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22 Ottobre 2021

Manovra 2022, da pensioni a tampon-tax e occupazione. Le novità di interesse per i farmacisti


Pensioni, tasse e occupazione sono tra i temi inclusi nelle linee di intervento declinate nel disegno di legge di Bilancio, illustrate nel "Documento programmatico di bilancio per il 2022" approvato dal Consiglio dei ministri

Tutti d'accordo per far crescere il Fondo sanitario di 2 miliardi l'anno fino al 2024 con la prossima Finanziaria. Ma per il resto, nelle forze politiche di maggioranza c'è dialettica su come articolare la Manovra 2022 da 23 miliardi complessivi. Scintille si prevedono sul tema delle pensioni e su quello del lavoro.

Pensioni, verso meccanismo graduale e nuovi strumenti di uscita

Pensioni. Con il 2021 scade "quota 100", cioè la chance di pensionarsi in ambito Inps a 62 anni con 38 anni di contribuzione (o a 63 anni e 37, o a 64 anni e 36 di contributi). Per non tornare alla pensione di vecchiaia a 67 anni come prevista dalla Legge Fornero, modificata nel 2019 dall'intervento del primo governo Conte (Lega-Movimento 5 Stelle), il Governo vorrebbe introdurre un meccanismo graduale: "quota 102" nel 2022, cioè si può andare in pensione a 64 anni d'età e 38 di contributi, o 63 e 39, o 62 e 40) e "quota 104", con l'asticella che si alza di altri due anni, nel 2023. Su "Quota 100" è intervenuta anche l'Organizzazione internazionale del commercio e dello sviluppo (Ocse), che ha osservato come consentendo la pensione a 62 anni e 38 di contributi, la nostra spesa pensionistica - tra le più alte al mondo in un paese che invecchia - tra il 2020 e il 2045 registrerebbe un aumento da 11 punti percentuali di prodotto interno lordo. La scadenza a fine 2021 pare scontata. Ma si parla di alternative. Ad esempio, la possibilità di andare in pensione prima stipulando a proprio carico un mutuo con la banca, con l'Ape (anticipo pensionistico contributivo); o di ampliare la platea dei lavoratori esposti ad attività usuranti, che possono pensionarsi a 63 anni con 36 di contributi. Il presidente Inps Pasquale Tridico ha lanciato l'idea di consentire l'uscita anticipata a partire dai da 63-64 anni con una penalizzazione dell'assegno fino al raggiungimento dei 67 anni. Resta viva l'ipotesi di prorogare, per le sole lavoratrici, "Opzione donna" che consente di uscire dal mondo del lavoro anche a 58 anni ma in tal caso gli assegni sarebbero calcolati con il metodo contributivo. C'è infine il contratto di espansione: previa firma di un accordo con i sindacati, il datore di lavoro può concordare con il dipendente cui manchino 5 anni per raggiungere l'età pensionabile la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro e corrispondere fino a 60 mesi di un'indennità mensile che accompagna alla prima scadenza che arriva tra raggiungimento dell'età pensionabile o del monte contributi per la pensione anticipata. Da metà di quest'anno il contratto di espansione può essere siglato dalle imprese con un numero di lavoratori non inferiori a 100 (nel 2020 erano 500).

Cassa integrazione ordinaria, congedo parentale e indennità disoccupazione

Occupazione e lavoro. Se sul fronte pensioni ad annunciare battaglia contro ogni stretta è la Lega è contraria, tema incandescente per il Movimento 5 Stelle è il reddito di cittadinanza. Questa voce nel 2022 doveva essere finanziata di più ma a quanto pare resterà assegnataria della stessa cifra prevista nel 2021, circa un miliardo. E ci saranno sia controlli preventivi su chi ha diritto di fruirne sia penalizzazioni sull'assegno se i beneficiari "occupabili" rifiutano la seconda offerta di lavoro. Sul fronte tasse invece è tra gli obiettivi del governo il taglio dell'Irpef per i redditi medi, quelli fra 28 e 55 mila euro annui, al quale si destinerebbero 8 miliardi. A questo taglio però non si accompagnerebbe l'addio all'Irap, l'imposta sulle attività produttive dei professionisti. In tema di lavoro, spicca l'estensione della cassa integrazione ordinaria alle piccole imprese, mentre l'indennità di disoccupazione inizierebbe a ridursi progressivamente non più dal 5° ma dal 7° mese d'erogazione. Nella manovra si ipotizza anche il taglio del contributo dei datori di lavoro per gli assegni familiari, in vista dell'arrivo dell'assegno unico. Arriverà invece il congedo parentale obbligatorio di 10 giorni l'anno per i padri.

Tampon tax, mascherine e dispositivi si punta su Iva al ribasso

C'è poi il capitolo sulla cosiddetta tampon tax: il governo Draghi mira ad abbattere proprio con questa Finanziaria l'Iva sugli assorbenti. L'imposta scenderebbe dal 22% attuale al 10% grazie ad uno stanziamento di 212 milioni; il taglio non raggiungerebbe i livelli dei paesi europei che hanno tagliato per primi l'aggravio e ora lo vedono oscillare tra il 4 ed il 5%; una riduzione al 5% invece ci costerebbe circa 300 milioni. Sempre in tema di Iva, stavolta su mascherine &Co, per l'imposta sui dispositivi medici il governo parte dall'assunto che anche per tutto il 2022 debba restare l'attuale livello del 5% stabilito dalla legge di bilancio 2021.

Mauro Miserendino

TAG: FARMACISTI, FARMACIE, MANOVRA FINANZIARIA

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