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24 Maggio 2021

Vaccini, farmacie centrali in nuove Linee guida commissariali. Si lavora su somministrazione dosi in vacanza


Aumentare il contributo alle vaccinazioni giornaliere anti Covid-19 di medici di medicina generale, pediatri, farmacisti. Le nuove linee guida inviate alle regioni dal commissario Francesco Paolo Figliuolo

Due sembrano essere le ragioni alla base della indicazione, che il Commissario straordinario, Francesco Paolo Figliuolo, ha consegnato alle Regioni, di "aumentare in maniera graduale il contributo alle vaccinazioni giornaliere anti Covid-19 di medici di medicina generale, pediatri, farmacisti, e altri operatori del Ssn": da un lato la necessità di passare da una gestione emergenziale della pandemia a una ordinaria, basata sulle strutture più tipiche e capillari del Ssn, e dall'altro l'idea che il rapporto fiduciario tra paziente e professionista della salute possa aumentare la adesione alla vaccinazione da parte di quelle fasce, come gli over 60, che, secondo gli ultimi dati diffusi, faticano a prenotarsi. Intanto, Governo e Regioni sono al lavoro per capire possibili soluzioni anche al tema della seconda dose dei vaccini, che per molti cittadini potrebbe cadere ad agosto o comunque nei periodi di vacanza, con alcune Regioni, come Piemonte e Liguria, che stanno provvedendo a fare intese di "reciprocità".

Nuove linee guida commissariali su campagna: necessario passare a sistema più sostenibile

Alla base delle nuove "Linee Guida sulla prosecuzione della campagna vaccinale contro il Covid-19", indirizzate venerdì alle Regioni e anticipate dal Ilfarmacistaonline, l'house organ di Fofi, c'è l'obiettivo, a tendere, di arrivare a "un sistema di vaccinazione sostenibile e stabile nel tempo", abbandonando man mano la gestione emergenziale. Questo significa, di fatto, "il graduale passaggio da vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata presso gli Hub verso un sistema di vaccinazioni delocalizzate, molto più capillare e prossimo ai cittadini". Un obiettivo, questo, permesso anche dal fatto che "il numero dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti e altri operatori del Ssn che hanno espresso la volontà di aderire alla campagna è già oggi considerevole e permetterebbe di incrementare la capacità di inoculazione giornaliera".

Capillarità e rapporto fiduciario con farmacisti e medici aumenta adesione dei cittadini

Ma c'è anche un'altra ragione alla base di questa nuova indicazione e ha a che fare con i dati recentemente diffusi che vedono le fette più a rischio di popolazione non ancora del tutto immunizzate - o, almeno, non in maniera omogenea nelle varie Regioni -, con, oltre tutto, la fascia con età 69-60 che vede anche un basso tasso di prenotazioni. L'idea perseguita, allora, è quella che la capillarità e il rapporto fiduciario possano imprimere una svolta proprio per sciogliere questo nodo: "Gli studi finora condotti indicano che l'efficacia della campagna vaccinale è direttamente correlata alla rapidità con cui viene svolta (approccio quantitativo), ma anche alla immunizzazione efficace dei target di popolazione più suscettibili di sviluppare una forma di malattia grave (approccio qualitativo)". In quest'ottica, il graduale passaggio a punti di vaccinazione sul territorio "più capillari e prossimi ai cittadini permetterà di completare l'immunizzazione delle categorie più fragili, degli over 80, dei cittadini con comorbilità e a ridotta mobilità, non ancora completamente intercettati dalla attuale modalità organizzativa e che potranno essere raggiunti a domicilio o comunque in luoghi ad esso prossimi". Per questo, continua il Commissario nelle Linee Guida, "reputo necessario invitare Regioni e Province autonome ad aumentare in maniera graduale il contributo alle vaccinazioni giornaliere" di Mmg, pediatri, farmacisti e altri operatori del Ssn. Un passaggio che prevede "una fase intermedia e di transizione", in cui siano "completamente operativi gli Hub", e "una fase successiva, in previsione di ulteriori richiami, in cui si dovrà valutare la possibilità di ricondurre l'attività vaccinale quanto più possibile nell'alveo di tutte le strutture ordinarie del Ssn, arrivando a coinvolgere la totalità dei medici di Mg, dei pediatri, farmacisti e altri operatori del Ssn". Quanto poi alle "maggiori difficoltà logistiche" a cui si andrebbe incontro con questa modalità diffusa di vaccinazioni, una soluzione viene dalla recente Ordinanza del Ministero della salute, che ha permesso la distribuzione di prodotti anche sconfezionati da parte della filiera distributiva farmaceutica, già attiva nell'ordinaria attività di consegna di farmaci e dispositivi.

