Covid-19, aumenta il rischio di malattia cardiovascolare e morte nel breve e nel lungo periodo
Con il Covid aumenta il rischio di malattia cardiovascolare e morte di 81 volte nelle prime tre settimane dalla diagnosi e resta più elevato di cinque volte fino a 18 mesi dopo l'infezione
Il COVID-19 è associato a un più alto rischio di malattia cardiovascolare e morte nel breve e nel lungo periodo, almeno secondo uno studio pubblicato su Cardiovascular Research da un team dell'Università di Hong Kong e secondo il quale, in particolare, rispetto alle persone che non hanno contratto l'infezione, quelli con la malattia hanno un rischio più elevato di 81 volte di morire nelle prime tre settimane dall'infezione e il rischio resta cinque volte più alto fino a 18 mesi dopo.
Le evidenze raccolte su soggetti non vaccinati
Il team ha confrontato l'insorgenza di malattie cardiovascolari e morte tra i pazienti infettati e quelli senza infezione reclutando più di 7.500 persone con COVID-19, che avevano avuto una diagnosi tra metà marzo e fine novembre 2020. I dati sono stati raccolti usando la UK Biobank e lo studio si è svolto prima che fossero introdotti i vaccini nel Regno Unito, per cui tutti gli individui non erano immunizzati contro il virus.
I dati raccolti dalle persone con COVID-19 sono stati confrontati, quindi, con quelli ricavati da due gruppi che includevano, ciascuno, più di 70mila persone che corrispondevano per età, indice di massa corporea, problemi cardiovascolari, diabete, elevata pressione sanguigna, sesso, abitudine al fumo e altri fattori con quelle che erano risultate positive al virus SARS-CoV-2. Questi due gruppi comprendevano persone che non avevano avuto il COVID-19, nello stesso periodo di studio, e altri soggetti i cui dati erano disponibili già prima della pandemia.
In particolare, il team ha analizzato dati quali fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca, malattia coronarica, morte per cause cardiovascolari, morte per qualsiasi causa, infarto del miocardio e ictus. Inoltre, i ricercatori hanno valutato le associazioni di questi eventi nella fase acuta della malattia, entro 21 giorni dalla diagnosi di COVID-19, e nella fase post acuta, dopo 22 giorni dalla diagnosi e fino a 18 mesi.
L'effetto dell'infezione sul rischio di malattie cardiovascolari e morte
Rispetto alle due coorti non infettate, sia quella contemporanea ai soggetti con COVID-19 che quella con dati precedenti, i ricercatori hanno trovato che le persone con l'infezione avevano una probabilità di circa quattro volte più alta di sviluppare eventi cardiovascolari maggiori in fase acuta e il 40% in più di probabilità nella fase post-acuta. Infine, le persone con COVID-19 grave avevano una maggiore probabilità di sviluppare eventi cardiovascolari maggiori o morte rispetto alle persone con COVID-19 non grave.
"Ricerche precedenti hanno mostrato che la vaccinazione contro il COVID-19 può prevenire complicanze della malattia. Ulteriori studi sono necessari per capire l'efficacia dell'immunizzazione nel ridurre la malattia cardiovascolare e la morte dopo l'infezione da COVID-19 nei pazienti con vaccinazione, rispetto a quelli senza", ha dichiarato l'autore senior della ricerca, Ian Chi Kei Wong.
Sabina Mastrangelo
Fonte:
Eric Yuk Fai Wan et al., Cardiovascular Research (2023); doi: 10.1093/cvr/cvac195
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A cura di Simona Zazzetta
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