e come tale non può essere dirimente sulle cause. Inoltre, i ricercatori riconoscono anche diverse limitazioni, tra cui il fatto che il calcolo dell'indice di vegetazione era basato su indirizzi residenziali; quindi, potrebbe non aver definito con precisione la quantità effettiva di spazio verde. E i partecipanti allo studio erano generalmente sani, quindi il potenziale di bias di selezione non può essere escluso. Ma i risultati concludono comunque gli scienziati, "presentano la prima prova che indica che il verde residenziale è associato a una maggiore densità ossea e a un ridotto rischio di sviluppare osteoporosi. E forniscono preziose informazioni sul potenziale" di piante e alberi "nel prevenire l'insorgenza della condizione, sottolineando l'importanza del verde urbano nello sviluppo di strategie efficaci".

Per saperne di più
https://ard.bmj.com/content/early/2024/01/16/ard-2023-224941?rss=1



TAG: STILE DI VITA, OSTEOPOROSI, SALUTE, BENESSERE, OSSA

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