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09 Settembre 2020

Vaccini antiflu e test in farmacia: la proposta del Ministero. Su farmacista vaccinatore stop dei non titolari


Il Ministero porta in Conferenza Stato-Regioni proposta di rimodulazione dosi di vaccino antinfluenzale. Sì a test sierologici in farmacia, in arrivo elenco. Conasfa: stop su farmacista vaccinatore, si rinnovi il Ccnl

Una rimodulazione delle quote di vaccini antinfluenzali acquisiti dalle Regioni - in modo da soddisfare tramite le farmacie anche la richiesta dei cittadini che, pur non rientrando all'interno delle campagne Ssn, vorranno comunque vaccinarsi - da proporre alla prossima Conferenza Stato-Regioni. È questa la soluzione emersa dal confronto di ieri al Ministero della salute, che ha visto la partecipazione delle rappresentanze delle farmacie, e dal quale sono uscite anche proposte per rendere disponibili i test sierologici in farmacia, con l'impegno da parte del Dicastero a stilare un elenco. A fare il punto Fofi, Federfarma e Assofarm in una nota. Ma, intanto, da parte del Conasfa vengono espresse preoccupazioni per il dibattito aperto sulla figura del farmacista vaccinatore, che «esula dalle sue competenze», ricordando poi che «il Contratto nazionale dei dipendenti di farmacia privata eÌ scaduto ormai da 7 anni».


Vaccini: ipotesi di rimodulazione dosi tra canali in Conferenza Stato-Regioni

L'incontro al Ministero di ieri è stato finalizzato a trovare una soluzione nell'ambito dell'allarme lanciato da più parti relativo a rischi di carenze di vaccini antinfluenzali nel canale delle farmacie, a seguito di una richiesta di dosi di molto cresciuta da parte delle Regioni. La problematica è stata posta all'attenzione delle istituzioni in particolare alla luce della volontà di parte pubblica di allargare il più possibile la platea di cittadini che accede alla vaccinazione - per evitare le complicazioni influenzali e favorire la diagnosi differenziale rispetto all'infezione da Covid-19 - e da parte delle farmacie è stato sottolineato come una carenza nel canale rischierebbe di lasciare scoperta proprio la parte di popolazione attiva. Dopo l'incontro di ieri, «il Ministero della salute» si legge nella nota congiunta di Fofi, Federfarma e Assofarm, che hanno partecipato all'incontro, «proporrà alla Conferenza Stato-Regioni di mercoledì 10 una rimodulazione delle quote dei vaccini antinfluenzali acquisiti dalle Regioni, in modo da soddisfare tramite le farmacie anche la richiesta dei cittadini che, pur non rientrando tra i soggetti aventi diritto alla vaccinazione a carico del Ssn, vorranno comunque vaccinarsi. Tale soluzione consentirà a cittadini che appartengono alla fascia attiva della popolazione di proteggersi dall'influenza stagionale e di evitarne il propagarsi nei luoghi di lavoro e di incontro, riducendo anche il rischio di una sovrapposizione dei sintomi influenzali con quelli del Covid-19, come richiesto universalmente dalla comunità medico-scientifica. In questo modo si ridurrà anche la pressione sulle strutture sanitarie pubbliche».


Test sierologici in farmacia: da Ministero impegno a stilare un elenco

La vaccinazione non è stato l'unico tema sul tappeto, ma la discussione ha riguardato anche un'altra importante colonna della strategia anti-Covid: gli screening sierologici. «Nel corso dell'incontro» spiegano le sigle «si è convenuto sull'utilità di rendere disponibili in farmacia i test sierologici validati dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Comitato Tecnico-scientifico. Il Ministero della salute si è impegnato a predisporre un elenco dei test che potranno essere effettuati nelle farmacie, secondo modalità di svolgimento e di trasmissione dei dati da concordare con le autorità sanitarie. I rappresentanti di Fofi, Federfarma e Assofarm esprimono apprezzamento per l'attenzione che il Ministro e i funzionari del Ministero hanno voluto dedicare alle proposte espresse dalla categoria per andare incontro ai bisogni di salute dei cittadini».


Farmacista vaccinatore, Conasfa richiama a competenze sul farmaco. Prima si pensi al Contratto

Intanto, continua la discussione sulle proposte di coinvolgere attivamente la farmacia nelle vaccinazioni e sulla figura del farmacista vaccinatore, oggetto, di recente, di un Ordine del Giorno di impegno al Governo a firma di Mandelli approvato dalla Camera. A intervenire è il Conasfa, la Associazione nazionale dei farmacisti non titolari, che, in una nota di oggi, ha sottolineato come «nell'ambito di un'emergenza sanitaria mondiale i farmacisti sono stati in prima linea sul territorio a servizio della popolazione, pagando talvolta in prima persona con la propria vita e quella dei propri cari. Nessuno dei collaboratori si eÌ tirato indietro di fronte alle proprie responsabilità, ma ci pare quanto mai inopportuno pensare che possano operare un atto professionale, quale quello della vaccinazione, che non compete alla loro formazione e al loro ruolo. Per quanto i farmacisti si debbano considerare operatori sanitari a tutti gli effetti, non riteniamo che si possano sostituire ai medici. Per troppo tempo i farmacisti hanno tentato di rincorrere ruoli professionali che spettano ad altri operatori sanitari: il farmacista in realtà si occupa del farmaco, della sua conoscenza e della sua dispensazione alla popolazione, insieme alla vigilanza sull'uso consapevole e responsabile dello stesso». C'è poi un'altra questione: «Non abbiamo certo bisogno che ci vengano accollate altre responsabilità, che quantomeno dovrebbero avere un riconoscimento anche economico, oltre che garanzie per il rischio biologico, soprattutto tenendo conto che il Contratto nazionale dei dipendenti di farmacia privata eÌ ormai scaduto da 7 anni».

Francesca Giani

TAG: VACCINO INFLUENZALE, FARMACISTI, FARMACIE, CONASFA, CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), FARMACISTI COLLABORATORI, TEST SIEROLOGICI

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