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Farmacisti

28 Aprile 2020

Mascherine, cambiano gli obblighi. Su prezzo fisso indicazioni operative per farmacie


Nuovi obblighi sull'uso e la tipologia di mascherine. Saranno obbligatorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto. Arrivano anche le nuove indicazioni operative per le farmacie

Sono stati pubblicati, ieri, in Gazzetta Ufficiale il Dpcm del 26 aprile, che definisce le modalità per entrare nella cosiddetta Fase 2, e l'Ordinanza del commissario straordinario Domenico Arcuri, che ha fissato un prezzo calmierato al pubblico per le mascherine chirurgiche. Per quanto riguarda le regole che partiranno dal 1° maggio, l'utilizzo delle «protezioni delle vie respiratorie» è obbligatorio «nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza». Ma possono essere utilizzate anche mascherine «auto-prodotte». Intanto, Arcuri risponde alle polemiche che si erano sollevate ieri sul prezzo calmierato rimarcando che il provvedimento è «nell'interesse del cittadino» e che «da lunedì verranno prodotte 12 milioni di mascherine al giorno», mentre da Federfarma arrivano indicazioni operative per la gestione della differenza di prezzo di acquisto e di vendita al pubblico (con il tetto di 50 centesimi+Iva).

I nuovi obblighi. Sì a mascherine autoprodotte

È in Gazzetta ufficiale di ieri (Numero 108) il Dpcm del 26 aprile che contiene le indicazioni sul passaggio alla Fase 2. Per quanto riguarda l'utilizzo delle "protezioni delle vie respiratorie", si prevede l'obbligo "sull'intero territorio nazionale nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all'obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilitaÌ non compatibili. Possono essere utilizzate mascherine di comunità, mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. L'utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l'igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie".
In generale, va detto che "si continuano ad applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni".

Indicazioni operative per le farmacie

Sempre da ieri, è in vigore anche l'Ordinanza del Commissario straordinario Domenico Arcuri che ha fissato il prezzo massimo per la vendita ai cittadini delle mascherine chirurgiche in 50 centesimi (al netto dell'Iva), pari, come calcolato in una circolare di Federfarma, "a 61 centesimi se maggiorato con una aliquota al 22%". Si tratta di un tetto che "trova applicazione esclusivamente alle tipologie di mascherine facciali definite dall'allegato 1 dell'Ordinanza", vale a dire "con standard UNI EN 14683 del Tipo I, II, IIR". È anche alla luce di questa previsione che parte l'invito a verificare se "le mascherine in giacenza rientrano tra quelle a cui si applica il provvedimento, anche considerando che alcune mascherine (per esempio quelle lavabili) vi potrebbero rientrare".
In particolare, si suggerisce "di redigere un inventario delle mascherine chirurgiche in giacenza, alla data del 27 aprile alle ore 00:00, facilmente estrapolabile dal sistema gestionale e che dovrà essere stampato e conservato. Tale inventario, unitamente alle relative fatture d'acquisto e alla documentazione fiscale e amministrativa relativa alla vendita dei beni (scontrini, fatture, etc.), rappresenteranno gli strumenti operativi che consentiranno di agire al fine di ottenere il riconoscimento ed il rimborso del differenziale del prezzo di acquisto con le modalità che saranno individuate.
In merito poi all'approvvigionamento, Federfarma, nella circolare, spiega che nel Protocollo d'intesa che dovrà essere stipulato potrebbe venire definita «una Centrale di acquisto che consenta alle farmacie di approvvigionarsi del materiale presso fornitori che garantiscono un costo di acquisto congruente con il prezzo imposto di vendita all'utenza".
Mentre, per quanto riguarda l'Iva, oggi, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, in audizione sul Def, è di nuovo tornato sull'ipotesi della eliminazione: «Elimineremo l'Iva sulle mascherine per tutto il 2020» ha spiegato, con un provvedimento che potrebbe essere contenuto nel cosiddetto Decreto Aprile.

Arcuri: da lunedì 12 milioni di mascherine al giorno

Intanto, in merito alle polemiche, tra cui quella di Confcommercio, che si erano scatenate ieri attorno al prezzo calmierato, il Commissario, nella conferenza stampa di oggi, ha ribadito che l'Ordinanza non è stata emanata «sul prezzo di acquisto», ma va «nell'esclusivo interesse dei cittadini». Lo «Stato deve produrre tutte le mascherine che può e incentivare la produzione, come con il "Cura Italia"». Il «danno», ha ribadito Arcuri, è «per gli speculatori, lo rivendico. Non ci saranno più le mascherine nelle farmacie e nei supermercati? Certo, nessuna che costi più di 50 centesimi». Da «lunedì potremmo distribuire 12 milioni di mascherine al giorno, tre volte l'attuale fornitura. Dal mese di giugno arriveremo a 18 milioni, da luglio 25 milioni e a settembre 30 milioni, undici volte quello che distribuivamo all'inizio dell'emergenza».

Francesca Giani

TAG: DISPOSITIVI DI PROTEZIONE, DISPOSITIVI DI PROTEZIONE RESPIRATORIA, DISPOSITIVI INDOSSABILI, COVID-19, SARS-COV-2, MASCHERINE

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