Orari e chiusure domenicali, riprende la discussione alla Camera
Riparte la discussione sulla liberalizzazione degli orari e le aperture domenicali in Commissione Attività produttive della Camera, con una nuova calendarizzazione del dibattito
La discussione sulla liberalizzazione degli orari e le aperture domenicali torna sotto i riflettori: il cantiere sulla proposta di rivederle per gli esercizi commerciali riprende in Commissione Attività produttive della Camera, con una nuova calendarizzazione del dibattito, all'ordine del giorno nel pomeriggio di oggi. La discussione era stata avviata durante il cosiddetto Conte 1 e tra Lega e M5S era in corso una nuova definizione della disciplina. Alla base c'erano sei proposte di diversa provenienza, presentate dal maggio 2013 a ottobre 2018, che miravano, pur in differenti modalità, a introdurre restrizioni alla liberalizzazione degli orari. L'iter si era di fatto arenato poco prima della crisi di Governo di questa estate e il provvedimento non era più entrato nel dibattito. Ora, toccherà alla nuova maggioranza trovare una quadra tra le diverse posizioni, ma intanto, da quanto si apprende, la discussione è stata messa anche all'ordine del giorno della riunione di oggi pomeriggio, in sede referente, della Commissione Affari produttivi della Camera.
Farmacie escluse
Per ora, almeno dai documenti disponibili in Commissione e dalle dichiarazioni dei parlamentari sulla stampa, non ci sarebbe alcun riferimento a un'intenzione di rivedere, a livello nazionale, la liberalizzazione di orari e turni delle farmacie né proposte di modifica alle norme, tra cui quella Cresci Italia o della Legge Concorrenza che ne hanno definito i contorni. Ma già in occasione della prima presentazione dei progetti di legge durante il cosiddetto Conte 1 da alcune parti della categoria erano partite istanze per cogliere il treno offerto dal dibattito aperto nella direzione di rivedere la liberalizzazione anche nel settore. Ma c'era anche chi temeva che un colpo di spugna alla liberalizzazione degli orari avrebbe potuto fornire un assist all'e-commerce.
La proposta Lega-M5S
A ogni modo, per quanto riguarda la precedente proposta, di cui era relatore Andrea Dara e su cui era ancora in corso il lavoro di sintesi tra le diverse componenti politiche, sociali e produttive, si prevedeva un tetto massimo alle aperture domenicali, 26 su 52, e di 4 festività, con decisioni demandate a Regioni e enti locali. Nelle zone turistiche l'idea era di dare attenzione ai picchi di stagionalità, con la possibilità da parte delle Regioni di concentrare le aperture in determinati periodi. Deroghe anche nei centri storici, con la possibilità di aprire tutte le domeniche, eccetto le Festività. Possibilità di restare aperti poi ad alcune tipologie come rivendite di generi di monopolio. Per eventuali violazioni delle disposizioni, si prevedevano sanzioni amministrative da 10.000 a 60.000 euro e in caso di recidiva un raddoppio. I proventi sarebbero stati destinati al contrasto dell'abusivismo commerciale e ad azioni di promozione del decoro urbano.
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A cura di Redazione Farmacista33
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