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Farmacisti

16 Marzo 2020

Covid-19, Sinasfa: per sicurezza in farmacia aggiornare Documento di valutazione rischi


Farmacisti dipendenti: per la sicurezza in farmacia aggiornare il Documento di valutazione dei rischi su esposizione ad agenti biologici

I colleghi farmacisti sono invitati a chiedere ai propri titolari l'osservanza delle misure di sicurezza emanate dal Governo per l'emergenza Covid-19, "soddisfatte solo lavorando a battenti chiusi" e i colleghi con ruolo di Rls (Responsabile dei lavoratori per la sicurezza) sono invitati a far redigere un nuovo Dvr (Documento di valutazione dei rischi) e a farlo registrare come impone la legge su un supporto informatico, con data e firma certa, del datore di lavoro, del Rspp e del Rls. Queste le indicazioni fornite dal Sinasfa Sindacato nazionale farmacisti non titolari, contenute in una nota stampa firmata dal presidente Francesco Imperadrice.

Aggiornare Dvr su esposizione ad agenti biologici

Secondo Sinasfa la sicurezza si ha quando non c'è "nessuna possibilità di venire in contatto diretto con il cliente" e quanto tutto il personale è dotato di "mascherine e guanti protettivi".
Imperadrice riporta che diversi "colleghi segnalano il montaggio di pannelli protettivi in vario materiale e la facoltà data da diverse regioni di poter lavorare a battenti chiusi laddove non sia possibile garantire la sicurezza del personale". Tuttavia, prosegue, in entrambi casi, la facoltà di valutare e di decidere "se operare a battenti aperti o chiusi e se i pannelli protettivi siano sufficienti o meno per proteggere il personale, non può essere data a discrezione, in base a valutazioni personali del titolare o del responsabile dell'esercizio". Secondo il Sinasfa "in questo momento il datore di lavoro in collaborazione con il medico competente e il responsabile del servizio di protezione e prevenzione vista l'emergenza coronavirus debba aggiornare il documento (Dvr) per la valutazione dei rischi valutando il rischio di esposizione ad agenti biologici e adottare le misure del caso. (Direttiva della direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute del 03/02/2020)"

Rspp responsabile anche a livello giuridico

Il sindacato dei non titolari richiama i riferimenti di legge per le iniziative: "In base all'Accordo Stato Regioni del 21.12.2011 i lavoratori devono essere informati su tutte le situazioni di possibili danni ed infortuni presenti nel luogo di lavoro, oltre che sulle eventuali procedure di prevenzione e protezione. La norma di riferimento è il D. Lgs. N. 81 del 09.04.2008 e ss. mm., ovverosia il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, che disciplina la materia. Applicato all'ambito che a noi interessa - sottolinea Imperadrice - il decreto statuisce che in ogni farmacia c'è un rappresentante dei lavoratori, Rls (Responsabile dei lavoratori per la sicurezza) che ha il compito di rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro e un soggetto designato al ruolo di Rspp (Responsabile del servizio di protezione e di prevenzione) che può essere un dipendente, un soggetto esterno o anche il titolare dell'esercizio che ha il compito di individuare i diversi fattori di rischio presenti all'interno della farmacia". L'Rspp "ha completa autonomia operativa ed è responsabile anche a livello giuridico".

Chiedere ai titolari osservanza delle misure e segnalare inosservanze

Sinasfa invita i colleghi, a chiedere ai propri titolari l'osservanza delle misure di sicurezza emanate dal Governo, che, si legge nella nota, "possono essere soddisfatte solo lavorando a battenti chiusi". E invita tutti i colleghi Rls a far redigere un nuovo Dvr (documento di valutazione dei rischi) e a farlo registrare come impone la legge su un supporto informatico, con data e firma certa, del datore di lavoro, del Rspp e del Rls.
"Invito i colleghi - scrive Imperadrice - che ritengono che non vengano osservate le misure di sicurezza all'interno della propria azienda, a segnalare immediatamente ogni mancato rispetto delle basilari misure protettive e preventive all'Ordine provinciale di riferimento e contestualmente alle autorità competenti. Questi ultimi, ne siamo certi, interverranno immediatamente per verificare la non osservanza delle misure di sicurezza e prendere gli eventuali provvedimenti del caso. Si fa presente che se un dipendente o il titolare dell'attività dovesse risultare positivo al tampone per il Covid-19, tutti gli altri lavoratori dovranno precauzionalmente mettersi in quarantena e di conseguenza l'attività dovrà essere interrotta, e il danno non sarà solo per il dipendente o per il datore di lavoro, ma per l'intera comunità che al presidio fa riferimento. Si rammenta che in caso di contagio di alcuno dei dipendenti o titolari dell'azienda, anche l'autorità preposta può decretare la chiusura dell'attività, così come già accaduto in alcuni contesti. Per gli iscritti al sindacato Sinasfa, in caso di contagio per la non osservanza delle norme vigenti, i nostri legali potranno interagire con voi consigliandovi la strada da percorrere per un eventuale richiesta di risarcimento dei danni".

TAG: FARMACISTI, FARMACIE, SINASFA, SINDACATO UNITARIO DI CATEGORIA DEI FARMACISTI NON TITOLARI, FARMACISTI E EMERGENZE, FARMACISTI COLLABORATORI, COVID-19, FARMACIE A BATTENTI CHIUSI

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