Riforma remunerazione, in Def 2022 poste le basi per nuovo metodo di calcolo
Nel Def 2022 approvato dal Cdm è stata espressa l'intenzione di valutare un nuovo metodo di calcolo della remunerazione, con l'obiettivo di salvaguardare la rete di prossimità delle farmacie
Valutare un nuovo metodo di calcolo della remunerazione, con l'obiettivo di salvaguardare la rete di prossimità delle farmacie - a partire dalle zone interne, montane e a più bassa redditività -, e di accompagnare l'evoluzione della farmacia in un luogo di riferimento dove erogare assistenza e servizi. È questa l'intenzione espressa all'interno del Documento di economia e finanza 2022 (Def) approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri e reso pubblico dal Mef. A darne notizia Federfarma in una nota.
Nel Def 2022 prevista valutazione nuova remunerazione per farmacie
All'interno del Documento "che rappresenta l'indirizzo economico finanziario indicato dal Governo per le misure da attuare nell'ambito della Legge di bilancio per l'anno 2023" fa sapere Federfarma in una nota "viene prevista la valutazione di un nuovo metodo di calcolo per la remunerazione della dispensazione del farmaco nell'ambito del SSN". A emergere dal Def, come si legge nel testo disponibile sul sito del Mef (Sezione III - Programma nazionale di riforma), "molti passi restano da compiere, ma una corretta attuazione degli investimenti e delle riforme previste nel PNRR potranno dotare il Paese di un sistema assistenziale capillare e moderno". Per "dare risposta alla domanda di assistenza dei cittadini e accrescere la resilienza del sistema sarà necessario puntare sempre più su una sanitaÌ di 'prossimità' anche sfruttando la diffusione delle nuove tecnologie. Inoltre, al fine di salvaguardare la rete di prossimità rappresentata dalle farmacie, a partire dalle zone interne, montane e a più bassa redditività, sarà valutato un nuovo metodo di calcolo della remunerazione. Tale metodo - da implementare in coerenza con i vincoli di finanza pubblica e tenendo conto degli esiti della sperimentazione di cui all'articolo 20 del decreto-legge 22 n. 41, marzo 2021 - potrà accompagnare lo sviluppo di una moderna idea di farmacia che, insieme alla dispensazione di farmaci, si trasformi, sempre di più, in "farmacia dei servizi", ovvero un luogo di riferimento dove erogare assistenza e servizi".
Passaggio per rendere strutturale e superare remunerazione aggiuntiva
Secondo quanto emerge da una comunicazione di Federfarma "si tratterebbe di un primo passaggio che dovrà trovare compimento in sede di Legge di Bilancio 2023 e per il triennio 2023-2025" e rappresenta "l'auspicio di superare l'attuale forma sperimentale di remunerazione aggiuntiva per rendere sostenibile in tutte le aree del Paese lo sviluppo della farmacia nell'ambito del processo di territorializzazione dell'assistenza sanitaria". Il testo «è un grande riconoscimento da parte delle Istituzioni» è il commento del presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo, «frutto del costante lavoro di Federfarma grazie al quale si è instaurato un costruttivo dialogo con le Amministrazioni competenti».
Da nuovo metodo spinta a farmacia servizi
La completa «attuazione del modello della farmacia dei servizi» continua «è un traguardo in rapido avvicinamento grazie al quotidiano impegno delle farmacie a tutela della salute collettiva e subirà un'ulteriore accelerazione con l'avvento della nuova remunerazione che, finalmente, conferirà il giusto valore all'atto professionale del farmacista». «Questo passaggio è fondamentale» ha aggiunto il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia, «perché consente il consolidamento strutturale dei nuovi servizi offerti durante l'emergenza pandemica e apre la strada ad un'ulteriore evoluzione della farmacia quale presidio strategicamente integrato nel SSN, per offrire ai cittadini in maniera accessibile e immediata i servizi di cui hanno bisogno».
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A cura di Redazione Farmacista33
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