Farmacisti
15 Settembre 2023 Il Consiglio di Stato è intervenuto sull’attribuzione della qualifica di direttore di farmacia comunale gestita dal Comune non direttamente

Con l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale le farmacie pubbliche e private, sono state inquadrate come parte integrante del Servizio stesso, il quale, previo convenzionamento, se ne avvale per erogare l'assistenza farmaceutica alla popolazione. Come ha osservato la giurisprudenza del Consiglio di Stato si è in presenza di un servizio pubblico di natura economica ed è proprio l'interesse pubblico che giustifica la previsione della possibilità di gestione delle farmacie da parte dei Comuni nel cui territorio le stesse sono ubicate.
Da farmacista collaboratore a direttore se in servizio in possesso dei titoli necessari
La Legge ha previsto forme diverse di gestione da parte degli enti territoriali, stabilendo che i Comuni possono assumere la titolarità della farmacia e gestirla in economia, a mezzo di azienda speciale o di consorzi tra enti territoriali oppure «a mezzo di società di capitali costituite tra il comune e i farmacisti che, al momento della costituzione della società, prestino servizio presso farmacie di cui il comune abbia la titolarità. All'atto della costituzione della società cessa di diritto il rapporto di lavoro dipendente tra il comune e gli anzidetti farmacisti».
Qualora la farmacia venga gestita dal Comune non direttamente, bensì per il tramite di un soggetto giuridico diverso, la qualificazione dei rapporti che si instaurano con i dipendenti deve tener conto della diversa soggettività e della diversa natura giuridica, rispetto all'ente locale, del datore di lavoro, il quale è soggetto di diritto privato, con la conseguenza che il rapporto medesimo non può essere qualificato di impiego pubblico ed esula dall'ambito di applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001. Si è detto, infatti che il rapporto di lavoro alle dipendenze delle società a controllo pubblico non è disciplinato dal D.Lgs. n. 165 del 2001 in materia di pubblico impiego, bensì dalle norme del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro alle dipendenze di privati, che trovano applicazione in assenza di specifiche disposizioni derogatorie.
Ne consegue l’applicabilità della disciplina codicistica anche in materia di mansioni superiori al rapporto privatistico instaurato e la possibilità di attribuzione della qualifica di direttore al farmacista collaboratore già in servizio in possesso dei titoli necessari che sia stato assegnato dal datore all’espletamento delle relative mansioni superiori ove detta assegnazione si sia protratta oltre i termini previsti dall’art. 2103 del Codice civile.
Per approfondire Cassazione civile 01.09.2023 su www.dirittosanitario.net
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
10/04/2026
La Corte di giustizia dell’Unione europea chiarisce che le preparazioni galeniche officinali non sono soggette alla direttiva sui medicinali e quindi non richiedono Aic, ma conferma che gli Stati...
A cura di Redazione Farmacista33
30/03/2026
E' stato esaminato il caso di un farmacista che aveva continuato a esercitare durante la sospensione per mancato obbligo vaccinale. Il Tribunale chiarisce il perimetro del reato di esercizio abusivo...
A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
13/03/2026
Quando un Comune cede una farmacia comunale trasformandola in farmacia privata, la procedura di vendita può essere aperta solo ai soggetti che la legge ammette come titolari di farmacia privata. Il...
A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
05/03/2026
Una nota del ministero della Salute sui totem touchscreen e le nuove linee guida Aifa sui medicinali senza obbligo di prescrizione sono al centro di una analisi giuridica pubblicata da Sediva...
A cura di Simona Zazzetta

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)