Covid-19. Circolare del Ministero: nuove indicazioni su singola dose per i guariti
Per le persone guarite dal Covid è sufficiente una singola dose di vaccino da somministrare preferibilmente entro i 6 mesi dalla guarigione. Le nuove indicazioni del Ministero della Salute
Nei soggetti guariti da Covid, indipendentemente dai sintomi avuti, è sufficiente una singola dose di vaccino, da somministrare "preferibilmente entro i 6 mesi" e comunque "non oltre 12 mesi dalla guarigione". È quanto stabilisce la circolare del Ministero della Salute annunciata ieri dal sottosegretario Costa.
Disguidi su completamento ciclo vaccinale
La decisione di emanare la circolare, aveva spiegato Costa è stata presa «sulla base delle nuove evidenze scientifiche relative alla durata della immunità». Ma anche per risolvere una questione pratica: «Molti cittadini che hanno contratto Covid e che facevano una dose di vaccino, avevano poi difficoltà ad ottenere il green pass, e ciò perché in alcune regioni la dose era somministrata magari dopo i sei mesi previsti. Quindi, la piattaforma del sistema non faceva generare il green pass dal momento che l'algoritmo prevedeva la vaccinazione per i guariti entro i sei mesi». Quindi se si vaccinavano a sei mesi e 1 giorno, il sistema «non riconosceva l'unica dose come ciclo completo - come è previsto che sia per i soggetti che hanno già contratto Covid - ma classificava in automatico quella vaccinazione come incompleta e necessitante di una seconda dose ai fini del green pass. Questo - aveva concluso Costa - è un problema che riguarda già qualche migliaio di cittadini e che ora risolveremo».
Le indicazioni per i guariti da Covid
La Circolare stabilisce che "è possibile considerare la somministrazione di un'unica dose di vaccino anti-Sars-CoV-2/Covid-19 nei soggetti con pregressa infezione da Sars-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica), purché la vaccinazione venga eseguita preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa e comunque non oltre 12 mesi dalla guarigione". E precisa che "per i soggetti con condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, in caso di pregressa infezione da Sars-CoV-2, resta valida la raccomandazione di proseguire con la schedula vaccinale completa prevista". Il Ministero, ribadisce che "come da indicazioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità, l'esecuzione di test sierologici, volti a individuare la risposta anticorpale nei confronti del virus, non è raccomandata ai fini del processo decisionale vaccinale".
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A cura di Simona Zazzetta
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