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26 Luglio 2022

Concorrenza, inflazione e bonus-lavoratori, l’agenda post crisi Governo. Le ricadute sul settore


Concorrenza, crisi energetica, inflazione all'8%, aiuti per famiglie e lavoratori: i temi si impongono all'attenzione del Governo che resterà in carica fino alla formazione delle nuove Camere


Concorrenza, crisi energetica, inflazione arrivata ormai all'8%, aiuti per famiglie e lavoratori, riforma sanitaria legata al Pnrr. Sono alcune delle tematiche che gioco forza si impongono all'attenzione del Governo che resterà in carica fino alla formazione delle nuove Camere - secondo la Costituzione la prima seduta deve avvenire entro 20 giorni dalle elezioni e, in base al decreto del presidente della Repubblica è stata fissata per il 13 ottobre. Ma che cosa prevede l'agenda ridimensionata, ristretta agli affari correnti? Quali ricadute per il settore dal periodo?

Governo degli Affari Correnti: i provvedimenti consentiti

A chiarire il perimetro dei provvedimenti che può prendere il Governo fino alla formazione delle nuove Camere c'è la circolare diramata venerdì da Mario Draghi al Consiglio dei ministri: "non saranno esaminati nuovi disegni di legge, salvo quelli imposti da obblighi internazionali e comunitari, compresi quelli collegati all'attuazione del PNRR e del PNC. Qualora ricorrano i presupposti di urgenza, potrà procedersi all'adozione di decreti-legge".
Il Governo è, infatti, "impegnato nel disbrigo degli affari correnti, nell'attuazione delle leggi e delle determinazioni già assunte dal Parlamento e nell'adozione degli atti urgenti, ivi compresi gli atti legislativi, regolamentari e amministrativi necessari per fronteggiare le emergenze". Il Consiglio dei Ministri non adotterà "regolamenti governativi o ministeriali, salvo che la legge imponga termini per la loro emanazione o quest'ultima sia richiesta come condizione di rispetto degli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea o di operatività delle pubbliche amministrazioni, ovvero siano necessari per l'attuazione delle leggi già approvate dal Parlamento e per l'attuazione del PNRR e del PNC".

Dalla Concorrenza, al caro energia all'inflazione i temi non rimandabili

Secondo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso dopo la firma del decreto di scioglimento delle Camere, il Governo "dispone comunque di strumenti per intervenire sulle esigenze presenti e su quelle che si presenteranno nei mesi che intercorrono tra la decisione di oggi e l'insediamento del nuovo Governo che sarà determinato dal voto degli elettori". Anche perché "il periodo che attraversiamo non consente pause negli interventi indispensabili per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale e, in particolare, dell'aumento dell'inflazione che, causata soprattutto dal costo dell'energia e dei prodotti alimentari, comporta pesanti conseguenze per le famiglie e per le imprese. A queste esigenze si affianca - con importanza decisiva - quella della attuazione nei tempi concordati del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza", così come "il dovere di proseguire nell'azione di contrasto alla pandemia".
Ma c'è pure da affrontare il tema del debito italiano e i paletti posti dall'Europa: come messo in luce da un articolo di venerdì del Corriere, "da mesi la Commissione Ue sta chiedendo all'Italia (anche con Mario Draghi premier) di ridurre la spesa pubblica in proporzione alle dimensioni dell'economia e su questo punto può ancora aprire una procedura. Se dunque la revisione delle pensioni in autunno fosse fatta con i costi di Quota 100 nel 2018, allora il rapporto fra Roma, Bruxelles e Francoforte entrerebbe in tensione". Inoltre, "il vincolo di bilancio sta tornando. È finita la stagione dei bonus a pioggia da decine di miliardi di euro". Ma c'è anche un "terzo fattore in gioco": occorre essere "puntuali nelle riforme indicate dal Piano di ripresa". Il "parlamento per esempio deve approvare la legge delega sulla Concorrenza entro l'estate, altrimenti non ci sarà tempo per preparare e votare i decreti attuativi entro l'anno".
Secondo analisti, potrebbero oltre tutto subire una battuta d'arresto lo sforzo di diversificazione energetica rispetto a una fornitura russa, a causa dei limiti nello stipulare nuovi accordi bilaterali, così come i negoziati in Europa sulle misure da attuare per far fronte alla crisi e alla situazione.

Al lavoro sul Decreto aiuti bis: i bonus che possono salvarsi

Tra le preoccupazioni del momento ad avere ricadute per il settore è anche il caro energia e l'inflazione, che colpisce tutti i comparti, compreso quello alimentare. "Una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a 674 euro annui" ha denunciato Assoutenti. Il governo Draghi sta lavorando al cosiddetto Decreto Aiuti bis, che potrebbe essere approvato a inizio agosto e dovrebbe potere contare, grazie agli 8,5 miliardi che arriveranno dall'assestamento di bilancio presentato alla fine dello scorso mese alle Camere, su circa 10 miliardi. Tra le misure allo studio c'è l'azzeramento dell'Iva sui prodotti alimentari essenziali, come pane e pasta, ma anche la proroga del bonus di 200 euro, come da richiesta dei sindacati, già previsto dal precedente decreto. Il contributo quindi potrebbe essere riconfermato per un altro mese. "Si valuta poi il rinnovo delle misure contro il caro energia. Pochi giorni fa il ministero dell'Economia e quello della Transizione ecologica hanno comunicato un'estensione del taglio di 30 centesimi sulle accise dei carburanti fino al 21 agosto. In discussione c'è quindi una proroga ulteriore. Al vaglio anche la proroga degli interventi per alleggerire le bollette di gas e luce tramite l'azzeramento degli oneri di sistema in scadenza a settembre".

Intanto, è ripartito il confronto con le parti sociali, dai sindacati, ai datori, alle associazioni delle piccole e medie imprese e il Governo, riprogrammando gli incontri che erano previsti nei giorni scorsi e che erano poi stati cancellati nei giorni più delicati della crisi.

TAG: CONCORRENZA, GOVERNO, SETTORE FARMACEUTICO, BONUS

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