Vaccinazione antinfluenzale, Speranza: comunicazione ancora più forte. Iniziate richieste dei cittadini
Il ministro della Salute Roberto Speranza: "in questo momento ci sono 17 milioni di vaccini antinfluenzali, un numero più alto degli anni scorsi, e per molti soggetti a rischio sarà gratuito"
Il vaccino contro l'influenza lo consigliamo a tutti, soprattutto ai soggetti a rischio, l'età indicata quest'anno sarà abbassata ai 60 anni, è necessario che campagna di comunicazione quest'anno sia ancora più forte. C'è un tavolo aperto con Farmindustria e farmacisti e il tema è alla massima attenzione del Ministero. Lo ha ripetuto in più occasioni nei giorni scorsi il ministro della Salute Roberto Speranza, precisando in un intervento alla festa de Il Fatto Quotidiano che «in questo momento ci sono 17 milioni di vaccini antinfluenzali, un numero molto più alto rispetto agli anni scorsi. Abbiamo fatto una circolare che ha modificato la platea, sarà gratuito per molti soggetti a rischio».
A Bolzano iniziate le richieste dai cittadini. Farmacisti: pronti a dare una mano
E in alcune regioni sono già iniziate le richieste. Come riporta la stampa locale dell'Alto Adige, a Bolzano i cittadini si fanno avanti e, spiegano i medici, «vogliono sapere quando scatta la campagna antinfluenzale per essere i primi ad arrivare in ambulatorio. È anche chiaro che al tempo del Covid, con il distanziamento obbligatorio e l'adesione che si annuncia massiccia, dobbiamo giocare d'anticipo per organizzarci al meglio. Non possiamo creare assembramenti in sala d'attesa. al momento sappiamo solo che le dosi sono in arrivo, null'altro». A Bolzano i farmacisti sono già in campo per i test sierologici ai docenti e fanno sapere di essere «pronti a dare una mano». Matteo Bonvicini - presidente provinciale Federfarma afferma: «Abbiamo aiutato l'Asl con i test sierologici ai docenti, siamo certi di poter fare la nostra parte anche in questo caso». E aggiunge, con riferimento alla proposta di Fofi sulla figura del farmacista-vaccinatore: «Siamo convinti che difficilmente senza di noi sarà possibile garantire alla popolazione una copertura vaccinale adeguata visto tra il resto che la figura del farmacista-vaccinatore è già consolidata in molti paesi europei». Una proposta su cui aleggia il secco no dell'Ordine dei medici e sui cui anche i medici altoatesini ribadiscono le criticità: «Dopo ogni somministrazione di vaccino il paziente resta un tot di tempo in osservazione all'interno dell'ambulatorio. Oltre ad avere gli spazi, si deve sapere come intervenire. Cosa fa un farmacista se si trova di fronte ad una reazione allergica o ad un qualsiasi altro problema medico? Non posso pensare ad un possibile esercizio abusivo della professione». Mentre, aggiungono, i farmacisti potrebbero fare la loro parte distribuendo le dosi ai medici: «Fondamentale anche per riuscire a conservare in frigo le dosi». Bonvicini ricorda anche che resta sempre alta la preoccupazione per le persone non a rischio che rischiano di non poter contare sul vaccino. «Al momento - conclude - non abbiamo ancora notizie di forniture ai farmacisti».
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