Ecm e obblighi, ricadute per chi non è in pari. Cresce uso Fad, in vista riconoscimento attività sul campo
Tra recupero crediti e autoformazione sono molti gli strumenti a disposizione dei farmacisti per mettersi alla pari con il fabbisogno Ecm
Tra recupero crediti e autoformazione, sono molti gli strumenti a disposizione dei farmacisti per mettersi alla pari con il fabbisogno Ecm. Se, almeno per il momento, non sembra esserci all'orizzonte una stretta al sistema sanzionatorio, si lavora per un riconoscimento della attività sul campo. Sono questi alcuni dei contenuti messi in rilievo in una videointervista a Farmacista33 da Giovanni Zorgno, presidente dell'Ordine di Savona e membro per la Fofi della Commissione nazionale sulla Formazione Continua, a cui è stato chiesto anche un punto sulla situazione di adempimento agli obblighi da parte dei farmacisti.
Obblighi formativi: fino a 31 dicembre recuperare e spostare crediti
«Al momento» ha spiegato Zorgno «non è possibile fare bilanci, in quanto è ancora attiva, fino al 31 dicembre, la possibilità di recuperare i crediti per il triennio 2017-2019 e di spostarli sul triennio 2014-2016. Probabilmente, avremo un quadro più chiaro intorno ad aprile 2022. Devo dire, tuttavia, che la Federazione ha reso disponibili diversi strumenti per mettere i farmacisti nelle condizioni di ottemperare all'obbligo nei tempi, a partire dalla gratuità di tutti i corsi». In particolare, di grande supporto «sono stati indubbiamente il Dossier formativo di gruppo, ma anche la spinta all'autoformazione, di cui siamo grandi sostenitori». C'è da capire se ci sarà una stretta alle sanzioni verso chi risultasse non essere alla pari: «La normativa prevede che gli Ordini vigilino sull'assolvimento dell'obbligo da parte degli iscritti e, in caso di violazione, irroghino sanzioni. Come Federazione, abbiamo comunque seguito» un approccio volto alla sensibilizzazione e alla informazione, «inviando circolari agli iscritti per ricordare gli strumenti a disposizione, ma anche per sottolineare l'opportunità della formazione». Va detto, poi, che le conseguenze per chi non si forma possono esserci anche in altri ambiti: «Alcune compagnie assicurative, nelle polizze di responsabilità professionale, in caso di danno, aumentano il premio o non danno seguito alla copertura, laddove emerga che il farmacista non sia alla pari con il fabbisogno formativo».
Numeri in crescita per la formazione a distanza durante pandemia
Ma, al di là delle conseguenze, soprattutto in una situazione di emergenza come l'attuale, «la formazione è ancora più importante e proprio la pandemia ha dimostrato quanto i cittadini abbiano bisogno di un farmacista preparato e aggiornato. Devo dire che, durante tutto il periodo di crisi, la Federazione si è immediatamente attivata e adeguata, unendo le forze con la Fondazione Cannavò, presieduta da Luigi D'Ambrosio Lettieri, per fornire competenze su una patologia di cui non conoscevamo nulla. Fin da subito, siamo riusciti a fornire supporto attraverso corsi sulla gestione del Covid-19, sui test diagnostici, fino a quelli con l'Istituto Superiore di Sanità sulla figura del farmacista vaccinatore». Un elemento importante è stato che «proprio il potenziamento della formazione a distanza, reso necessario dalle misure di contenimento ha determinato un aumento significativo nel numero di chi ha seguito i corsi. Credo che, in generale, quella della Fad sia una direzione da seguire, in quanto va incontro, con maggiore flessibilità, alle difficoltà quotidiane dei farmacisti».
Commissione Ecm: si va verso il riconoscimento della formazione sul campo
Infine, una riflessione va ai lavori della Commissione nazionale per la Formazione Continua, «che verso la fine dell'anno o l'inizio del 2022 dovrebbe presentare un nuovo progetto di riforma del sistema». In generale, «il processo di modernizzazione è iniziato da tempo e ha portato, come si sa, una valorizzazione del dossier formativo di gruppo e dell'autoformazione come strumenti utili per migliorare l'adesione alla formazione. Gli obiettivi, per il prossimo futuro, su questa linea, sono di cercare di dare importanza anche all'attività che, quotidianamente, viene svolta dai professionisti sul campo, farmacisti inclusi, oltre che, naturalmente, puntare a una sempre maggiore qualità degli eventi». Per quanto riguarda la Federazione, «proprio in questa direzione continueremo ad avvalerci della eccellenza interna rappresentata dalla Fondazione Cannavò». E tra i temi che verranno sviluppati «occorrerà dare risposte sulla pandemia. L'obiettivo non è tanto di portare i farmacisti a accumulare crediti, quanto di creare competenze per essere davvero protagonisti di un'assistenza al cittadino».
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A cura di Redazione Farmacista33
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