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Farmacisti

28 Febbraio 2020

Coronavirus, non titolari: farmacisti garantiscono assistenza. Dannosa la corsa a mascherine


La corsa alle mascherine che si è generata da domenica non è utile per la popolazione generale, è dannosa anche perché rischia di rendere indisponibili tali presidi di protezione individuale per gli operatori sanitari sul campo

La corsa alle mascherine che si è generata a partire, in particolare, da domenica, oltre a non essere utile per la popolazione generale, è anche dannosa perché rischia di rendere indisponibili tali presidi di protezione individuale per gli operatori sanitari sul campo che si interfacciano a persone con positività al nuovo Coronavirus o a rischio, con ricadute per la stessa assistenza e la tutela della salute dei cittadini. È questa la raccomandazione che Marco Cossolo, presidente di Federfarma, dai microfoni di Unomattina di oggi, ha lanciato ai cittadini. Una preoccupazione su cui, ieri, anche la Fimmg, il Sindacato nazionale dei medici di medicina generale, è intervenuta, facendo presente che ci sono 17 medici di famiglia in meno sul territorio (uno malato, uno positivo al virus e 15 in quarantena), con una scopertura per 30.000 pazienti, e che «senza dispositivi di protezione c'è il rischio che i contagi crescano». Intanto, sono diversi i farmacisti «che ci segnalano assenza di mascherine del tipo FFP3 per chi sta al banco e continua a fare il suo lavoro, che è anche quello di prestare consigli, avere contatti con i cittadini, misurare la pressione, se necessario, e così via» segnala Francesco Imperadrice, presidente del Sinasfa, il Sindacato nazionale farmacisti non titolari.

Corsa alle mascherine è dannosa: servono agli operatori sanitari

Le mascherine utili in questa situazione sono «quelle FFP3, filtro facciale antiparticella di tipo 3» ha detto questa mattina Marco Cossolo, «che filtrano il 78% delle particelle e garantiscono la protezione. Sono utili, però, soltanto agli operatori sanitari che si interfacciano con persone malate o presumibilmente a rischio di essere state infettate, mentre non servono alla popolazione generale per muoversi nelle città. Faccio una raccomandazione ai cittadini: la corsa alle mascherine è inutile e rende indisponibile la protezione per gli operatori sanitari mettendoli a rischio», con una ripercussione del rischio stesso sulle «persone».
Intanto, nella conferenza stampa di ieri, il Commissario per l'emergenza della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha comunicato che il dipartimento «ha già reso disponibile oltre 35mila mascherine in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte» e nella giornata di oggi l'Italia ha inoltrato la richiesta alla Ue per la fornitura di mascherine protettive.

I farmacisti al banco continuano ad assistere i cittadini

Ma nel frattempo, «sono diversi» racconta Francesco Imperadrice «a segnalarci carenze di mascherine in varie zone. Tra i colleghi, c'è chi è più preoccupato e chi lo è di meno, come è normale, ma non si può trascurare il fatto che i farmacisti continuino a fare il loro lavoro al banco, che è fatto anche di consigli e di tutti quei servizi al paziente che in alcuni casi non possono essere rimandati». Mascherine a parte, «i colleghi segnalano comunque che l'attenzione nei riguardi del farmacista al banco dovrebbe essere più alta e rilevano che anche le norme previste per la gestione dell'attuale situazione, tipo quella di evitare il contatto ravvicinato con chi presenta sintomi di problemi respiratori, sono, per quello che è il nostro lavoro, difficili da realizzare, o comunque non sempre possibili». Preoccupazioni particolari poi «ci arrivano da donne in gravidanza o neo mamme, che si chiedono anche se non vi siano strumenti di tutela per il rientro al lavoro o se questo possa essere differito». Per quanto riguarda «le zone a rischio potrebbe poi essere utile dotare le farmacie di rilevatori elettronici di temperatura. Il soggetto con la temperatura potrebbe essere informato e orientato su eventuali prassi da seguire con una brochure dedicata».

Farmacisti siano coinvolti nelle decisioni

I farmacisti sono spesso il primo accesso per i cittadini e, come segnalato anche dal Conasfa, nel suo intervento di oggi, «i questi giorni di emergenza i Farmacisti stanno svolgendo, come sempre con professionalità e passione, un prezioso ruolo di front office al servizio di cittadini sempre più allarmati. Spesso vi è difficoltà a contattare il medico e i cittadini prendono d'assalto le farmacie in cerca non solo di mascherine ma anche e soprattutto di rassicurazioni e di informazioni dando fiducia a noi farmacisti che con il nostro operato siamo sempre a disposizione della collettività». Anche per questo ruolo «desta un certo stupore che ai vari tavoli, dove si decide la gestione dell'emergenza coronavirus, non si trovino i rappresentanti dei farmacisti. L'auspicio è che tutte le categorie che si trovano in prima linea siano coinvolte dalle istituzioni». Dal Conasfa parte anche l'invito «a tutti i colleghi a segnalare eventuali problemi e criticità. Allo stesso tempo, vorremmo raccogliere ogni suggerimento dai colleghi sulla base della loro esperienza maturata in questi giorni di crisi per comunicarle alle varie istituzioni con spirito di collaborazione ed eventualmente per verificare protocolli anche per situazioni future».

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, FARMACIE, FARMACISTI COLLABORATORI, COVID-19, SARS-COV-2, MASCHERINE

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