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02 Ottobre 2026

Professioni sanitarie, riforma Cceps: un decreto legge per abbreviare il contenzioso disciplinare

Il presidente di Salutequità Tonino Aceti in audizione alla Camera sulla  riforma della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie: necessario un decreto legge per risolvere i procedimenti pendenti

di Redazione Farmacista33


camera deputati

Valutare un provvedimento urgente per aggredire subito l’arretrato e i casi più gravi, mentre prosegue l’iter della riforma strutturale. Tempi certi e brevi per giudizi su sospensioni e radiazioni, attenzione a terzietà e conflitti di interesse, dati pubblici e verifica dei risultati. 

Questa la posizione espressa da Tonino Aceti, presidente di Salutequità, in Commissione Giustizia della Camera, nel corso dell’audizione sul Disegno di legge di riforma della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps).

Secondo le ultime rilevazioni sono 896 i procedimenti pendenti al 2024, oltre 600 dei quali risalgono al periodo 2017-2022, con casi che riguardano anche sospensioni e radiazioni dall’albo e tempi di definizione che possono protrarsi per anni. Una situazione che può avere conseguenze anche sulla sicurezza delle cure e sulla tutela della salute dei cittadini. Di conseguenza, per Salutequità, occorre chiedersi se sia sufficiente attendere i tempi ordinari di approvazione di un Disegno di legge o se, prima e parallelamente alla riforma strutturale, non sia necessario un intervento immediato con decreto legge per abbattere l’arretrato, dare priorità ai procedimenti più delicati ed evitare che i ritardi continuino a produrre effetti negativi. 

“Il Ddl affronta finalmente in maniera strutturale un problema reale”, sottolinea Aceti, “ma è lo stesso quadro descritto dal provvedimento a evidenziare l’urgenza dei tempi. La relazione illustrativa richiama criticità strutturali e paralisi operativa, centinaia di procedimenti arretrati e situazioni critiche che possono riguardare anche sospensioni e radiazioni. E la tutela della salute non può attendere che si concluda l’intero iter della riforma. Per questo è opportuno valutare la fattibilità di un decreto legge che introduca immediatamente le misure indispensabili per ridurre l’arretrato e accelerare i procedimenti maggiormente rilevanti per la sicurezza delle cure, lasciando al Ddl il compito di ridisegnare stabilmente organizzazione e funzionamento della Commissione». 

Aspetti positivi della riforma

Tra gli interventi strutturali previsti dal Ddl, Salutequità considera particolarmente rilevante e positivo il superamento della sospensione automatica degli effetti della sanzione. La modifica può ridurre il rischio che provvedimenti gravi restino di fatto inefficaci per anni, ma deve essere accompagnata da tempi certi e brevi per la fase cautelare e per la decisione definitiva. Non tutti i ricorsi, inoltre, hanno lo stesso potenziale impatto sulla salute: da qui la proposta di assicurare particolare tempestività alle controversie relative a sospensioni, radiazioni e alle situazioni più rilevanti per la sicurezza delle cure, nel pieno rispetto delle garanzie processuali. 

Un secondo capitolo riguarda la trasparenza. I Massimari pubblicati dal Ministero consentono di conoscere gli orientamenti della Cceps, ma non permettono da soli di valutare quanto il sistema sia efficiente e tempestivo. Salutequità propone quindi una relazione pubblica annuale al Parlamento che renda conoscibili almeno il numero dei ricorsi ricevuti e definiti, i procedimenti ancora pendenti, l’anzianità dell’arretrato, i tempi medi e mediani di decisione, le sospensioni e radiazioni impugnate, i tempi delle fasi cautelari, gli esiti aggregati e l’andamento rispetto all’anno precedente. 

Salutequità pone inoltre il tema della terzietà e della gestione dei conflitti di interesse, indicando tra i possibili rafforzamenti la dichiarazione dei conflitti, gli obblighi di astensione, la trasparenza sulla composizione dei collegi, un’adeguata motivazione delle decisioni e la pubblicazione anonimizzata degli orientamenti.

Ma il contenzioso disciplinare, secondo Salutequità, può diventare anche uno strumento di prevenzione. Le informazioni aggregate e rese anonime che emergono dai procedimenti potrebbero contribuire a individuare fenomeni ricorrenti legati a comportamenti professionali, carenze formative o problemi organizzativi e accrescere, nel rispetto delle competenze e della privacy, le attività di risk management, formazione e prevenzione degli eventi avversi.

TAG: COMMISSIONE CENTRALE PER GLI ESERCENTI LE PROFESSIONI SANITARIE - CCEPS, CODICE DEONTOLOGICO, CAMERA DEI DEPUTATI

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