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22 Maggio 2026

Dipendenza da nicotina: in crescita consumi di e-cig, tabacco riscaldato e pouches tra adolescenti

Al congresso European Conference on Tobacco or Health 2026 emerge la crescita dell’uso di e-cig, tabacco riscaldato e nicotine pouches tra adolescenti e giovani adulti. Esperti: rischio di normalizzazione della nicotina e aumento del consumo duale.

di Redazione Farmacista33


Dipendenza da nicotina: in crescita consumi di e-cig, tabacco riscaldato e pouches tra adolescenti

L’uso di prodotti contenenti nicotina tra adolescenti e giovani adulti è in crescita in Europa, trainato soprattutto da sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e nicotine pouches percepiti come più moderni, meno dannosi e socialmente accettabili rispetto al fumo tradizionale. La vera emergenza oggi non riguarda più soltanto le sigarette convenzionali, ma la diffusione della dipendenza da nicotina sempre più precoce tra i giovanissimi. Il tema è al centro del dibattito della European Conference on Tobacco or Health 2026 organizzata a Milano dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

I dati europei: si abbassa l’età del primo utilizzo

Secondo i dati presentati durante la European Conference on Tobacco or Health 2026, in Europa circa 4 milioni di adolescenti tra i 13 e i 15 anni utilizzano prodotti del tabacco e, in diversi Paesi come il Regno Unito, le sigarette elettroniche stanno ormai superando quelle tradizionali tra i più giovani. L’età di primo utilizzo continua, inoltre, ad abbassarsi: un ragazzo su sette tra i 15 e i 18 anni riferisce di aver iniziato a usare e-cig prima dei 13 anni. In Italia, secondo dati Iss-Istat citati durante il congresso, i consumatori regolari di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato nella fascia 18-34 anni sono quasi 1,7 milioni e rappresentano circa il 45% di tutti gli utilizzatori presenti nel Paese. A confermare il fenomeno è anche uno studio irlandese condotto nell’ambito del sistema di sorveglianza ESPAD su oltre 5.500 adolescenti tra i 15 e i 18 anni: quasi il 40% ha già provato la sigaretta elettronica e oltre uno su cinque la utilizza regolarmente. Per gli esperti, il rischio principale è che e-cig, tabacco riscaldato e nicotine pouches contribuiscano a rendere la nicotina nuovamente percepita come un’abitudine “normale”, moderna e socialmente accettabile tra i giovanissimi.

Molti ragazzi inoltre finiscono nel “consumo duale” cioè fumano e svapano contemporaneamente, un mix che aumenta i rischi per la salute anche rispetto a chi fuma solo” sigarette tradizionali. Si stima che in Italia più dell’80% dei consumatori di sigarette elettroniche faccia un uso duale.

A supportare la diffusione di questi dispositivi sono anche i social: uno studio francese del Comité National Contre le Tabagisme ha intercettato, nel solo 2024, 668 annunci illegali online di prodotti alla nicotina, veicolati tramite SMS, newsletter e social. In particolare Instagram, dove influencer e inserzioni spingono i prodotti puntando su aromi accattivanti, stile di vita e promozioni esclusive, targettizzando i giovanissimi.

Riduzione del danno espone a rischio dipendenza da nicotina

“La cosiddetta riduzione del danno proposta dall’industria del tabacco rappresenta certamente una strategia di mercato molto efficace, ma pone interrogativi sempre più importanti dal punto di vista della salute pubblica - spiega Silvano Gallus, epidemiologo dell’Istituto Mario Negri. - Oggi il problema non riguarda più soltanto le sigarette tradizionali, ma la dipendenza da nicotina nel suo complesso”. 

I dati mostrano che chi utilizza contemporaneamente sigarette ed e-cig abbia un rischio significativamente più elevato rispetto ai fumatori esclusivi di sigarette convenzionali: +29% di rischio cardiovascolare, +39% di rischio di ictus, +41% di rischio di broncopneumopatia cronica ostruttiva e +42% di patologie del cavo orale.  

Un altro tema affrontato dagli esperti riguarda l’efficacia delle sigarette elettroniche nella cessazione del fumo. La promessa che aiutino a smettere di fumare si scontra con la realtà dei dati italiani presentati al congresso che suggeriscono infatti che, nei contesti reali, questi dispositivi non favoriscano in modo significativo l’abbandono delle sigarette tradizionali e possano invece facilitare ricadute o nuovi consumi. 

“Il vero rischio oggi è che la nicotina torni a essere percepita come innocua o addirittura banale – commenta Roberto Boffi, direttore della Pneumologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – soprattutto tra ragazzi che non avrebbero mai iniziato a fumare sigarette tradizionali. Il problema non è soltanto il prodotto, ma la dipendenza”. 

ph.cr. magnific

TAG: NICOTINA, E-CIGARETTE, TABACCO

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