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22 Luglio 2025

Microbiota, tre specie di batteri proteggono vie respiratorie del neonato

Tre specie di batteri, evidenziate nel microbiota intestinale nei primissimi giorni di vita nei bambini nati con parto naturale, proteggono le basse vie respiratorie fino a due anni di età

di Sabina Mastrangelo


Tre specie di batteri, evidenziate nel microbiota intestinale nei primissimi giorni di vita nei bambini nati con parto naturale, proteggono le basse vie respiratorie fino a due anni di età

Un nuovo studio suggerisce che la composizione batterica intestinale di un neonato – il suo microbiota –, che inizia a formarsi fin dalla nascita, potrebbe contribuire a proteggere dalle infezioni virali più avanti nell’infanzia. In particolare, i ricercatori del Wellcome Sanger Institute e dell’University College di Londra, nel Regno Unito, hanno scoperto che i neonati con una specifica composizione batterica intestinale a una settimana di vita, riscontrata in alcuni neonati nati con parto naturale, avevano meno probabilità di essere ricoverati per infezioni virali delle basse vie respiratorie, nei primi due anni di vita. La ricerca è stata pubblicata su The Lancet Microbiome. 

Microbiota nei neonati

Il microbiota intestinale è un complesso ecosistema di milioni di microbi importanti per la salute generale e per lo sviluppo del sistema immunitario. Dal momento che il microbiota inizia a formarsi immediatamente dopo la nascita, il primo mese rappresenta la prima finestra temporale per un intervento che potrebbe essere utilizzato per ripristinare o potenziare il microbiota.

In precedenza, il team inglese aveva scoperto che i bambini nati con parto naturale presentano un microbiota diverso rispetto a quelli nati con parto cesareo, sebbene le differenze si vadano, poi, livellando entro il primo anno di vita. Un altro studio dello stesso team, inoltre, ha rilevato che tutti i bambini del Regno Unito presentano uno tra tre batteri entro la prima settimana di vita, chiamati ‘batteri pionieri’. Due di questi, Bifidobacterium longum e Bifidobacterium breve, sono considerati benefici in quanto contribuiscono a promuovere lo sviluppo di un microbiota stabile.

Associazione tra composizione del microbiota e infezioni virali

Per l’indagine, il team ha utilizzato il sequenziamento dell’intero genoma e l’analisi di campioni di feci di 1.082 neonati, analizzando, poi, i fascicoli sanitari elettronici, per monitorare i ricoveri fino ai due anni di età. Dall’analisi è emerso che una maggiore diversità del microbiota intestinale nella prima settimana era associata a tassi ridotti di ricovero ospedaliero. In particolare, alcuni neonati nati con parto naturale e con una maggiore quantità di batteri ‘pionieri’ B. longum nel microbiota intestinale precoce, insieme ad altre specie di Bifidobacterium e Bacteroides altrettanto benefiche - come B. bifidum e B. dorei -, avevano un rischio inferiore di ricovero notturno per infezioni virali, rispetto a tutti gli altri neonati. Questo è stato riscontrato anche dopo aver considerato importanti fattori, come la somministrazione di antibiotici ai neonati e l’alimentazione con latte materno, artificiale o entrambi.

Complessivamente, comunque, sono stati identificati tre cluster di microbiota. Il cluster 1 aveva una composizione mista e il cluster 2 era dominato da B. breve, con entrambi i cluster osservati nei bambini nati con parto naturale o cesareo. Il cluster 3, invece, è stato riscontrato solo nei bambini nati per parto naturale ed era dominato da B. longum. 

Fonte:

The Lancet Microbe (2025); doi: 10.1016/j.lanmic.2024.101072

TAG: MICROBIOTA, INFEZIONI DELLE VIE RESPIRATORIE, NEONATO

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