Farmacisti
26 Novembre 2021«Le farmacie dell'Emilia-Romagna sono state le prime, a partire, nell'ottobre 2020, con la sperimentazione, finanziata dalla Regione, dei test sierologici gratuiti, rivolta agli studenti di ogni ordine e grado e ai loro familiari, nonni compresi. Sperimentazione poi estesa a caregiver e disabili. Quindi un bacino di utenza molto ampio. Siamo arrivati a fare 6/7.000 test al giorno. Ancora primi in Italia, il 21 dicembre scorso, siamo passati ai tamponi per le stesse categorie di cittadini: fino a giugno ne sono stati eseguiti circa 700.000, fino a quando poi la loro esecuzione è stata legata al rilascio del Greenpass e quindi da screening della popolazione, volto a evitare nuovi focolai, è diventata, un'altra cosa». Le farmacie che praticano tamponi sono circa 700.
Il presidente di Federfarma Emilia-Romagna e consigliere nazionale Achille Gallina Toschi ripercorre l'ultimo anno di emergenza sanitaria, sottolineando che la risposta delle farmacie regionali è stata superiore a ogni aspettativa.
La vera svolta a cui hanno condotto le campagne di test sierologici prima e di tamponi poi è stata «la possibilità per farmacie territoriali di partecipare al Progetto Sole (sanità on line) della Regione, ovvero la cartella sanitaria informatizzata da cui prima la farmacia non aveva accesso. Il farmacista inseriva l'esito del test nel Fascicolo sanitario elettronico del paziente e quest'ultimo, se risultato positivo, in poche ore veniva contattato dagli uffici di Igiene pubblica perché si sottoponesse a un tampone molecolare di controllo. Una collaborazione con Medici di medicina generale e aziende sanitarie molto proficua».
Quanto alla "rivoluzione" dei vaccini in farmacia, Gallina Toschi ricorda che in un primo momento l'amministrazione regionale ha preferito puntare solo sugli hub territoriali, del resto molto efficienti, e solo in seguito ha coinvolto le farmacie nella campagna di salute pubblica. «Siamo partiti a settembre di quest'anno, con una partecipazione di circa 270 farmacie, un quarto del totale. Ci aspettavamo forse qualcosa di più, ma si tratta della attività più impegnativa, con necessità anche di carattere logistico non indifferenti. E poi c'è la questione tempo e di un personale ad hoc. Ora siamo partiti anche con la somministrazione della terza dose e con i vaccini antinfluenzali, sono convinto che se questa diventerà una prassi, nei prossimi anni, l'adesione delle farmacie sarà molto più ampia».
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