Ispezioni in sanità, le contestazioni più frequenti per le farmacie. Adempimenti per evitare sanzioni
Le ispezioni in ambito sanitario sono frequenti e nelle farmacie ci sono alcune casistiche che, con maggiore frequenza, sono causa di sanzioni da parte delle Asl
Le ispezioni in ambito sanitario sono frequenti e, per quanto riguarda le farmacie, non mancano dubbi su come gestire al meglio l'operatività per evitare il rischio di incorrere in sanzioni. Di recente, oggetto di una intensa attività di controllo sono stati alcuni studi di medici di medicina generale e pediatri, mentre da parte delle farmacie viene segnalata nello specifico una casistica che, con maggiore frequenza, è al centro di sanzioni da parte delle Asl.
Ispezioni dei Nas: al centro ambulatori medici che detenevano anche farmaci scaduti
Tra le attività di inizio anno dei Nas, di concerto con il Ministero della Salute, ci sono state ispezioni, condotte su tutto il territorio nazionale, presso gli studi medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, "per svolgere una verifica generale sulla corretta conduzione dell'ambulatorio" si legge in una nota. A essere ispezionati sono stati "complessivamente 1.838 studi di Medici di Medicina Generale e pediatri convenzionati, dei quali 251 hanno evidenziato non conformità (pari a circa il 14%), rilevando 308 tra irregolarità penali ed amministrative. Le non conformità più frequenti, pari al 65% delle violazioni contestate, hanno riguardato carenze igienico/strutturali degli ambienti destinati alle visite, come la presenza di attrezzature non idonee all'uso medico, impiego di locali diversi da quelli dichiarati o privi di sufficiente areazione". Ma i controlli hanno determinato anche "il sequestro complessivo di oltre 650 confezioni di farmaci scaduti di validità. Presso due ambulatori in provincia BAT, erano detenute decine di confezioni di medicinali prive di bollino, la cui destinazione è in corso di accertamento". In provincia di Trento, "all'interno dell'ambulatorio sono state rinvenute 50 confezioni di medicinali, anche parzialmente utilizzate, con data di scadenza superata, mischiati con altri prodotti della stessa tipologia in regolare corso di validità". Mentre presso un altro studio medico sono state sequestrate 11 confezioni di medicinali, oltre a dispositivi medici, integratore alimentare e presidi medico chirurgico con data di scadenza superata". Inoltre, "a seguito dei controlli svolti presso due studi medici della provincia di Barletta-Andria-Trani, sono state rinvenute e sottoposte a sequestro complessivamente 59 confezioni di specialità medicinali, tutte prive del bollino farmaceutico, del valore complessivo di euro 700".
La situazione delle farmacie: segnalata una casistica ricorrente
Sul fronte delle farmacie, di recente da parte di Federfarma Roma viene segnalata in particolare una contestazione che ricorre di frequente. Alcune Asl "continuano a contestare la mancata comunicazione relativa al personale laureato neo assunto o all'eventuale cessazione di rapporti di lavoro". Si tratta di un adempimento che, "nonostante risulti datato e superato dalle interconnessioni attive tra i vari uffici pubblici, resta pienamente vigente e quindi la sanzione, in caso di violazione, che va da un minimo di 1.549,37 euro a un massimo di 9.296,22 euro e che di norma si attesta a circa 3 mila euro, non è opponibile".
Le contestazioni più frequenti sulle ricette
Ma quali sono le contestazioni più frequenti rilevate in sede ispettiva nei riguardi delle farmacie? Interessante al riguardo è il vademecum predisposto sempre da Federfarma Roma, che ripercorre le principali casistiche relative alle attività delle commissioni per il controllo delle ricette e quelle di vigilanza e fornisce indicazioni operative e suggerimenti per evitare di incorrere in contestazioni. Nel dettaglio, in merito alle prescrizioni, le casistiche più frequenti riguardano "le ricette spedite oltre la data di validità - secondo quanto previsto dalla Convenzione, ai fini della spedizione in regime convenzionale, la validità della ricetta è di 30 giorni, escluso quello di emissione". Ci sono poi le "ricette (o promemoria) mancanti delle fustelle dei farmaci erogati. In questo caso, la mancata applicazione della fustella comporterà il mancato pagamento del farmaco". Laddove invece le "ricette siano senza timbro o firma del medico queste verranno riconsegnate alle farmacie per la regolarizzazione e dovranno essere restituite entro 30 giorni dalla data di ricezione". C'è poi il caso delle "ricette con Nota AIFA mancante o difforme: in questa situazione, la farmacia dovrà verificare che sia presente la nota anche se difforme. La ricetta in assenza della nota rende il farmaco a pagamento Classe C".
Sul fronte delle comunicazioni relative alle attività dei Nas, a parte l'ultimo periodo che è stato caratterizzato per lo più da segnalazioni legate alla gestione del Covid-19, andando a scorrere le note, tra le infrazioni che compaiono vi è anche la mancata indicazione del codice fiscale del paziente sulla prescrizione medica di farmaci uso umano", ma anche "la mancanza di strumenti obbligatori e fogli di lavorazione per le preparazioni galeniche".
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A cura di Simona Zazzetta
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