Vaccino Johnson Johnson, Speranza: attesi chiarimenti su sospensione. La campagna prosegue
La scelta della Fda statunitense di sospendere il vaccino Johnson & Johnson e dell'azienda stessa di non immettere immediatamente il vaccino in commercio in Europa sono di natura precauzionale
La scelta della Fda statunitense di sospendere il vaccino Johnson & Johnson e dell'azienda stessa di non immettere immediatamente il vaccino in commercio in Europa sono di natura precauzionale e l'auspicio è di poter al più presto sciogliere questi nodi e usare anche questo vaccino che sarebbe il quarto disponibile in Italia dove "serve particolarmente". Queste le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto ieri in Rai, nella puntata di Porta a Porta, dopo la sospensione del vaccino J&J negli Usa a seguito delle segnalazioni di alcuni casi di eventi trombotici.
Dosi ferme in attesa di chiarimenti. Non sono molte la campagna porsegue
«Abbiamo fatto una riunione con i nostri scienziati - ha spiegato il ministro - anche con l'Agenzia del Farmaco Italiana, siamo in collegamento con l'Agenzia Europea e valuteremo nei prossimi giorni appena Ema e gli americani ci daranno notizie più formali, quindi definitive, su quale sarà la strada migliore. Io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante avendo la caratteristica di essere in una sola dose». Intanto le 184 mila dosi arrivate nello stesso giorno nell'Hub nazionale di Pratica di Mare non verranno distribuite. Uno stop confermato anche da Silvio Brusaferro presidente dell'Istituto superiore di sanità che a skyTG24 ha dichiarato: «Abbiamo preso atto dell'azione della compagnia Johnson & Johnson e le dosi verranno tenute in stand-by e verranno distribuite appena ci sarà chiarezza su questa situazione. Il numero delle dosi arrivate è contenuto e la campagna continua con maggior vigore.
Magrini (Aifa): casi rari ai limiti della valutabilità
Alle dichiarazioni fanno eco quelle dell'Aifa. Secondo il direttore generale Nicola Magrini «non cambia nulla. È una pausa per verificare l'origine di sei casi di trombosi su 7 milioni di dosi americane inoculate ma - afferma in un'intervista al Corriere - confidiamo nel via libera. Il sospetto è che siano simili a quelli osservati in Europa su 35 milioni di vaccinati. Sono episodi talmente infrequenti da essere ai limiti della valutabilità». Magrini, entrando nel merito, spiega che «fino a questo momento í sistemi di farmacovigilanza non hanno rilevato eventi di rarissime trombosi cerebrali con riduzione di piastrine collegabili a vaccini prodotti con la tecnologia dell'Rna messaggero, appunto Pfizer e Moderna. Quindi è plausibile pensare che il fenomeno sia limitato ai vaccini sviluppati con piattaforme virali. Però non ci sono dati che mostrano segnali in questa direzione». E sulle prossime azioni ha chiarito: «Agiremo tutti insieme, mi auguro. L'obiettivo comune è che tutto si risolva in tempi brevi. È ovvio che stiamo riflettendo su come ripartire una volta che verrà dato il via libera». La riflessione sarà su quale sarà la migliore modalità d'uso: «Potremmo discutere sulla possibilità di riservare anche queste dosi alle persone di età superiore ai 60 anni visto che i casi sono di nuovo concentrati sotto i 50 anni». Magrini si dice fiducioso: «La gente capirà che si tratta solo di un approfondimento. E necessario per la tranquillità di tutti comprendere la causa e la natura di eventi che non conosciamo - avverte - È la prima volta che vacciniamo così rapidamente centinaia di milioni di persone. In diverse regioni italiane i cittadini in coda per ricevere la dose. Sono certo che col passare dei giorni i dubbiosi seguiranno l'esempio di chi aderisce alla campagna comprendendo che è l'unico modo per difendersi dal virus. La presenza di una piccola percentuale di esitanti bisogna metterla».
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A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
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