Spesa farmaceutica: nel 2019 calo etico non compensato da “commerciale”. Continua corsa e-commerce
Aumento degli acquisti diretti, crescita a doppia cifra per l'e-commerce, mentre l'apertura di 300 nuove sedi ha determinato una riduzione del bacino d'utenza della singola farmacia. L'analisi sulla spesa farmaceutica
Se il calo del fatturato dell'etico in farmacia è ormai costante da anni - soprattutto a causa delle politiche di contenimento sulla spesa convenzionata -, nel 2019, l'andamento del comparto commerciale non è stato in grado, come è successo in anni precedenti, di compensare la decrescita del mercato totale. A dirlo è Iqvia, nell'opuscolo sulla spesa farmaceutica 2019 recentemente pubblicato da Federfarma, che mette in luce anche un aumento degli Acquisti diretti, con un +6,1% in relazione a quelli di classe A. Confermata poi, la crescita a doppia cifra per l'e-commerce, mentre a «pesare sulla redditività della farmacia italiana c'è anche l'apertura, negli ultimi anni, di circa 300 nuove farmacie all'anno, che avrebbe determinato una riduzione media del bacino di utenza della singola farmacia pari al 7% negli ultimi tre anni».
Mercato etico al 58,6% delle vendite ma in calo rispetto il 2018
«Il mercato dei prodotti venduti in farmacia» è il punto di Iqvia «ha chiuso il 2019 con un fatturato totale di 24,2 miliardi di euro (-0,7% rispetto al 2018). Il comparto "etico" rappresenta ancora il 58,6% delle vendite in farmacia ma nel 2019 registra una diminuzione dell'1,3%, con 14,2 miliardi di euro e una perdita totale di fatturato di circa 180 milioni di euro. Il comparto commerciale e quello dell'autocura, invece, confermano un trend leggermente positivo a oltre 10 miliardi di euro (+0,1%)». Nonostante questo, se «negli anni scorsi, la diminuzione dei ricavi era stata compensata dalla capacità di vendere nuovi prodotti ad alta marginalità come gli integratori, i farmaci da banco, le creme e i cosmetici, nel 2019, l'andamento del comparto commerciale non neutralizza, come è successo in anni precedenti, la decrescita del mercato totale». A pesare è anche il fatto che «oggi, la dispensazione del 90% dei farmaci più innovativi - e pertanto più costosi - avviene attraverso l'ospedale o l'Asl con l'obiettivo di ridurre i costi attraverso l'acquisto diretto di medicinali dall'industria farmaceutica» e questo ha «conseguenze sulla redditività della farmacia».
Acquisti diretti e farmaci innovativi
Sul fronte degli Acquisti diretti, continua l'analisi di Iqvia, «che include anche la distribuzione diretta e per conto, per il 2019, a seguito dello scorporo della spesa per i gas medicinali, il tetto di spesa era stato ridotto dal 6,89% al 6,69% del totale fabbisogno, pari a 7,6 miliardi di euro. Ma in realtà questa spesa è arrivata a 10,4 miliardi di euro (+6,5% rispetto al 2018). Sono esclusi da questo computo i farmaci innovativi e innovativi oncologici che rientrano in due fondi da 500 milioni di euro ciascuno. La spesa diretta per acquisti di farmaci di classe H (farmaci somministrati soltanto in ospedale), al netto dei farmaci innovativi, continua la sua corsa anche nel 2019 (+7,9%). Su questo aumento ha inciso il fatto che durante l'anno alcuni farmaci oncologici hanno perso lo status e i benefici dell'innovatività, che dura 3 anni. Relativamente agli acquisti diretti di farmaci di classe A, il trend è in forte aumento (+6,1%)», con una ripartizione diretta/Dpc molto variabile nelle regioni.
Trend di crescita per le vendite online
A essere sottolineato infine è anche un altro fenomeno: «le vendite online continuano a far registrare un trend di crescita a doppia cifra. Nel 2018, il valore dell'e-commerce farmacia in Italia è stato di circa 155 milioni di euro, con un'accelerazione di oltre il 60% rispetto ai 96 milioni del 2017. Le stime per il 2019 parlano di un fatturato di 240 milioni di euro». Da Iqvia arriva poi una riflessione sulla «redditività media della farmacia sulla quale ha inciso anche l'apertura, negli ultimi anni, di circa 300 nuove farmacie all'anno. Questo ha determinato una riduzione media del bacino di utenza della singola farmacia pari al 7% negli ultimi tre anni. Si tratta di un fenomeno in controtendenza rispetto al resto d'Europa, infatti, il nostro Paese è al momento l'unico ad aumentare i punti vendita, una tendenza destinata comunque a stabilizzarsi, come già avvenuto in Spagna. In Inghilterra e Germania, al contrario, le farmacie stanno chiudendo».
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A cura di Redazione Farmacista33
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