Farmacista vaccinatore, Unaftisp: svolta epocale. Auspicabile emendamento per includere parafarmacie
Il farmacista vaccinatore è un primo passo verso la riforma della professione. Unaftisp: auspicabile emendamento per includere anche le parafarmacie
Il farmacista vaccinatore è solo un primo passo verso quella riforma della professione che supera in parte "l'obsoleto R.D. del 1934", mentre l'aver escluso come punto logistico le 5.000 parafarmacie, con circa 6.000 colleghi, è "solo una defaiance innocente che può ancora essere recuperata in fase emendativa". È l'auspicio di Daniele Viti, presidente nazionale Unaftisp riportato in una nota a commento del Decreto Sostegni che "finalmente riconosce il ruolo professionale e sociale del farmacista mettendosi in linea con gli altri paesi europei ormai molto avanti nel considerare questa professione come fondamentale nel sistema sanitario".
Dl Sostegni riconosce potenziali prerogative professionali del farmacista
La "svolta epocale" sottolinea Viti "che nel Decreto Sostegni emerge è che si parla del farmacista e delle sue potenziali prerogative professionali che possono contraddistinguerlo, scindendolo da quelle mura inerti in cui esercita. Si è inteso, finalmente, che il farmacista rappresenta una risorsa sanitaria nel Paese che va oltre "quello della spedizione di una semplice ricetta". E aggiunge: "È singolare che ci sia voluta una emergenza sanitaria, come questa pandemia, per dare al farmacista quel ruolo che gli appartiene nel sistema sanitario". "Con questo decreto - prosegue la nota - oggi possiamo trovare in qualsiasi punto vaccinale un farmacista che può vaccinare dando un contributo fondamentale al piano messo a punto dal governo. Spero - è l'auspicio di Viti - che l'aver escluso come punto logistico le 5.000 parafarmacie, con circa 6.000 colleghi, sia stata solo una defaiance innocente che può ancora essere recuperata in fase emendativa. Alcune sensibilità politiche già hanno notato questa discrepanza. Oggi non è il momento delle polemiche. Oggi va bypassato qualsiasi scontro-confronto tra parafarmacie e farmacie perché, in questa fase, sarebbe veramente stucchevole, ed irrispettoso verso la popolazione, che ha altre aspettative sul ruolo del farmacista".
Viti: ogni luogo strutturato è legittimo per vaccinare
"In questa emergenza, che è una corsa contro il tempo, ogni luogo è legittimo per poter vaccinare purché strutturato (si pensi solo nell'immediato dopoguerra dove i colleghi dispensavano farmaci e facevano addirittura preparazione galeniche in strada per la conseguenza dei bombardamenti degli Alleati e non avevano certamente strutture idonee. Oggi ci si può strutturare con breve tempo e facilità). E strutturare un sito vaccinale non richiede chissà quali sforzi. Non a caso si stanno allestendo stand, palazzetti, hangar e quant'altro per affrontare una pandemia epocale che ha messo in ginocchio l'Europa sotto tutti i punti di vista oltre che sanitario anche economico e che avrà ripercussioni nell'immediato futuro e per le nuove generazioni. Ripeto oggi vanno superati questi steccati per il bene del Paese. Oggi la categoria deve essere unita per dare un'immagine professionale all'altezza del ruolo che gli compete. Anche la politica e le istituzioni si sono accorti che esistono i farmacisti e non il ridicolo confronto fra chi opera in un luogo e chi in un altro. Per questa emergenza c'è bisogno del farmacista e non della distinzione di chi opera in parafarmacia o farmacia".
Gullotta (Fnpi): farmacisti di parafarmacie ci sono per effettuare vaccini e per ospitare medici
"I farmacisti delle parafarmacie ci sono, sia per ospitare del personale medico in prima persona sia per essere formati ed effettuare vaccini" - ribadisce anche Davide Gullotta presidente di Fnpi in una nota in cui ricorda che anche il presidente della Fnomceo ha indicato "le parafarmacie ed i farmacisti che vi lavorano, una risorsa importante che non può essere ignorata". Gullotta sottolinea che "la maggior parte delle parafarmacie sono dotate di salette e spazi idonei ad ospitare figure sanitarie". E aggiunge: "I nostri esercizi sono controllati dalle Asl e fanno parte del sistema di farmacovigilanza, proprio perché è sempre presente un farmacista e si dispensano farmaci. Offriamo a questo governo ed al generale Figliuolo la nostra disponibilità ed i nostri spazi, ribadendo che in ogni parafarmacia italiana è sempre presente un farmacista formato e preparato. Se si deve accelerare e ampliare la campagna vaccinale è assurdo ed insensato non sfruttare una risorsa in più sul territorio. Tanto più che in diverse regioni italiane le parafarmacie sono attrezzate per il Cup e si stanno occupando anche delle prenotazioni per i vaccini per gli ultra ottantenni e settantenni".
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A cura di Redazione Farmacista33
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