Vaccini. Farmacie, domicilio e co-somministrazione nella bozza del nuovo Piano. Le novità della campagna vaccinale
In attesa di firma il Nuovo piano nazionale di prevenzione vaccinale 2022-2025 che formalizza l'estensione dei luoghi di offerta vaccinale comprendendo ospedali, RSA, farmacie e il domicilio
È sul tavolo del Ministro della Salute e potrebbe essere firmato a breve il Nuovo piano nazionale di prevenzione vaccinale 2022-2025 che, tra i vari punti, fissa gli obiettivi di copertura per il prossimo periodo e formalizza l'estensione dei luoghi di offerta vaccinale, comprendendo anche ospedali, RSA, farmacie e il domicilio. La notizia è stata data da Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria presso il Ministero della Salute, in un intervento all'evento "La gestione del paziente fragile nella nuova stagione vaccinale autunnale", organizzato da Edra, con il contributo incondizionato di Sanofi, che si è tenuto presso il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico di Roma.
Farmacie e domicilio nella bozza di Piano nazionale vaccinale
«La bozza del Piano ha ricevuto i pareri del Nitag, il gruppo tecnico nazionale sulle vaccinazioni» e delle Regioni, ha detto Rezza. «Si tratta ora di elaborarli nella stesura definitiva, una questione di poco. D'altra parte, è intenzione del Ministro della Salute chiudere prima della nuova Legislatura i lavori avviati». Il documento, ha aggiunto Carlo Signorelli, alla guida del Nitag, «è più flessibile del precedente: se la validità è quadriennale, il calendario è in realtà annuale, così da prevedere la possibilità di effettuare modifiche, senza aspettare la revisione del successivo Piano». Un punto importante sottolineato è che «viene formalizzata l'estensione dei luoghi di offerta vaccinale di fatto già in atto». In particolare, tra i setting previsti vengono indicate le «farmacie e il domicilio, oltre che ospedali e Rsa», mentre tra gli obiettivi da raggiungere «vengono richiamati quelli non completati del precedente documento».
Co-somministrazione e campagna anti influenzale
Una riflessione va anche alla campagna vaccinale contro l'influenza, che partirà insieme all'arrivo delle nuove formulazioni dei vaccini contro il Covid-19, oltre a quanto finora approvato da Aifa: «Ci aspettiamo una stagione influenzale ad alta intensità» ha continuato Rezza, «con una popolazione ampiamente suscettibile, non solo perché le due passate stagioni sono state a bassa intensità, ma anche perché il virus comincerà a circolare senza le misure di contenimento che hanno caratterizzato questi anni di pandemia». Sarà allora ancora più importante l'adesione alla campagna vaccinale, che avrà una «complicazione in più»: «accanto ai vaccini anti influenzali e ai vaccini già conosciuti dalla popolazione contro il Covid-19, ce ne sono altri in arrivo contro le varianti». L'indirizzo dovrà essere quello di perseguire per entrambe le patologie «la più ampia copertura vaccinale possibile» con l'obiettivo di «proteggere dalla malattia grave»: in questa direzione, tutti i vaccini disponibili contro il Covid-19 sono «una valida scelta». Un elemento di rilievo è comunque costituito dalle modalità organizzative della campagna: «la co-somministrazione dei vaccini contro l'influenza e contro il Covid-19 ha diversi vantaggi, ma occorre anche tenere in considerazione» le percezioni della «popolazione - una parte non la gradisce - e mantenere aperte le diverse alternative». A sottolineare il valore della possibilità di scelta nell'ambito delle programmazioni vaccinali è anche Americo Cicchetti, Direttore ALTEMS: «come per i farmaci, anche per vaccini esistono soluzioni e tecnologie differenti che hanno evidenze diverse e impatti diversi. Le innovazioni tecnologiche sono molteplici, così come lo sono le campagne vaccinali, ma le valutazioni al riguardo dovrebbero iniziare a prendere in considerazioni anche gli impatti di più lungo periodo, quella serie di costi indiretti che ricadono oltre che sul piano sanitario, anche su quello sociale ed economico». Per quanto riguarda le farmacie, a rimarcarne il ruolo, in un video messaggio, è Antonio Gaudioso, capo della Segreteria tecnica del Ministro, ribadendo l'importanza di «continuare a valorizzare i farmacisti sul territorio in stretto coordinamento con i medici. Mantenere questa organizzazione sarà fondamentale per la programmazione dei prossimi mesi». D'altra parte, aggiunge Roberto Tobia, Segretario nazionale Federfarma, «in questi anni di pandemia, in farmacia sono stati effettuati i 2/3 dei tamponi oggetto dei Report ministeriali e oltre 3 milioni di vaccinazioni. La sfida del futuro sarà continuare su questa strada: la farmacia, anche grazie alle normative, è pronta».
Strutture e locali esterni: Faq chiariscono
Intanto, sempre in merito alla vaccinazione, da Federarma di recente sono state emesse delle Faq per chiarire alcuni dubbi delle farmacie sul nuovo Protocollo firmato a luglio. Tra gli aspetti sottolineati nella gestione del vaccino in farmacia c'è in particolare la possibilità di utilizzare locali o strutture esterne. Secondo quanto riferisce Federfarma, "le strutture esterne, per esempio i gazebo, utilizzate dalla farmacia per somministrare vaccini e/o test diagnostici non devono avere i medesimi requisiti di idoneità igienico sanitaria dei locali della farmacia, ma comunque rispondere a parametri previsti a livello territoriale. L'art. 4, comma 2 del protocollo prevede che solamente i locali esterni alla farmacia devono possedere i medesimi requisiti di idoneità igienico sanitaria della farmacia. Nel dettaglio, il locale eÌ inteso come porzione di unitaÌ immobiliare, avente la destinazione d'uso nella categoria C/1, in regola dal punto di vista urbanistico/edilizio. Le strutture esterne possono invece essere temporanee e semovibili come container o gazebo".
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A cura di Redazione Farmacista33
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