Da sciogliere anche il tema di richiami e vaccini in vacanza. Regioni in ordine sparso

Ora, a poche settimane dalla fine delle scuole, resta un altro nodo da sciogliere: sempre nell'obiettivo di aumentare l'adesione dei cittadini alla campagna, si sta ragionando sul tema dei richiami e della prima dose che per molti potrebbero cadere proprio durante i periodi di vacanza. Accanto ai moniti lanciati a più riprese dalla stessa struttura commissariale ad azioni coordinate, alcune Regioni, forse sotto una spinta "pragmatica", stanno procedendo a intese "territoriali". È di ieri l'annuncio di un protocollo d'intenti per la reciprocità vaccinale in ambito turistico tra Piemonte e Liguria. Una possibilità che permetterebbe ai rispettivi cittadini di vaccinarsi fuori regione, a condizione che "il soggiorno avvenga a scopo turistico durante il periodo estivo e per una durata che rende difficoltosa la somministrazione del vaccino nel territorio di residenza". Il documento, fanno sapere le due Regioni in una nota, "è stato già trasmesso al generale Figliuolo, commissario straordinario per l'Emergenza Covid-19, per ogni valutazione e se arriverà il via libera da Roma si partirà al più presto". «Le modalità dell'accordo» ha dichiarato il presidente del Piemonte Alberto Cirio «sono basate sull'interscambio dell'anagrafe vaccinale e su un meccanismo di controllo dell'autocertificazione, il meno burocratico possibile. Si sta lavorando per allineare i due sistemi informativi e farli dialogare Piemonte e Liguria stanno procedendo in maniera molto spedita nella campagna vaccinale. Trovare un accordo nazionale per vaccinarsi in vacanza è complicato, ma ciò non toglie che non si possa procedere ad intese territoriali». «Noi applichiamo le competenze delle Regioni e diamo dei servizi ai cittadini tenendo conto delle esigenze dei territori» ha aggiunto Giovanni Toti, presidente della Liguria. «Se una persona non vaccinata o vaccinata solo con la prima dose riesce ad avere il vaccino dove è in vacanza riceve solo un servizio di buon senso e non è magari costretta a rinviare la somministrazione». L'intesa potrebbe essere estesa alla Valle D'Aosta e si sta ragionando su qualcosa di analogo anche con la Lombardia.

Le ipotesi del Tavolo Tecnico del Governo

Intanto, da quanto si apprende dai quotidiani di ieri, lo stesso Governo, attraverso un tavolo tecnico, sarebbe al lavoro per studiare una modalità per risolvere il nodo a livello nazionale. L'ipotesi che sta circolando è quella di una iscrizione temporanea all'anagrafe sanitaria, di non meno di tre settimane, attraverso una comunicazione alla Asl, così come avviene per gli spostamenti di lavoro. Le difficoltà segnalate riguardano la riprogrammazione delle scorte di vaccini, ma anche l'interoperabilità sistemi e la portabilità dei dati. A ogni modo, in questi ultimi giorni le pressioni delle Regioni stanno diventando più forti.

Francesca Giani

TAG: VACCINAZIONE, VACCINAZIONE IN FARMACIA, COVID-19

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