Green pass, ok dall’Europa. Ecco le regole e le differenze con quello italiano
Il programma relativo al Certificato Covid digitale europeo si applicherà a partire dal primo luglio e resterà in vigore per 12 mesi
Il programma relativo al Certificato Covid digitale europeo si applicherà a partire dal primo luglio e resterà in vigore per 12 mesi. Ieri, il Parlamento europeo ha approvato una serie di risoluzioni che ne fissano le regole. Ora per l'entrata in vigore il testo - che ha ricevuto l'ok un'con ampia maggioranza (546 voti a favore, 93 contrari e 51 astenuti) - dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio, convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Ue. Sono nove per ora i paesi collegati al Gateway, la piattaforma comunitaria che raccoglie i dati di tutti i certificati, e per quanto riguarda l'Italia, dove è già attivo il green pass nazionale, «noi siamo pronti» ha dichiarato il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, «è questione di pochissimi giorni».
Disco verde dall'Europarlamento al green pass europeo. I prossimi passaggi
Per quanto riguarda i passaggi, da qui al primo luglio tutti i Governi europei, dovranno adeguare i propri sistemi in modo che sia confermata la interoperabilità e l'accessibilità dei dati da qualsiasi Paese. Il certificato dà la possibilità di muoversi all'interno dello spazio europeo senza quarantene. Il pass sarà composto da un QR code a lettura ottica, in formato cartaceo o digitale, ma occorrerà fare in modo che sia compatibile e verificabile in tutta Europa. I certificati emessi nei vari paesi verranno appunto inseriti nella piattaforma comunitaria, il Gateway.
Le regole e le differenze con la versione nostrana
Per quanto riguarda le regole, tutti i paesi devono accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri stati membri per i vaccini autorizzati da Ema, mentre saranno liberi di decidere se accettarne altri. Sulla durata, da quanto emerge dalle agenzie, sarà valido a partire da quattordici giorni dopo l'ultima dose di vaccino anti-Covid. Per quanto riguarda il tampone con esito negativo, questo va effettuato 48 ore prima dello spostamento. In merito poi alla guarigione dal Covid, si considerano 180 giorni. A tutti i documenti deve essere apposta firma digitale rilasciata dall'autorità nazionale, per la validazione. Al momento, come detto, i paesi già collegati al gateway sono Spagna, Germania, Grecia, Bulgaria, Lituania, Danimarca, Croazia, Polonia e Repubblica ceca, mente al pass hanno aderito anche Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein. Per quanto riguarda l'Italia, le prove tecniche erano già state effettuate, mentre a mancare, emerge dalle agenzie, è un ultimo passaggio, anche se le previsioni sono che nei prossimi giorni il tutto sarà operativo. Come si ricorderà, il sistema nostrano si appoggerà alla App IO, a cui si accede con Spid e CIE, e alla App Immuni.
Europa spinge per tamponi a prezzi calmierati ma dice no a restrizioni "locali"
A ogni modo, tra le risoluzioni approvate ieri dagli eurodeputati, c'è l'impalcatura di regole che dovranno permettere l'uscita dalle restrizioni agli spostamenti. In particolare, nessun Paese può imporre restrizioni aggiuntive alla circolazione a chi detiene un Certificato europeo, a meno che non siano necessarie e proporzionate alla necessità di tutela della salute pubblica. Solo nel caso in cui la circolazione del virus dovesse riprendere con intensità potranno essere adottate nuove misure. Ma tra i nodi aperti resta quello della privacy. Inoltre, i Paesi dell'Ue sono chiamati a garantire test e tamponi a prezzi non eccessivi e in quantità appropriate, e per questo la Commissione si è impegnata a mettere sul piatto 100 milioni di euro.
I nuovi orizzonti del Green pass italiano
Intanto, in Italia, dopo l'ok alla fiducia dalla Camera, è atteso in Senato il cosiddetto Decreto Aperture, in corso di conversione in legge, nel quale è confluito anche il quadro relativo al Green Pass nostrano. Questo, era il contenuto, è necessario per partecipare a cerimonie civili e religione, mentre è in atto in questi giorni la discussione sul suo utilizzo anche in discoteca. Nelle bozze di linee guida per una loro eventuale riapertura il certificato verte è stato previsto come requisito per l'accesso, anche se si dovrà trovare la quadra sulle altre misure, quali l'eventuale impiego di mascherine in pista e del distanziamento.
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A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
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