Carenze di farmaci, tornano le segnalazioni dal territorio. Gli strumenti per le farmacie
Torna l'attenzione sulle carenze di farmaci: a riaccendere i riflettori sono alcune segnalazioni dalle farmacie, ma al tema è stato dedicato un convegno a FarmacistaPiù sul ruolo delle farmacie
Torna l'attenzione sulle carenze di farmaci, un fenomeno che va distinto dalle indisponibilità relative a distorsioni nel circuito distributivo e che risente degli impatti della crisi energetica ed economica. A riaccendere i riflettori sono alcune segnalazioni dalle farmacie, ma al tema è stato dedicato un convegno a FarmacistaPiù che ha messo in luce quanto i farmacisti possono fare per garantire continuità terapeutica ai pazienti, anche per esempio, attraverso la galenica.
Carenze di farmaci: tornano le segnalazioni delle farmacie
Si stanno susseguendo da vari territori e attori preoccupazioni relativi alle carenze e alle indisponibilità di medicinali. In una lettera di settimana scorsa Federfarma Napoli ha riacceso i riflettori sul tema, segnalando difficoltà per i farmacisti nel rispondere ai pazienti: «I medicinali arrivano a singhiozzo e in minimi quantitativi» riferisce un articolo di ieri di Repubblica e, anche per Marco Cossolo, presidente di Federfarma, «c'è discontinuità nella disponibilità. Le cause sono più d'una: costi produttivi, delle materie prime, di consegna. Le categorie a rischio sono variegate, paracetamolo, antidepressivi, antibiotici. L'attenzione è diretta anche alla carenza di ibuprofene, soprattutto di quello da 600 e da 800 e a problemi di approvvigionamento per la versione in sciroppo. Nella gran parte dei casi, si può comunque acquistare un generico». Tra i vari aspetti «la crisi internazionale ha determinato varie difficoltà, come la mancanza delle materie prime necessarie per produrre flaconi e tappi (alluminio, vetro, plastica per il confezionamento dei medicinali) ma anche la mancanza e il prezzo del carburante crea criticità».
Si prevedono aumenti per crisi economica e caro energia
Sul fenomeno delle carenze un quadro è emerso dal convegno "Il ruolo essenziale della galenica nella gestione delle carenze nel mercato farmaceutico" che si è tenuto a FarmacistaPiù. «La lista dei farmaci carenti» è stato uno dei punti toccati da Domenico Di Giorgio, dirigente dell'Area Ispezioni e Certificazioni dell'Aifa, «per i quali c'è un problema di tipo produttivo - a differenza delle indisponibilità che riguardano distorsioni del sistema distributivo - conta circa 2000 record e risulta in costante aumento. Va detto però che nella maggior parte dei casi i prodotti hanno analoghi sul mercato, che possono essere utilizzati come alternative terapeutiche. All'interno della lista, tuttavia, c'è un gruppo più ristretto di farmaci - circa 150-200 referenze - che sono quelli su cui è più alta l'attenzione perché non hanno analoghi sufficientemente significativi sul mercato nazionale. Su questi viene attivato uno degli strumenti di cui disponiamo per la gestione delle carenze che è l'autorizzazione dell'import. Ma, va detto, sono circa una ventina quelli che effettivamente vengono importati in quanto, a detta dei clinici, privi realmente di alternative. Il problema effettivo, quindi, è circoscritto, mentre il numero di casi più complessi, su cui va costruita una soluzione nuova, sono circa 4-5 all'anno. Oggi le aziende sono sottoposte a una situazione di stress economico, determinato dal caro energia, dall'inflazione, dalle difficoltà di approvvigionamento di materiali di vario tipo, dalle tensioni della guerra. In questo contesto l'aspettativa è che problematiche relative a carenze possano aumentare ulteriormente».
Fondamentale una gestione coordinata e una corretta comunicazione
Le carenze infatti «possono avere origini di vario tipo. Di fondo, in molti casi, si rileva un fattore economico, anche se alla base ci sono problematiche che hanno varie caratteristiche tecniche. La carenza può derivare per esempio da una qualche criticità sulla fornitura del principio attivo o relativa all'approvvigionamento di un qualche ingrediente, può essere legata a strategie commerciali, così come a una capacità produttiva inferiore rispetto a un aumento inaspettato consumi. È stato il caso dell'idrossiclorochina: quando è diventata di interesse per le terapie anti Covid sperimentali, ha visto un picco della domanda superiore al quantitativo immesso sul mercato per l'uso principale a cui è destinata. Ci possono essere, poi, carenze dovute a ragioni regolatorie oppure quelle legate ad emergenze, che hanno ripercussioni su tutta la filiera e sugli altri prodotti, come per esempio è stato il caso degli anestetici durante le prime fasi del Covid-19. C'è comunque un elemento da rilevare: «La comunicazione può essere un importante strumento di risoluzione così come un fattore che alimenta il problema. Basti pensare al questran: si è trattato di una carenza di difficile gestione ma, anche quando il prodotto è tornato su mercato, si sono determinati fenomeni di accaparramento da parte dei pazienti spinti da un continuo allarme».
Tra gli strumenti per far fronte alle carenze anche la galenica. Necessaria standardizzazione
Una riflessione è andata poi a un altro strumento utile per la gestione delle carenze che mette l'accento sul ruolo del farmacista: la galenica. «La galenica» ha detto Paola Minghetti, presidente Sifap, «permette al paziente di avere a disposizione un farmaco, a cui altrimenti non riuscirebbe ad avere accesso. Da sempre, riteniamo che abbia valore laddove, per una qualche ragione, vi sia mancanza del prodotto a livello produttivo-industriale. La galenica quindi diventa particolarmente utile in pediatria, in riferimento a dosaggi non disponibili sul mercato, per le malattie rare. Solo raramente è stato necessario ricorrervi in caso carenze, come invece è successo con crescente frequenza in questi ultimi due anni. Oggi, la galenica è una delle attività fondamentali per garantire l'accesso al farmaco e la continuità terapeutica e le preparazioni sono infatti aumentate. In questo contesto, un ruolo importante per le farmacie di comunità lo hanno avuto le società scientifiche - Sifap e Sifo - che hanno cercato di essere al fianco degli operatori attraverso un'analisi della letteratura, con studi sperimentali ma soprattutto mettendo a disposizione procedure standardizzate finalizzate ad omogeneizzare l'intervento e a garantire un prodotto di elevata qualità».
La Corte di giustizia dell’Unione europea chiarisce che le preparazioni galeniche officinali non sono soggette alla direttiva sui medicinali e quindi non richiedono Aic, ma conferma che gli Stati...
E' stato esaminato il caso di un farmacista che aveva continuato a esercitare durante la sospensione per mancato obbligo vaccinale. Il Tribunale chiarisce il perimetro del reato di esercizio abusivo...
Quando un Comune cede una farmacia comunale trasformandola in farmacia privata, la procedura di vendita può essere aperta solo ai soggetti che la legge ammette come titolari di farmacia privata. Il...
Una nota del ministero della Salute sui totem touchscreen e le nuove linee guida Aifa sui medicinali senza obbligo di prescrizione sono al centro di una analisi giuridica pubblicata da Sediva...
A cura di Simona Zazzetta
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
AZIENDE
Il nuovo tool per calcolare l’impatto della Nuova Remunerazione
Dal 7 aprile 2026 entrano in vigore le nuove disposizioni della legge annuale sulle Pmi che prevedono l’obbligo di informare i lavoratori sui rischi del lavoro agile