Obbligo tamponi calmierati, Federfarma: standardizza servizio. Da farmacie spirito di servizio verso cittadini
Obbligo a tamponi a prezzi calmierati standardizza il servizio sul territorio nazionale. Decisione accolta con spirito di servizio
La decisione del Governo di rendere obbligatoria, per le farmacie che eseguono test antigenici rapidi, l'adesione del Protocollo d'intesa sui prezzi calmierati, conferma il ruolo centrale delle farmacie, standardizza il servizio sul territorio nazionale ed è stata accolta con "spirito di servizio" dalla rappresentanza sindacale delle farmacie. Lo dichiara Federfarma in una nota, in cui ribadisce che le farmacie sono a sostegno dei cittadini e del Governo.
Governo certifica ruolo centrale delle farmacie
La decisione del Governo sottolinea il sindacato, "oltre a certificare il ruolo centrale riservato dal Governo alle farmacie per l'esecuzione di servizi a tutela della salute pubblica, realizza una sostanziale standardizzazione dei termini e delle condizioni per somministrare i test sull'intero territorio nazionale, come più volte auspicato proprio da Federfarma". Al Protocollo d'intesa sottoscritto lo scorso 5 agosto con il Ministero della Salute e il Commissario straordinario all'emergenza, hanno già aderito oltre 7.000 farmacie e Federfarma "intende adoperarsi per la piena realizzazione dell'iniziativa, che negli intenti del Governo serve a garantire i necessari parametri di sicurezza per la piena ripresa delle attività economiche"
Disposizioni del Protocollo su prezzi calmierati
Il protocollo d'intesa, siglata da Federfarma, Assofarm, FarmacieUnite, prevede la somministrazione dei test antigenici rapidi a costi calmierati, per venire incontro alle necessità della popolazione, e fissa specifici criteri di contribuzione alla spesa sulla base di priorità per fasce d'età. In particolare, la "remunerazione complessiva per le farmacie è di 15 euro (Iva esente) per ogni test eseguito" ma quando "la somministrazione del test è a favore di minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni", il costo a "carico degli utenti" dovrà essere entro "un massimo di 8 euro" - in questo caso ci sarà una copertura da parte pubblica di 7 euro -, mentre per la "popolazione di età maggiore o uguale a 18 anni" i costi per il cittadino saranno "nella misura di 15 euro". La "quota per le farmacie, a ogni modo, comprende i costi di approvvigionamento del test e del materiale di consumo (guanti, camici, Dpi), gli oneri di logistica, il rilascio delle certificazioni verdi e ogni altro onere accessorio, nonché l'atto professionale" e, per quanto riguarda il rimborso da parte pubblica, verrà erogato "a consuntivo". Centrale è l'utilizzo del Sistema tessera sanitaria: il "farmacista si impegna all'invio telematico al Sistema tessera sanitaria, anche per il tramite dei sistemi informativi regionali, dei dati dei test antigenici rapidi effettuati (specificando in particolare il codice della farmacia e il codice del test effettuato)". La "mancata trasmissione dei dati determinerà l'impossibilità di ricevere il contributo dello Stato previsto dal Protocollo di Intesa".
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A cura di Simona Zazzetta
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