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05 Febbraio 2025

Declino cognitivo e prediabete: i benefici dell'attività fisica sulla funzione cerebrale

Uno studio recente, pubblicato su Aging Cell, mostra che l'esercizio fisico può migliorare la sensibilità insulinica cerebrale e ridurre il rischio di declino cognitivo

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Declino cognitivo e prediabete: i benefici dell'attività fisica sulla funzione cerebrale

L'associazione tra prediabete, resistenza insulinica e declino cognitivo è un tema di crescente interesse nella ricerca clinica. Numerosi studi hanno evidenziato come la disfunzione insulinica cerebrale sia implicata nella patogenesi dell’Alzheimer e delle demenze correlate. Tuttavia, i processi attraverso cui l’attività fisica influisce su questa relazione non sono ancora del tutto compresi. Un recente studio ha esplorato come due settimane di esercizio aerobico possano modulare l'attività dei neuronal extracellular vesicles (nEVs) in adulti anziani con prediabete, offrendo nuove prospettive sulla connessione tra esercizio fisico e funzione cerebrale.

Benefici metabolici dell'esercizio fisico

La ricerca ha coinvolto 21 adulti con prediabete, definiti secondo i criteri dell’American Diabetes Association (ADA). I partecipanti sono stati sottoposti a due settimane di esercizio aerobico supervisionato, con sessioni giornaliere di 60 minuti. Prima e dopo l’intervento sono stati valutati diversi parametri metabolici e cardiovascolari, tra cui il consumo massimo di ossigeno (VO₂peak), il peso corporeo, l'indice di massa corporea, la sensibilità insulinica sistemica e i biomarcatori della segnalazione insulinica nei nEVs isolati da campioni di sangue raccolti a digiuno e dopo un test di tolleranza al glucosio orale .

Dopo due settimane di esercizio, si sono osservati miglioramenti metabolici significativi. Il consumo massimo di ossigeno è aumentato, il peso corporeo e l'indice di massa corporea si sono ridotti, mentre la sensibilità insulinica periferica è migliorata. Anche la glicemia postprandiale e i livelli di insulina nel sangue sono diminuiti, suggerendo un effetto positivo sulla regolazione del glucosio.

Impatto dell’esercizio fisico sulla segnalazione insulina cerebrale

Lo studio ha evidenziato, inoltre, che l’esercizio fisico influisce sulla segnalazione insulinica cerebrale attraverso le vescicole extracellulari neuronali. Dopo il carico di glucosio, si è osservato un aumento dei livelli di Akt totale, indicando un miglioramento della risposta insulinica neuronale, insieme a una maggiore efficienza della trasduzione del segnale, come dimostrato dalla riduzione del rapporto pAkt/tAkt. Inoltre, il calo dei livelli di pro-BDNF a digiuno potrebbe rappresentare un adattamento neuroprotettivo legato alla diminuzione dello stress ossidativo, suggerendo un potenziale beneficio sulla salute cerebrale.

Queste evidenze rafforzano il ruolo dell’attività fisica non solo nel miglioramento del metabolismo periferico, ma anche nella prevenzione del declino cognitivo e delle malattie neurodegenerative.

Tuttavia, lo studio presenta alcune limitazioni. Il numero di partecipanti è ridotto e l’assenza di un gruppo controllo rende difficile attribuire con certezza gli effetti osservati all’attività fisica. In futuro, saranno necessari studi più ampi per valutare la durata degli effetti, testare differenti tipi di esercizio e integrare valutazioni cognitive, al fine di strutturare interventi mirati per la prevenzione delle malattie neurodegenerative.

Fonte:

Aging Cell. 2025 Jan;24(1):e14369. doi: 10.1111/acel.14369. Epub 2024 Oct 18. PMID: 39421964; PMCID: PMC11709104.

TAG: DIABETE, DECLINO COGNITIVO, INSULINA, ATTIVITà FISICA, DEFICIT COGNITIVO

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