Vaccini Covid, terza dose a oltre 18mila persone. I nodi e le ipotesi per quello anti flu
Sono 18.234 i cittadini fragili a cui è stata somministrata la terza dose di vaccino anti Covid e continua il dibattito sulle ipotesi di una sua estensione
Sono 18.234 i cittadini fragili a cui è stata somministrata la terza dose di vaccino anti Covid, sulla base delle indicazioni della Circolare del Ministero della salute, da quando ha ricevuto il via. Mentre continua il dibattito sulle ipotesi di una sua estensione e sulla possibilità di far coincidere tale somministrazione con quella del vaccino anti-flu, ha ricevuto l'ok al Senato anche il dispositivo di conversione del decreto Green Pass bis, nel quale è contenuto un ulteriore step dell'obbligo vaccinale.
Terze dosi, partite quelle ai fragili. Si attendono specifiche su over 80, Rsa e sanitari
Negli ultimi giorni, secondo i dati della Fondazione Gimbe, sono state somministrate 18.234 di terze dosi alle persone fragili e immunodepresse, ma ci sono ancora 2,88 milioni di over 50 senza nemmeno una dose. Nell'arco di due settimane, si registra una riduzione del 41% delle vaccinazioni, con poco più di 486mila prime dosi effettuate dal 15 al 21 settembre. Circa 3,7 milioni di persone over 50 (13,5%) non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, con rilevanti differenze regionali (dal 16,3% della Calabria al 6,3% della Puglia). Da lunedì, a ogni modo, da quando è partita la possibilità di somministrare la terza dose aggiuntiva, sono diversi i territori che stanno procedendo ad attivarsi, sulla base delle indicazioni della circolare del Ministero della salute, con una platea che, in relazione agli immunocompromessi, è stimata in 3 milioni di pazienti. Come è stato messo in luce, molti aventi diritto saranno chiamati direttamente da Asl e ospedali che li hanno in cura, altri dal medico di famiglia, altri ancora potranno procedere a prenotarsi direttamente. Alcune Regioni, come la Liguria, stanno provvedendo ad aprire le prenotazioni, che potrebbero essere disponibili già oggi. Intanto, sono in corso di definizione le modalità di somministrazione anche della dose booster relativa a over 80 o ospiti di Rsa - che dovrebbero approdare in una nuova circolare del Ministero della salute -, e da più parti si sta sollecitando la somministrazione con più rapidità agli operatori sanitari, anche se sono diversi gli aspetti su cui si sta discutendo, in relazione in particolare a chi dare priorità e secondo quali criteri. La discussione poi sulla ipotesi di estendere maggiormente la platea degli aventi diritto continua a essere aperta, con voci a favore e contrarie, soprattutto all'estensione a tutti della terza dose, e ieri dalla Fda è stata confermata la linea, espressa dagli esperti settimana scorsa, di prevedere la dose di richiamo per il vaccino Pfizer (in attesa di Moderna) per over 65, fragili e per lavoratori più esposti.
Tra i temi sul tappeto somministrazione in contemporanea anti covid e flu
Un altro tema sul tappeto riguarda anche l'eventuale contemporaneità della terza dose e del vaccino anti influenzale: «L'idea di fare insieme la terza dose del vaccino anti-Covid e il vaccino antinfluenzale c'è e ritengo che si possa fare, per semplificare l'organizzazione» ha detto all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell'Università Statale di Milano. La somministrazione in contemporanea «si fa già per influenza e pneumococco, per influenza ed herpes virus, quindi per vaccini che sono in qualche modo consolidati».
Regioni: preoccupa carenza personale da sospensioni
Ma mentre si discute di terza dose, continuano preoccupazioni per la continuità del servizio a seguito delle sospensioni degli operatori sanitari per inosservanza dell'obbligo vaccinale, ribadita anche in una lettera che nei giorni scorsi le regioni hanno inviato al Governo. Con la norma si viene a determinare "una riduzione del numero di operatori disponibili". Il Governo, è la richiesta, "predisponga delle linee guida sulle misure da adottare qualora, si dovesse determinare una situazione di carenza di personale tale da pregiudicare la regolare erogazione delle prestazioni sanitarie ed assistenziali, a partire dalle prestazioni essenziali per l'effettuazione di interventi e di terapie salvavita". Intanto, ha ricevuto l'ok al voto di fiducia al Senato - dopo che ieri era stato licenziato dalla Camera - il Decreto di conversione del dispositivo che rende obbligatorio il Green Pass nelle scuole. Nel testo è contenuto anche l'obbligo vaccinale, a decorrere dal 10 ottobre, per tutti i lavoratori, anche esterni, operanti nelle strutture di ospitalità e lungodegenza, come anche in quelle semiresidenziali, o che ospitino persone in situazione di fragilità.
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A cura di Redazione Farmacista33
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