Stato emergenza, Conte al Parlamento: inevitabile proroga. Indirizzo verso 31 ottobre
La proroga dello stato di emergenza è inevitabile e nel Consiglio dei ministri di oggi è emerso l'indirizzo di prorogare fino al prossimo 31 ottobre ma al momento non è stata adottata alcuna decisione
Sulla base di valutazioni squisitamente tecniche, la proroga dello stato di emergenza è inevitabile e nel Consiglio dei ministri di oggi è emerso l'indirizzo di prorogare fino al prossimo 31 ottobre ma al momento non è stata adottata alcuna decisione. Questo il messaggio del premier Giuseppe Conte, nel corso delle sue comunicazioni in Senato (domani alla Camera) su ulteriori iniziative relative all'emergenza Covid, in cui ha sottolineato: «Pur in assenza del vincolo normativo ritengo doveroso condividere con il Parlamento».
Senza proroga cesserebbero 38 ordinanze, anche di area sanitaria
«La dichiarazione dello Stato di emergenza è prevista dal codice di protezione civile - ha affermato Conte - la legittimità di queste previsioni è stata vagliata positivamente dalla Corte Costituzionale. Costituisce il presupposto per l'attivazione di una serie di poteri e facoltà necessari per affrontare con efficacia e tempestività le situazioni emergenziali. Tra i poteri fondamentale è il potere di ordinanza, che consente norme in deroga a ogni disposizione vigente, nei limiti indicati dalla dichiarazione di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico e dell'Unione europea». L'emergenza Covi, ha proseguito, ha «i tratti di un processo in continua e imprevedibile evoluzione che ancora oggi, seppure in misura contenuta e territorialmente circoscritta, non ha ancora esaurito i suoi effetti». E ha ricordato che «se lo stato di emergenza non fosse prorogato cesserebbe il coordinamento attribuito alla Protezione Civile, così come decadrebbe i poteri straordinari assegnati ai soggetti attuatori, che nella maggior parte dei casi sono i presidenti di Regione. Verrebbe a cessare la sua funzione anche il Comitato tecnico scientifico. A questo occorre aggiungere che al 31 luglio sono prorogati numerosi termini normativi di rango primario e secondario». In particolare, «cesserebbero di avere effetto le ben 38 ordinanze, di cui 4 al vaglio della Ragioneria, così come i conseguenti provvedimenti attuativi».
Dal Cts valutazioni squisitamente tecniche
«La proroga è inevitabile su basi di valutazioni squisitamente e meramente tecniche» ha spiegato il premier che arrivano dal Cts che ha segnalato che «sebbene la curva di contagi e l'impatto sul Ssn si siano notevolmente ridotti, ed è un dato che ci rinfranca, i numeri registrati dicono che il virus continua a circolare nel Paese. E la situazione internazionale resta preoccupante e ciò che accade nei Paesi a noi vicini ci impone un'attenta vigilanza». «Con la proroga dello stato di emergenza continueremo a mantenere in efficienza quel sistema dimisure che rendono il nostro Paese più sicuro a beneficio degli italiani ma anche degli stranieri che vogliano visitare il Paese.La scelta di prorogare lo stato di emergenza non può ritenersi lesiva della nostra immagine all'estero. Non vi è affatto questo rischio, anzi, è vero il contrario. L'Italia è vista da tutti come un Paese sicuro proprio grazie al sistema di monitoraggio e precauzione» messo in campo.
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